Non si placa il polverone mediatico e politico riguardante le precarie condizioni strutturali dello stadio Vanni Sanna di Sassari, ormai al centro di una disputa accesissima.
A sollevare il caso con toni duri è Michele Pais, esponente della Lega e figura di spicco della politica isolana, che ha denunciato pubblicamente lo stato di degrado in cui versa l'impianto sportivo.
Secondo l'ex presidente del Consiglio regionale, la situazione ha raggiunto un punto di non ritorno, mettendo seriamente a rischio la possibilità di ospitare regolarmente i match professionistici di Serie C.
L'esponente leghista definisce inaccettabile il trattamento riservato alla tifoseria e alla città, sottolineando come la Torres sia costretta a operare in una cornice che non rispecchia più i requisiti minimi richiesti.
Mentre la proprietà e la dirigenza del club sassarese stanno investendo energie e risorse per consolidare la posizione nella categoria e puntare al salto di serie, le istituzioni regionali sembrano andare in direzione opposta.
Il timore più grande espresso da Pais è che la squadra rossoblù sia obbligata a disputare le proprie gare casalinghe lontano dalla Sardegna, un'eventualità che rappresenterebbe un danno d'immagine e sportivo incalcolabile.
Allontanare la Torres dalle proprie mura significherebbe ferire l'identità sportiva dell'intero nord dell'Isola, penalizzando una piazza che sta dimostrando grande attaccamento e ambizione sul campo.
L'attacco politico si sposta poi direttamente sull'operato dell'attuale Giunta Todde, accusata di aver ignorato e disatteso le promesse e gli impegni finanziari presi dalla precedente amministrazione di centro-destra.
Stando alle dichiarazioni di Pais, erano stati originariamente stanziati circa 50 milioni di euro per le infrastrutture sportive del settentrione sardo, con una quota di almeno 13 milioni destinata proprio al Vanni Sanna.
Quei fondi avrebbero dovuto garantire non solo la ristrutturazione dell'impianto principale, ma anche interventi necessari al Mariotti di Alghero, al campo di Latte Dolce e a diverse piscine della zona.
L'accusa rivolta alla Giunta di centro-sinistra è quella di aver polverizzato questi capitali in una miriade di micro-interventi sul territorio, privando il nord Sardegna di una visione strategica e di impianti competitivi.
Questa scelta avrebbe prodotto come unico risultato il mancato risanamento delle criticità strutturali più urgenti, lasciando la Torres in una posizione di estrema fragilità burocratica e logistica.
L'appello finale di Pais è un sollecito immediato alla Regione affinché corregga il tiro e restituisca a Sassari i fondi spettanti, tutelando la storia e il prestigio di una società che non può essere abbandonata.
Difendere la funzionalità del Vanni Sanna è considerato un atto dovuto per rispettare la dignità di una città intera e di una squadra che rischia di pagare duramente colpe che appartengono esclusivamente alla politica.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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