Il nuovo corso tecnico della Sambenedettese prende ufficialmente il via con l’insediamento di Roberto Boscaglia, chiamato a risollevare le sorti di un club che sta vivendo una stagione estremamente tribolata. Giunto al suo terzo giorno operativo, il quarto allenatore ad alternarsi sulla panchina rossoblù dopo le parentesi di Palladini, D’Alesio e Mancinelli, ha voluto mettere subito le cose in chiaro durante la sua prima conferenza stampa ufficiale. Il debutto è ormai imminente, con la delicata trasferta di Ravenna che incombe e che rappresenta un banco di prova immediato per testare i primi correttivi apportati dal tecnico siciliano.
Boscaglia ha ammesso senza giri di parole che lo scenario attuale è complesso, sottolineando come ci sia una mole di lavoro notevole da affrontare per rimettere in carreggiata il gruppo. Nonostante le difficoltà di classifica, l’allenatore ha dichiarato di aver trovato una squadra reattiva e desiderosa di centrare l’obiettivo della permanenza in categoria. Secondo il mister, la disponibilità dei calciatori è totale, un elemento che considera il requisito minimo indispensabile per sperare nella risalita, poiché in una piazza così importante non è ammesso alcun calo di tensione o mancanza di impegno verso la causa comune.
Il messaggio inviato ai naviganti è stato perentorio: in questa fase della stagione non c’è spazio per gli individualismi o per chi pensa esclusivamente alla propria vetrina personale. Boscaglia ha rimarcato che «i giocatori sono tutti disponibili, ma questa sarebbe stato grave il contrario: noi dobbiamo dargli le armi per combattere, ma sono loro che devono toglierci dai guai». L’allenatore ha poi aggiunto con fermezza che «chi giocherà per sé stesso non verrà preso in considerazione; qui si deve lottare per questa piazza importante», evidenziando come anche un contributo di soli dieci minuti possa risultare decisivo nell'economia di una partita.
Oltre all'aspetto puramente tattico, il nuovo tecnico dovrà compiere un profondo lavoro psicologico su un organico che appare svuotato e contratto dal peso dei risultati negativi. Boscaglia ha analizzato lo stato d'animo dei suoi uomini, rilevando che «i giocatori non stanno psicologicamente al cento per cento e quindi c’è da lavorare anche su questo aspetto, oltre che su quello tattico e tecnico: basta una scintilla per cambiare la stagione». L'obiettivo primario è quello di trasformare il timore che ha bloccato la squadra negli ultimi mesi in una spinta propositiva, ricordando ai suoi atleti il loro reale valore tecnico.
Il tecnico ha infatti spiegato che «loro sanno di essere giocatori forti, ma da qualche mese stanno affrontando tutto con la paura; dobbiamo vincere questa paura e fare spazio al coraggio». Per uscire dalle sabbie mobili della bassa classifica servirà un mix di serenità e cinismo, cercando di volgere a proprio favore quegli episodi che finora hanno condannato la Samb. Boscaglia ha inoltre rivelato che il suo profilo era già stato accostato al club in occasione del primo avvicendamento in panchina, dicendosi comunque soddisfatto di essere approdato in riva all'Adriatico, seppur con qualche mese di ritardo rispetto alle prime indiscrezioni.
Entrando nel merito delle scelte tecniche, l’allenatore ha commentato la possibile convivenza tra alcuni dei pezzi pregiati della rosa, come Stoppa, da lui lanciato giovanissimo tra i professionisti, e Parigini. Per Boscaglia, i calciatori di qualità possono e devono coesistere, a patto che si mettano al servizio del collettivo. Il focus rimane esclusivamente sul presente, poiché «quest’anno dobbiamo raggiungere l’obiettivo, poi punteremo sui prossimi anni; ma se non raggiungiamo la salvezza la mia presenza qui non servirà più a nulla», a testimonianza di quanto il tecnico senta il peso della responsabilità del momento.
In vista della sfida contro il Ravenna, il mister ha mostrato grande rispetto per l'avversario, definendolo una compagine solida e ben organizzata, ma ha ribadito che la Samb scenderà in campo con l'unico intento di muovere la classifica. Sulla disposizione in campo, Boscaglia ha preferito non sbilanciarsi, ritenendo i numeri e i sistemi di gioco secondari rispetto all'atteggiamento: «A me non piace parlare di numeri o moduli e lo trovo abbastanza riduttivo: dobbiamo comportarci in base all’avversario che affrontiamo».
Infine, un passaggio è stato dedicato al rapporto con la proprietà e alle voci riguardanti l'organigramma societario. Il feeling con il presidente Massi è stato immediato, nato da un confronto telefonico e consolidatosi nel primo incontro di persona, dove l'allenatore ha percepito la forte determinazione della società nel volerlo alla guida del progetto. Per quanto riguarda la ricerca di un nuovo direttore sportivo, Boscaglia ha preferito glissare, definendola «una questione societaria che a me non interessa», preferendo concentrarsi unicamente sulla gestione del gruppo che per la trasferta romagnola sarà interamente a sua disposizione.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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