A stagione ormai conclusa, Mauro Leo, direttore sportivo del Gubbio, ha voluto analizzare il percorso compiuto dalla squadra rossoblù, partendo dall'ultima amarezza vissuta sul campo del Pineto, dove il presidente Notari non aveva nascosto il proprio disappunto per la mancata reazione dei suoi.
«Siamo partiti bene, un buon primo tempo che potevamo anche chiudere sul doppio vantaggio. Poi il Pineto ha trovato due gol nel giro di sette minuti, uno di questi tra l’altro davvero straordinario. Nella seconda parte del match la squadra ha avuto un calo di energie. Diamo merito anche agli avversari e comunque il presidente ha sempre ragione», ha esordito Leo nel commentare la sfida.
Il dirigente si è poi soffermato sul piazzamento finale della compagine umbra, evidenziando come i fattori esterni abbiano influenzato la classifica: «Si può sempre fare di più. E le potenzialità in effetti c’erano, ma gli infortuni hanno condizionato la stagione in maniera pesante e alla fine tutto questo lo abbiamo pagato».
«Il bilancio però alla fine dei conti è buono e l’ottavo posto in classifica è pur sempre un risultato positivo», ha ribadito con forza Leo, ricordando anche i successi storici colti nei derby regionali che hanno dato lustro all'annata: «Nessuno lo dimenticherà e per quanto riguarda i Grifoni, siamo riusciti per la prima volta nella storia del nostro club a vincere al Renato Curi».
Uno dei fiori all’occhiello della gestione societaria è stato l'impiego dei giovani, che ha permesso al club di distinguersi a livello nazionale: «Sono contento del lavoro fatto e che le scelte della scorsa estate si siano rivelate azzeccate. In questo una parte importante ce l’hanno avuta il tecnico che li ha impiegati e ha saputo valorizzarli, l’ambiente di Gubbio che è ideale per farli maturare».
I numeri d'altronde parlano chiaro, con la società che ha registrato un primato nel minutaggio degli under pari a 14.220,36 minuti giocati, garantendo un introito nelle casse sociali di circa 187.461,67 euro: «Una società che anche grazie al direttore generale è stata presente», ha aggiunto il direttore sportivo sottolineando l'armonia dirigenziale.
L'apporto dei ragazzi non sarebbe stato possibile senza l'esempio dei compagni più navigati: «Nel bilancio generale non possiamo certo però trascurare l’apporto dei calciatori più esperti che si sono dimostrati, anzi confermati, professionisti a tutto tondo. Certamente, grazie a loro la rosa è stata il risultato di un buon mix dove le qualità degli emergenti si sono fuse con l’esperienza degli over».
Per quanto riguarda il calciomercato in entrata per la prossima stagione, Leo sembra avere già le idee molto chiare su chi monitorare: «In questi mesi una parte del mio lavoro è stata anche quella di far osservare alcuni calciatori Under in giro per l’Italia e non solo nelle massime categorie, ma anche in alcuni club dilettantistici».
«In effetti 6-7 nomi buoni ce l’ho già. Tutto dipenderà dai programmi e dalle linee guida che il presidente determinerà», ha svelato il dirigente rossoblù, lanciando un segnale importante alla piazza gubbina in vista della riapertura ufficiale delle trattative estive.
Resta invece ancora da decifrare la questione legata alla panchina di Domenico Di Carlo, nonostante i termini contrattuali parlino di un prolungamento scattato con il raggiungimento della fase playoff: «Il mister ha il contratto rinnovato in maniera automatica per aver raggiunto i playoff».
«I matrimoni si devono sempre celebrare in due, pur cui se i programmi della società e quelli del tecnico collimano, perché no?», ha spiegato con pragmatismo il diesse, elogiando comunque l'uomo e il professionista: «Vorrei anche aggiungere che dal punto di vista umano e dell’esperienza con la quale ha saputo gestire le difficoltà e il gruppo, ha confermato che oltre 700 panchine tra i professionisti non sono un caso».
Infine, Mauro Leo ha affrontato la sua situazione personale, legata a un contratto che scadrà ufficialmente il prossimo 30 giugno: «Fino al 30 giugno sono legato al Gubbio. Vi rivelo come è andata la scorsa estate quando ho detto al presidente Notari: conosciamoci. E per questo ho sottoscritto volentieri un solo anno di contratto».
«Adesso il "Pres" mi conosce. Ci vedremo tra qualche giorno e analizzeremo la situazione. Ma un legame ben più forte del contratto è la gratitudine e l’affetto che mi legano a Sauro Notari che è uno dei pochi presidenti veri che sono rimasti nel calcio», ha concluso Leo con un attestato di stima verso la proprietà.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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