Il salto di categoria per il Vado rischia di trasformarsi in un vero e proprio rompicapo logistico ed economico. Durante un recente intervento in diretta televisiva su Primocanale, il presidente Franco Tarabotto ha sollevato un problema non di poco conto riguardante l'adeguamento dello stadio "Chittolina" per i parametri richiesti dai professionisti.

Le notizie arrivate dai tecnici esperti non sono rassicuranti: per mettere a norma l'impianto ligure e permettere la disputa del campionato di Serie C, servirebbe un investimento di circa 800.000 euro. Una cifra che il numero uno del club rossoblù ha dichiarato apertamente di non poter affrontare in autonomia, data la necessità di investire risorse già ingenti nella costruzione di una rosa competitiva.

Tarabotto ha dunque lanciato un appello chiaro alle istituzioni: se il Comune di Vado o la Regione Liguria non interverranno con un supporto economico immediato per coprire i costi dei lavori, la squadra sarà costretta a disputare l'intera stagione lontano dalle proprie mura amiche. Al momento, il patron si è detto piuttosto scettico sulla possibilità di ricevere un aiuto tempestivo dagli enti pubblici.

Lo scenario che si profila è quello di un esilio forzato, sulla falsariga di quanto già vissuto dal Sestri Levante nella passata stagione o dal Bra nell'annata attuale. In mancanza di un accordo sul "Chittolina", i rossoblù dovranno trovare ospitalità in impianti già omologati, con tutti i disagi che ne conseguono per la tifoseria e per la gestione del club.

Sebbene non siano state indicate ufficialmente delle mete, la geografia degli stadi a norma suggerisce diverse possibilità fuori provincia. Tra i nomi che circolano con più insistenza figurano Sestri Levante, Vercelli, Novara, Pavia e potenzialmente Cuneo, quest'ultima piazza esclusa però dal Bra in passato per motivi di rivalità sportiva.

Sembrano invece chiuse le porte di altri impianti limitrofi come Chiavari, La Spezia e Carrara. In queste città, infatti, le amministrazioni e le forze dell'ordine tendono ormai a non concedere più l'utilizzo delle strutture a società terze, memori di tensioni passate, problemi di ordine pubblico o proteste sollevate dai residenti delle zone adiacenti agli stadi.

Sezione: Serie D / Data: Lun 27 aprile 2026 alle 15:11
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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