Antonio Floro Flores, tecnico del Benevento, è intervenuto a cuore aperto dopo l'ultimo atto della stagione, lasciandosi trascinare dalle forti emozioni vissute sul campo. L'allenatore ha voluto sottolineare l'importanza del legame creato tra squadra e ambiente per raggiungere il traguardo.
Il mister ha esordito descrivendo la realizzazione di un desiderio che portava dentro da tempo: «È successo proprio quello che avevo sognato da sempre. Si vive per questi momenti che restano indelebili, così come lo sono le annate difficili. Certi successi è giusto goderseli fino in fondo».
Secondo Floro Flores, il segreto della vittoria risiede nella totale armonia che ha avvolto il club sannita in questi mesi: «La squadra, la città, i tifosi, siamo stati una sola cosa. Vedere certe scene ripaga di tutti i sacrifici e ti dà la carica per fare qualcosa di ulteriormente straordinario la prossima stagione».
Analizzando la sfida finale, l'allenatore ha ammesso un calo di tensione fisiologico dovuto al clima di esultanza: «Quella di stasera sembrava la partitella del giovedì, con continui ribaltamenti di fronte, però era un momento di festa e ci sta. Il Cerignola aveva motivazioni importanti, noi ci siamo un po’ rilassati».
Nonostante un atteggiamento tattico meno rigoroso del solito, Floro Flores ha voluto omaggiare il proprio pubblico: «Ho detto solo ai ragazzi di provare a finire in bellezza per ripagare un pubblico straordinario. Eravamo lunghi in campo, ma sono comunque contento che ci siamo divertiti».
Il tecnico si è poi soffermato sui singoli, elogiando in particolare l'istinto killer del suo attaccante: «Il gol di Mignani io non lo avrei mai fatto ma si sa, lui annusa la rete, sente la porta e gioca sempre sul filo del fuorigioco. Per noi non è più una speranza, solo certezza».
Un dato statistico ha inorgoglito particolarmente il mister, a dimostrazione della qualità del lavoro offensivo svolto: «Cinque attaccanti in doppia cifra è un bel risultato, sono contento per loro, vuol dire che c’è stata una sana competizione interna e sono stati tutti sul pezzo fino alla fine».
Floro Flores ha poi rivendicato il successo nella gestione dello spogliatoio, un aspetto che considerava prioritario al suo arrivo: «Era il mio primo obiettivo quando sono arrivato: creare alchimia con i calciatori e farmi rispettare. Obiettivo centrato in pieno».
Sul futuro dei giovani talenti, l'allenatore è stato chiaro e diretto, pur non garantendo maglie da titolare a prescindere: «Esposito, se vuole, può rimanere con noi. Alla sua età uno vuole giocare e ha tutte le carte in regola per giocarsi il posto. Io non prometto niente a nessuno».
Le note liete arrivano anche dai nuovi innesti, segno di un vivaio che funziona: «Donatiello sembra stia con noi da una vita, invece si allena solo da un mese. Questo è il grande lavoro fatto dal settore giovanile, che ci sta dando certezze importanti».
In conclusione, il tecnico ha voluto dedicare il successo al numero uno del club con parole di profonda stima personale: «La dedica è per il Presidente, perché mi ha supportato e sopportato in ogni momento. Fortunatamente i momenti difficili sono stati pochi, ma lui mi rincuorava sempre».
Il rapporto tra i due è andato ben oltre l'aspetto professionale, trasformandosi in una guida umana preziosa: «È stato come un padre, mi ha accompagnato con la mano per farmi capire veramente cos’è il calcio. Mi hanno fatto sentire a casa sin dal primo giorno».
Floro Flores ha infine ricordato i sacrifici sostenuti dalla proprietà per mantenere alto il nome del Benevento: «Va a lui la dedica anche per ciò che ha passato, se l’è meritato per le sofferenze che ha subito, perché oltre alla delusione ci ha rimesso anche economicamente».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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