Il ritorno in Serie B dell'Arezzo porta con sé la firma indelebile di Aniello Cutolo, direttore sportivo che ha vissuto questa scalata con un trasporto emotivo fuori dal comune. Al termine della gara, il dirigente ha faticato a contenere l'entusiasmo, ripercorrendo le tappe di un'avventura che lo ha visto crescere professionalmente in tempi record.
«Faccio fatica ad analizzare quanto avvenuto, sono un giovane dirigente a cui è stato data la possibilità di poter operare», ha esordito Cutolo visibilmente commosso. «In questa città ho vissuto di tutto, sono l'uomo più felice del mondo. Sono felice, questo è un gruppo di lavoro che non si è mai fermato».
Dietro il successo sul campo c'è stato un lavoro oscuro e metodico, fatto di pretese altissime e di un confronto costante con tutte le componenti del club. Il DS non ha nascosto il suo approccio rigoroso, dichiarando apertamente: «Io ho stressato e sono diventato antipatico, io faccio complimenti alla squadra, al mister».
La programmazione è stata l'arma segreta di questa promozione, un percorso iniziato molto lontano nel tempo per costruire fondamenta solide. «Noi abbiamo costruito il 3 febbraio dello scorso anno», ha ricordato Cutolo, «insieme al presidente abbiamo messo le basi. Io voglio ringraziare anche voi, mi avete aiutato a crescere anche in fretta».
Il senso di appartenenza ai colori amaranto ha giocato un ruolo chiave nella gestione quotidiana, trasformando la pressione in una spinta motivazionale incessante. «Ho avuto questa possibilità caduta dal cielo», ha ammesso il dirigente, «ho vissuto con grande senso di responsabilità notti insonni, ci siamo stressati per costruire un gruppo giovane».
Per Cutolo, vedere la città in festa rappresenta il compimento di un cerchio professionale e personale iniziato anni fa, quando ancora calcava il prato verde. «È giusto che questa città possa festeggiare, ho potuto vivere il calcio che conta con questa maglia. Grazie per avermi fatto crescere. Sono felice come un bambino speravo di regalare una soddisfazione».
Il successo da scrivania ha per lui un sapore speciale, quasi una rivincita rispetto alla sua precedente carriera agonistica in cui non era riuscito a raggiungere un traguardo simile. «Non ho avuto la fortuna di regalare una vittoria sul campo, difficile da quantificare la gioia che sto vivendo in questo momento», ha confessato il direttore sportivo.
Infine, un passaggio doveroso è stato dedicato alla proprietà e alla lungimiranza dimostrata fin dal primo giorno di insediamento. «Grande iniezione di fiducia da parte del massimo dirigente di questa società», ha concluso Cutolo, «quando è arrivato Manzo ho percepito la sensazione che si potesse costruire qualcosa di bello. È un uomo a cui piacciono le sfide, mi ha stimolato affinché si potesse arrivare a questo risultato».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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