Filippo Pirola è tra i volti simbolo dell'ascesa dell'Alcione Milano. Con 86 presenze in maglia orange, il difensore e vice capitano ha attraversato da protagonista le tappe di un percorso societario che l'ha portato dalla lotta per la salvezza, nella stagione d'esordio, alla conquista dei playoff nel secondo anno. Intervistato da TuttoC.com, il giocatore ha fatto il punto sull'avvio di campionato, sul proprio ruolo nello spogliatoio e sulle prospettive personali e collettive.

Il Girone A, ha riconosciuto Pirola, si sta rivelando particolarmente equilibrato, e per la squadra non mancano le difficoltà. Secondo il difensore, l'aspetto su cui lavorare maggiormente è la continuità, anche alla luce dei pareggi che hanno rallentato la marcia dell'Alcione. "Abbiamo avuto un periodo in cui abbiamo fatto tanti pareggi, e magari bastava qualcosa in più per vincere: qualcosa in più per non prendere gol, oppure per portare a casa i tre punti. Secondo me manca quella consapevolezza di dire: vinco questa partita, poi vinco la seconda, la terza, la quarta. Quei due o tre punti persi per strada in qualche pareggio di troppo potevano portarci in zona terzo o quarto posto, vista la classifica così corta".

Una classifica compatta, dunque, nella quale ogni occasione mancata pesa in modo particolare e in cui, nella lettura del vice capitano, qualche successo in più avrebbe potuto proiettare l'Alcione nelle posizioni di vertice.

Il racconto di Pirola si sposta poi sul suo cammino all'interno del club e sul peso crescente delle responsabilità che l'anzianità di militanza comporta, soprattutto nei confronti dei compagni più giovani e dei nuovi arrivati. "Con il passare degli anni aumentano l'esperienza e anche il senso di responsabilità verso i più giovani e verso chi arriva. Cerchi di far capire anche a loro come funziona una determinata società o un determinato gruppo, perché questo aiuta a creare la situazione ottimale per lavorare tutti insieme".

Alla base della sua permanenza in maglia orange c'è la condivisione di un progetto ambizioso, che i risultati sul campo hanno in larga parte confermato. "L'Alcione è una società ambiziosa, non l'ho mai nascosto, né lo ha mai nascosto il presidente. Il progetto che mi era stato esposto il primo anno era un progetto di crescita, ed è quello che è stato realizzato con i risultati delle prime due stagioni: il primo anno l'obiettivo era salvarci, il secondo siamo riusciti ad andare subito ai playoff. È un progetto ambizioso che, per come sono fatto io come persona e come giocatore, mi sono sentito di sposare e di portare avanti".

La volontà di crescere riguarda anche la dimensione individuale. Pirola, infatti, non intende fermarsi e guarda al miglioramento del proprio rendimento, tanto in fase difensiva quanto sotto porta. "Come la società, mi pongo l'obiettivo di migliorare di anno in anno, sia come difensore sia in fase realizzativa. Ho fatto due gol in una stagione e quattro in quella successiva, ora sono a due: se riusciamo a fare meglio, ben venga. Essendo un giocatore ambizioso, provo sempre a migliorare e a crescere".

Parole che delineano il profilo di un leader silenzioso, legato a un progetto di cui ha seguito l'evoluzione fin dall'inizio e deciso a contribuire, con l'esperienza e con i gol, alla prossima tappa della crescita dell'Alcione.

Sezione: Serie C / Data: Ven 06 novembre 2026 alle 15:15
Autore: Antonio Sala
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