Una pagina si chiude nella storia del Pontedera Calcio. Simone Millozzi ha comunicato ufficialmente le proprie dimissioni dalla presidenza del club toscano attraverso una lunga e sentita lettera aperta indirizzata alla società, ai tifosi e all'intera comunità granata. Una decisione maturata dopo mesi di riflessione e che segna la fine di un'esperienza che il presidente uscente ha definito "un onore profondo" e "un'esperienza di vita" destinata a rimanere indelebile nel suo cuore.
Nella missiva, pubblicata sui canali ufficiali della società, Millozzi ha voluto chiarire sin da subito la natura della sua scelta, spiegando che non si tratta di una resa di fronte alle difficoltà sportive del momento né di un abbandono dettato dalla stanchezza. "Non è una scelta dettata dalla stanchezza, dalla disillusione o dalla volontà di sottrarmi a un momento sportivamente complesso. È, al contrario, un gesto d'amore e di rispetto verso una realtà che merita nuove energie, nuove idee e nuovi sogni da inseguire", ha scritto l'ormai ex presidente, sottolineando come la decisione sia maturata "con la serenità di lasciare la società in mani capaci, sincere e ricche di entusiasmo".
L'avventura di Millozzi alla guida del Pontedera era iniziata grazie al sostegno di Ecofor Service e all'appoggio di Rossano Signorini, oltre che al supporto del Sindaco Franconi. Un percorso che il dirigente toscano ha descritto come trasformativo, ben oltre le aspettative iniziali. "Quando tutto è iniziato, grazie ad Ecofor Service, al supporto di Rossano Signorini e al sostegno del Sindaco Franconi, non avrei mai immaginato quanto questa esperienza mi avrebbe trasformato", ha ricordato Millozzi, evidenziando come ogni aspetto della vita del club sia entrato a far parte del suo vissuto personale.
Nella sua lettera d'addio, il presidente uscente ha ripercorso con emozione i momenti più intensi del suo mandato: "Ogni partita vissuta a bordo campo, ogni gol esultato, ogni delusione trattenuta, ogni lacrima nascosta dietro un sorriso forzato, ogni abbraccio sotto la pioggia o nel fango resteranno per sempre nel mio cuore". Parole che testimoniano un coinvolgimento totale, non solo amministrativo ma anche umano ed emotivo, nella gestione quotidiana della società granata.
Millozzi ha voluto rivolgere parole di ringraziamento e di incoraggiamento a tutti coloro che hanno condiviso con lui questo percorso. Ai giocatori, pur riconoscendo il naturale avvicendamento delle rose nel corso degli anni, ha chiesto di preservare i valori fondamentali: "Da quando sono Presidente molti protagonisti in campo sono cambiati, ma ciò che non dovrà mai cambiare è il senso di appartenenza, l'identità, il rispetto per questa maglia e per ciò che rappresenta". Un passaggio in cui ha anche espresso orgoglio per aver contribuito al ritorno di Andrea Caponi, definito "autentico cuore granata".
Particolare gratitudine è stata riservata allo staff tecnico, sanitario, dirigenziale e amministrativo, ringraziato "per la competenza, la serietà e l'impegno quotidiano, spesso silenzioso ma fondamentale". Non sono mancati i riconoscimenti ai volontari, descritti come "le mani, il cuore e l'anima di questa società", con una menzione speciale per Luca e Pietro, fondatori dell'associazione Cuore Granata, lodati "per il senso di responsabilità e il sostegno mai venuto meno".
Tra i ringraziamenti più toccanti, quello rivolto a Rossano Signorini, descritto come "compagno di viaggio e di emozioni". Millozzi ha ricordato come Signorini sia "entrato in questo mondo quasi per caso, con discrezione, ma sei diventato presto una presenza insostituibile", sottolineando il legame profondo nato dalla condivisione di "gioie, delusioni e trasferte". In un passaggio carico di commozione, il presidente uscente ha fatto riferimento a una battaglia personale che Signorini starebbe affrontando: "Oggi affronti una battaglia ben più importante: sappi che non sei solo. Ti sono vicino, come tutta la famiglia granata. Senza di te, nulla è stato più lo stesso. Manca un amico. E manca tanto".
Parole di stima e amicizia sono state dedicate anche ad Andrea Bargagna, con cui il rapporto è evoluto nel tempo: "All'inizio c'erano distanza e cautela, poi è nata stima, fiducia e amicizia. Sei diventato un amico leale, sei stato un professionista serio, generoso e un punto fermo nei momenti più difficili".
Un messaggio speciale è stato riservato ai tifosi, agli ultras e alla Gradinata Nord "Diego Savelli", definiti "il battito del nostro cuore" e "il dodicesimo uomo in campo". A loro, Millozzi ha chiesto di continuare a sostenere la squadra con la stessa passione: "Non smettete mai di amare, di crederci, di difendere questi colori. Siete voi i veri custodi della nostra storia, al di là di ogni categoria". Un pensiero particolare è andato a Roberto e Sergio, con cui si è creato "un rapporto nato in questi mesi" che ha rappresentato "un'ancora nel mare in tempesta".
Pur annunciando il proprio ritiro dalla guida del club, Millozzi ha voluto rassicurare tutti sul fatto che il suo legame con i colori granata non si interromperà: "Anche se non sarò più alla guida, il mio legame con questa maglia non si spezzerà mai. Sarò sugli spalti, uno di voi, a vivere ogni emozione con lo stesso battito granata nel petto". Una promessa di continuare a seguire la squadra, seppur in un ruolo diverso, da semplice tifoso.
Alla nuova proprietà, che prenderà il suo posto, l'ex presidente ha augurato "un cammino lungo e ricco di soddisfazioni, nel solco dei valori che hanno sempre contraddistinto questa società: passione, rispetto, identità, umiltà e lavoro". Un passaggio di consegne che Millozzi ha voluto affrontare con spirito costruttivo, evidenziando come la società sia pronta per una nuova fase.
La lettera si è conclusa con un bilancio personale profondamente positivo: "In questi anni ho ricevuto molto più di quanto io abbia dato". Un'affermazione che racchiude il senso di un'esperienza vissuta con totale dedizione e che ha lasciato un segno indelebile sia nell'uomo che nella struttura del club. Il saluto finale, semplice ma denso di significato, ha riassunto il sentimento che ha accompagnato ogni parola della missiva: "𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲".
Con l'addio di Millozzi, il Pontedera si appresta dunque ad aprire un nuovo capitolo della propria storia. La squadra granata, attualmente impegnata nel campionato di Serie C, dovrà affrontare questa transizione sotto la guida di una nuova proprietà, chiamata a raccogliere l'eredità di un presidente che ha saputo legare il proprio nome alla maglia con passione e dedizione assolute.
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