Nel corso della conferenza stampa organizzata dal Giugliano per presentare il nuovo allenatore Massimo Agovino, il quinto tecnico a sedere sulla panchina gialloblù nel giro di pochi mesi, il direttore sportivo Angelo Antonazzo ha voluto fare chiarezza su diverse questioni delicate.

Al fianco del nuovo tecnico, il dirigente si è soffermato in particolare sull'addio del suo predecessore Arturo Di Napoli, replicando senza mezzi termini alle dichiarazioni rilasciate dall'ex allenatore dopo il provvedimento di esonero.

In apertura del suo intervento, il direttore sportivo ha voluto comunque riconoscere i meriti storici del tecnico uscente, ringraziandolo pubblicamente per il traguardo della salvezza raggiunto nel corso della passata stagione sportiva.

Subito dopo, però, il dirigente del club campano ha voluto puntualizzare alcuni aspetti legati alla programmazione estiva e alle scelte tecniche, evidenziando come la dirigenza abbia sempre assecondato le richieste arrivate dalla guida tecnica nella costruzione della rosa.

««Abbiamo scelto di continuare con il mister anche per riconoscenza, ma bisogna dire le cose come stanno: le inesattezze nella sua ultima intervista sono state tante»» ha dichiarato Antonazzo davanti ai cronisti presenti.

Proseguendo nell'analisi dei rapporti interni e delle dinamiche di mercato vissute durante la sessione estiva, il direttore sportivo ha respinto con decisione l'accusa di una presunta esclusione del tecnico dalle decisioni strategiche e gestionali della società.

««Dice che non era al centro del progetto, ma il presidente ha seguito passo dopo passo tutte le riunioni: il mister è andato di persona a vedere la sede del ritiro e ogni giocatore è stato avallato da lui»» ha sottolineato con fermezza il dirigente.

Entrando ancor più nel dettaglio delle questioni tattiche e della gestione quotidiana del gruppo squadra, Antonazzo ha ribadito come la panchina gialloblù godesse di totale autonomia nelle scelte di campo e nella definizione dell'assetto tattico da mandare in campo.

««Mi chiedeva una squadra per il 3-5-2 che potesse ruotare al 4-3-3, e ha avuto completa libertà di scegliere modulo e giocatori: non conoscevo nemmeno la formazione prima delle partite»» ha aggiunto il direttore sportivo del club.

Un altro passaggio particolarmente discusso e ripreso nel corso della conferenza stampa ha riguardato le dichiarazioni relative alla presunta volontà di alleggerire i conti e il bilancio societario attraverso la risoluzione anticipata del contratto con lo staff tecnico.

««Antonazzo ha contestato anche il passaggio sull'aver alleggerito la società: Lo pagheremo fino a marzo. Se pensate che rinunciare ad aprile, maggio e giugno sia un modo per alleggerire la società, io non l'avrei detto»» ha affermato il rappresentante della società.

Il dirigente ha inoltre ammesso il dispiacere personale nel dover affrontare pubblicamente situazioni di tensione così marcate, pur ribadendo la necessità di ristabilire la verità dei fatti rispetto alla narrazione emersa dopo l'interruzione del rapporto professionale.

««Mi dà fastidio avere questi scontri frontali, però passare per quello che subisce non mi piace»» ha dichiarato con franchezza nel corso del suo intervento con la stampa.

Alla base del provvedimento di esonero, secondo quanto spiegato dal direttore sportivo, ci sarebbero motivazioni strettamente legate all'andamento sul rettangolo verde, ai risultati negativi accumulati e all'assenza di una fisionomia di gioco riconoscibile.

««Se su dieci partite ci sono sei sconfitte e una squadra arriva a prendere 23 gol, un problema ce l'abbiamo»» ha argomentato il dirigente per giustificare la decisione presa dai vertici societari.

La mancanza di continuità e le continue variazioni tattiche messe in campo nel corso delle settimane avrebbero finito per disorientare il gruppo, spingendo la dirigenza a optare per un cambio di guida tecnica per dare una scossa immediata.

««Se da direttore sportivo non riesco a vedere un'identità, con una squadra che continua a ruotare in vari moduli e i giocatori che non hanno un quadro preciso, la società deve intervenire»» ha continuato la disamina.

Nelle riflessioni che hanno preceduto l'esonero, la dirigenza ha valutato con grande attenzione il peso della situazione, arrivando alla conclusione che il clima di tensione ambientale avesse ormai compromesso il lavoro quotidiano sul campo.

««Era l'ultima cosa che volevamo fare, ma le pressioni che il mister ha manifestato a noi e al presidente ci hanno fatto capire che era completamente bloccato»» ha spiegato il direttore sportivo.

Nel momento più delicato della crisi di risultati, lo stesso dirigente ha rivelato di essersi messo in discussione in prima persona, offrendo le proprie dimissioni alla presidenza qualora la proprietà avesse ritenuto opportuno un azzeramento totale dell'area tecnica.

««Qualche partita fa sono andato dal presidente e gli ho detto che, se pensava di avere bisogno di un'altra persona, avrei fatto un passo indietro»» ha confidato ai giornalisti.

Superata la fase di stallo, la scelta per la successione è ricaduta su Massimo Agovino, preferito a una nutrita concorrenza di tecnici che si erano proposti per guidare la squadra in questo momento particolarmente complicato della stagione.

««A me il nome non interessa, mi interessa che la palla giri. Lo abbiamo scelto perché è un allenatore che fa giocare le squadre: fa cose che oggi vediamo in un calcio più evoluto, ma lui le faceva già su un campo di Serie D dieci anni fa»» ha raccontato il ds.

Presentando il nuovo allenatore, Antonazzo ha anche tracciato le priorità assolute per il lavoro settimanale, chiedendo compattezza e maggiore attenzione alla fase difensiva per arginare la pericolosa emorragia di reti subite fin qui.

««La prima cosa che gli ho chiesto è stata di curare la fase difensiva, perché da ex difensore non posso vedere la mia squadra prendere 30 gol in 11 partite»» ha ammonito il dirigente.

Infine, il direttore sportivo ha voluto indirizzare un richiamo chiaro e diretto anche ai calciatori della rosa, chiamati a prendersi le proprie responsabilità di fronte ai risultati deludenti maturati in questo avvio di campionato.

««Noi cambiamo allenatori perché non possiamo cambiare tutti i giocatori, ma anche loro hanno una responsabilità nei nostri confronti. Alcuni in questo momento sono mancati, anche chi l'anno scorso aveva fatto molto bene»» ha concluso.

Sezione: Serie C / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 14:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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