Il Direttore Generale dell’Az Picerno, Vincenzo Greco, ha tracciato un bilancio dai toni chiaroscuri al termine di una stagione intensa, culminata con il mantenimento della categoria. Nonostante l'obiettivo raggiunto, le parole del dirigente sardo lasciano trasparire un profondo malessere per come sono state gestite le fasi critiche del campionato.
Greco ha annunciato la necessità di un periodo di distacco per valutare il proprio percorso professionale all'interno del club lucano: «Adesso mi devo prendere qualche giorno di riflessione, questo è stato un anno duro, sinceramente mi aspettavo dopo tanti anni fatti bene un sostegno differente nei momenti di difficoltà».
Il Direttore non ha risparmiato critiche a chi, a suo dire, si sarebbe allontanato nel momento del bisogno, ripresentandosi solo a traguardo tagliato: «Salire sul carro dei vincitori è sempre facile, è quando le cose non vanno bene che bisogna stare vicino a chi lavora, a chi lotta e a chi ha fatto in passato cose positive».
Il rammarico di Greco sembra nascere da una percepita mancanza di memoria storica rispetto ai risultati ottenuti dal club sotto la sua gestione negli ultimi anni: «In questo mondo purtroppo non c’è mai gratitudine e riconoscenza. Ora è il momento di festeggiare, poi dovrò parlare con il presidente e decideremo sul futuro».
Il dirigente ha poi affrontato il tema legato alla guida tecnica, ammettendo onestamente un errore di valutazione compiuto durante il percorso stagionale: «Io mi portavo dietro un cruccio nei confronti dell'allenatore perché avevo preso una decisione troppo affrettata in quel momento».
Il riferimento è all’avvicendamento in panchina avvenuto nell’ottobre del 2025, quando il tecnico pugliese fu sollevato dall'incarico per poi essere richiamato dopo la parentesi Bertotto: «Richiamarlo è stato un atto dovuto dopo aver compreso che quella scelta iniziale era stata figlia della fretta».
Ripercorrendo i mesi in cui il Picerno navigava nelle zone più pericolose della graduatoria, Greco ha descritto il peso psicologico sopportato da chi vive la società quotidianamente: «Quelli sono stati momenti davvero bui, vi assicuro che non si riusciva nemmeno a dormire la notte per la preoccupazione».
Proprio in quegli istanti di massima tensione, il Direttore ha lamentato la solitudine del club, un vuoto di supporto che ha segnato profondamente la sua visione attuale: «Ho avvertito chiaramente l'assenza di sostegno proprio quando sarebbe stato fondamentale restare uniti attorno alla squadra».
Il futuro di Vincenzo Greco a Picerno resta dunque un rebus da risolvere nei prossimi giorni, tra la gioia per una salvezza faticata e l'amarezza per un clima che non ha soddisfatto le aspettative del dirigente: «Dobbiamo confrontarci con la proprietà per capire se ci sono ancora i presupposti per andare avanti insieme».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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