Il Campobasso chiude la stagione regolare con una vittoria di prestigio sull'Ascoli, consolidando una posizione di classifica che profuma di impresa storica. Al termine della gara, il presidente Matt Rizzetta si è presentato davanti ai microfoni visibilmente emozionato, ripercorrendo la fulminea ascesa di una società che in soli tre anni è passata dal nulla calcistico ai vertici della Serie C.
«Sono contentissimo per il campionato da noi fatto, per me è anche una giornata abbastanza commovente», ha confessato il numero uno rossoblù. «Vedendo dove abbiamo iniziato tre anni fa, quando non esistevamo, e trovarci oggi concretamente tra le prime 50 squadre professionistiche in questo Paese è un traguardo incredibile».
Il patron ha voluto rendere omaggio a tutto il motore che ha permesso questa scalata, dallo staff tecnico ai collaboratori meno visibili, sottolineando l'importanza del lavoro quotidiano svolto dietro le quinte. «Ci tenevo a ringraziare mister Zauri, Giuseppe Figliomeni e tutto lo staff che lavora sodo», ha proseguito Rizzetta. «Da oggi in poi pensiamo ad altri obiettivi e altri sogni, possiamo sognare a occhi aperti ma sempre con i piedi per terra e massima umiltà».
L'orgoglio di rappresentare la piazza molisana è emerso con forza nelle parole del presidente, che ha vissuto la giornata insieme ai suoi affetti più cari, portando con sé anche il nipotino Vincenzo in una cornice di pubblico straordinaria. «Sono felicissimo di rappresentare questa bellissima piazza, ho portato con me la mia famiglia», ha raccontato, ribadendo la fierezza di aver scelto proprio Campobasso per il suo progetto sportivo.
Nonostante il quarto posto fosse già blindato, la vittoria contro un avversario blasonato come l'Ascoli ha confermato la solidità mentale di una squadra che non ha intenzione di fermarsi proprio sul più bello. «La prestazione di oggi è un grandissimo segno, ci abbiamo messo tutto e questa è la dimostrazione di una grandissima squadra a cui la personalità non manca», ha evidenziato il presidente, elogiando la caratura dei rivali.
Proprio nei confronti dell'Ascoli, Rizzetta ha speso parole di grande stima, ricordando i suoi trascorsi personali e il valore della proprietà marchigiana. «Voglio complimentarmi con l’Ascoli, bellissima piazza e proprietà straordinaria», ha dichiarato con sportività. «Io ho scelto Campobasso per un motivo e sono fiero dei nostri tifosi che sono venuti oggi numerosi, credo che manchino quarant’anni per vivere emozioni simili in questa categoria».
Con la mente già rivolta alla post-season, il patron confida nella spinta del proprio pubblico per affrontare i turni successivi con la forza di un ambiente compatto. «Spero che il sei maggio ci possa essere ancora più gente, una cornice fantastica», ha auspicato Rizzetta. «Tutti quanti noi uniti possiamo sognare, ci vorrà un’unione tra squadra, tifosi e sponsor per farcela».
La cautela rimane però una parola d'ordine fondamentale per approcciarsi ai playoff, descritti come una competizione totalmente differente rispetto al campionato regolare. «Dobbiamo rimanere coi piedi per terra, i playoff sono un altro campionato a sé», ha ammonito il presidente. «Siamo convintissimi dei nostri mezzi, ma non avremo paura di nessuno avendo però il massimo rispetto per tutti».
Interpellato sulle ambizioni a lungo termine e sulla possibilità di un ulteriore salto di categoria, Rizzetta non si è tirato indietro, confermando la solidità della sua visione aziendale. «Se la piazza e la società sarebbero pronte per la Serie B? Prontissimi», ha risposto con sicurezza, rivendicando la coerenza tra le promesse fatte e i risultati ottenuti sul campo.
Il progetto sostenibile e ambizioso portato avanti in questi anni sembra aver superato anche le critiche più aspre, trasformandole in una spinta ulteriore verso il successo. «Ho cercato sempre di portare avanti un progetto serio e sostenibile», ha ricordato il presidente. «Credo che con i fatti abbiamo dimostrato chi siamo, portando avanti una realtà che oggi può guardare al futuro con ambizione».
Infine, Rizzetta ha voluto sottolineare l'importanza della sportività vissuta sugli spalti, elevando il confronto tra Campobasso e Ascoli a modello per il calcio italiano. «Questa è la bellezza del calcio che ci unisce, due piazze che con massima correttezza sostengono i loro colori», ha concluso. «È uno spettacolo che ci fa vivere emozioni uniche, lontano da pericoli o violenza, uniti dagli obiettivi delle squadre».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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