Il Lumezzane ha compiuto una vera e propria metamorfosi stagionale, trasformando un avvio da incubo in una cavalcata che tiene vive le ambizioni di playoff. A raccontare questa rinascita è Giacomo Drago, estremo difensore della formazione lombarda, che ai microfoni di A Tutta C su TMW Radio ha analizzato il cammino della squadra e i fattori che hanno determinato il cambio di marcia.
La partenza della stagione aveva fatto presagire ben altro scenario: quattro sconfitte nelle prime quattro giornate avevano gettato nello sconforto l'ambiente rossoblù. Poi, però, qualcosa si è spezzato. "Il percorso che stiamo facendo come squadra è entusiasmante, soprattutto se si considera come è partito. Dopo le prime quattro partite che ci hanno visto sconfitti, abbiamo iniziato un percorso, anche grazie al cambio di allenatore, che ci ha portato a fare 13 risultati utili consecutivi e anche 12 clean sheet, che ci danno la possibilità di lottare fino alla fine per i playoff: quello è il nostro obiettivo", ha dichiarato Drago.
I numeri parlano chiaro: tredici gare senza sconfitte e dodici porte inviolate rappresentano una solidità difensiva di altissimo livello per la categoria. Un'inversione di tendenza che ha una data precisa, coincidente con l'arrivo in panchina di Arnaldo Troise, tecnico chiamato a raddrizzare una situazione che rischiava di compromettere l'intera annata.
Il cambio di guida tecnica rappresenta sempre un momento delicato nella vita di una squadra, un passaggio che può rivelarsi traumatico o, al contrario, catalizzatore di nuove energie. Nel caso del Lumezzane, l'inserimento di Troise ha prodotto effetti immediati e tangibili. "Quando si cambia allenatore è sempre un momento complesso, ma lui è stato molto bravo a ridarci quella fiducia che, quando i risultati non arrivano, può venire meno. Con la fiducia, il lavoro e la costanza quotidiana siamo riusciti a ritrovare quella solidità necessaria per ottenere i risultati che abbiamo fatto e che stiamo continuando a fare", ha spiegato il portiere.
La fiducia, elemento intangibile ma determinante nel calcio, si è tradotta in risultati concreti sul campo. La squadra ha ritrovato certezze, costruendo le proprie fortune su una difesa granitica capace di annullare gli attacchi avversari con regolarità impressionante. Drago non nasconde la soddisfazione per questi dati: "Sono dati che fanno piacere, soprattutto a un portiere, ma anche ai miei compagni di reparto, e sono dati che danno fiducia in quello che stai facendo e spingono a credere sempre di più nel lavoro quotidiano".
Dietro le prestazioni dell'estremo difensore c'è anche il lavoro quotidiano con il preparatore dei portieri Alberto Pomini, figura di grande esperienza nel panorama calcistico italiano. Drago non lesina elogi nei confronti del suo allenatore specifico, sottolineando non solo le competenze tecniche ma soprattutto le qualità umane.
"La carriera di Alberto parla da sola. A livello umano, ho avuto la fortuna di trovare un uomo innanzitutto empatico, il che è importantissimo: è una persona con cui puoi parlare, che capisce le sensazioni che può avere un ragazzo, specialmente nel ruolo del portiere dove la testa gioca un ruolo fondamentale. Ho trovato una persona che capisce e che cerca, nel lavoro quotidiano, di curare al massimo il dettaglio seguendo i suoi concetti e il suo credo", ha evidenziato il numero uno rossoblù.
L'aspetto psicologico, spesso sottovalutato, assume particolare rilevanza per chi ricopre il ruolo di portiere, dove un errore può risultare fatale e dove la solitudine del proprio ruolo richiede equilibrio mentale oltre che tecnico. La capacità di Pomini di comprendere queste dinamiche e di lavorare sul dettaglio ha contribuito in maniera significativa alla crescita di Drago e alle performance difensive della squadra.
Prima dell'approdo al Lumezzane, Drago ha vissuto l'esperienza della Serie B, categoria superiore che gli ha lasciato un patrimonio importante nonostante lo spazio limitato trovato in campo. "Sicuramente l'esperienza in Serie B è stata formativa. Anche se ho trovato poco spazio, l'essermi confrontato con giocatori di livello più alto mi ha insegnato tanto. Se hai l'umiltà di metterti a disposizione, guardare e ascoltare, la crescita è garantita, sia calcistica che umana", ha ammesso il portiere.
Un insegnamento prezioso quello dell'umiltà, virtù che Drago ha saputo portare con sé nella sua avventura in Serie C, dove ora sta dimostrando il proprio valore da protagonista. La gavetta in categorie superiori, anche quando vissuta ai margini della rosa, può infatti rappresentare una palestra fondamentale per chi sa osservare, apprendere e mettersi in discussione.
La striscia positiva ha riportato il Lumezzane in piena corsa per i playoff, traguardo che a inizio stagione, dopo le quattro sconfitte iniziali, sembrava irraggiungibile. Ora invece la squadra può guardare con ottimismo al prosieguo del campionato, forte di una difesa che ha ritrovato compattezza e di un gruppo che ha ritrovato convinzione nei propri mezzi.
La trasformazione del Lumezzane rappresenta un caso di studio interessante su come, nel calcio, nulla sia definitivo e come l'inserimento delle persone giuste nei ruoli chiave possa modificare radicalmente le sorti di una stagione. L'alchimia tra Troise, il suo staff tecnico e un gruppo che ha saputo reagire alle difficoltà iniziali ha creato le condizioni per un campionato comunque positivo, capace di regalare soddisfazioni dopo un avvio drammatico.
Giacomo Drago e i suoi compagni hanno ancora diverse partite davanti per consolidare la posizione playoff e, perché no, migliorarla ulteriormente. La consapevolezza acquisita, la solidità difensiva dimostrata e la fiducia ritrovata rappresentano i pilastri su cui costruire l'assalto finale alla post-season. Una storia di resilienza e riscatto che conferma come, nel calcio come nella vita, non sia mai troppo tardi per invertire la rotta.
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