C'è un momento preciso in cui una stagione cambia. Per Matteo Colombi, attaccante del Conegliano, quel momento è arrivato con il gol segnato al Vigasio: una rete liberatoria, quasi catartica, che ha spezzato un digiuno durato un intero girone di andata. Da lì, il centravanti pavese — veneto d'adozione, residente a Bassano — non si è più fermato: quattro reti nelle ultime quattro partite, culminate nella doppietta decisiva nell'ultimo match contro il Portogruaro.
Il Conegliano si trova ora al nono posto in campionato, con quattro punti di vantaggio sulla zona playout e sei lunghezze di distacco dai playoff. Una posizione di relativa tranquillità, conquistata anche grazie al contributo di un giocatore che, nella prima metà del torneo, aveva accumulato sacrificio e agonismo senza però trovare la via della rete. Un paradosso che lui stesso fatica a spiegare razionalmente.
«In realtà non si spiega», ammette Colombi - come ripreso dal quotidiano "Il Gazzettino" - con la serenità di chi ha ormai archiviato quei mesi difficili. «Non mi era mai capitato in passato di non segnare per un intero girone. Sono stati momenti di grande frustrazione anche in famiglia, che non finirò mai di ringraziare. Le ho provate tutte per tornare a quello che ero, anche con una serie di allenamenti in più».
Il percorso che ha portato Colombi a Conegliano è quello classico del calciatore di categoria: la trafila nelle giovanili dell'Inter, poi un lungo girovagare per la penisola tra la Lega Pro — con oltre cento presenze e diciassette reti all'attivo — e la Serie D. L'approdo al club veneto è avvenuto all'inizio di questa stagione, e ci è voluto un girone intero prima che i tifosi potessero festeggiare il suo primo gol in campionato, che per una di quelle coincidenze che solo il calcio sa costruire, ha segnato anche la prima vittoria esterna stagionale della squadra.
Contro il Portogruaro, formazione dal rendimento altalenante ma capace di strappare un pareggio al Mestre nella giornata precedente, il Conegliano ha faticato più del previsto prima di portare a casa i tre punti. Colombi era entrato dalla panchina con una sensazione ben precisa. «Scherzando con il nostro preparatore lo avevo avvertito che speravo di entrare perché sentivo il mio sinistro bello carico», racconta. «Avevo proprio il desiderio di liberare la forza che sentivo nelle gambe. Sono sensazioni. È andata bene».
Il sinistro, «potenza pura» ritrovata, è diventato la sua arma principale in questo momento di forma. Colombi stesso individua nel gol al Vigasio il vero spartiacque psicologico della sua stagione. «Credo di essere più in fiducia dopo quel gol, che mi ha permesso di liberarmi anche mentalmente. Noi attaccanti viviamo anche di piccoli episodi che, portati dalla tua parte, ti danno fiducia». Poi, con una risata, aggiunge l'avvertimento a se stesso: «È un buon periodo. Spero di ripetermi, altrimenti si ritorna ai livelli precedenti. Naturalmente ci vuole equilibrio, non puoi far gol ogni domenica».
Quell'equilibrio, Colombi lo trova in due luoghi precisi: la famiglia e lo spogliatoio. Domenica sera, dopo la doppietta, ha trascorso la serata con moglie e figlia, «naturalmente felicissime». Ma accanto al sostegno familiare, sottolinea con convinzione il ruolo del gruppo: «Dallo spogliatoio, aggiungo, con il giusto mix. A proposito di spogliatoio siamo veramente un bel gruppo».
Un gruppo che, per bocca del suo tecnico, può contare su un giocatore ritrovato. Mister Pontarollo ha speso parole di apprezzamento nei confronti dell'attaccante, sentimento evidentemente reciproco. «Non posso che parlarne bene», dice Colombi. «Sia io che i compagni abbiamo apprezzato il suo modo di approcciarci. C'è stima reciproca».
Sul fronte degli obiettivi, il centravanti è categorico nel respingere qualsiasi tentazione di guardare troppo in alto. La classifica potrebbe in teoria aprire scenari diversi, ma il pensiero è uno solo. «No, no. Pensiamo solo alla salvezza da raggiungere il prima possibile. Una volta raggiunta poi, forse, potrai pensarci. Ma ora il nostro obiettivo deve essere la salvezza. Forse mancano una decina di punti. Dietro non mollano, per cui il pensiero deve essere la salvezza».
Il prossimo banco di prova sarà il Campodarsego, squadra che il Conegliano ha appena superato in classifica e che rappresenta quindi uno scontro diretto ad alto coefficiente di tensione. «Prepareremo in settimana la partita con le certezze che sino ad ora abbiamo acquisito. Siamo fiduciosi», chiude Colombi.
E sul futuro in maglia biancoblu? Il sorriso si allarga. «Spero di sì. Ho trovato un ambiente come piace a me. Il presidente e l'intero gruppo dirigenziale è come una seconda famiglia. Spero di rimanere, assieme a tutti i compagni. Questi ragazzi hanno potenzialità». Parole che suonano come una promessa, pronunciate da un uomo che ha ritrovato se stesso nel momento più importante della stagione.
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