Il clima attorno alla Triestina si fa sempre più pesante e l'ultima settimana ha segnato un punto di non ritorno nei rapporti tra il club alabardato e l'amministrazione comunale. Un incontro decisivo, programmato proprio per discutere le pendenze economiche riguardanti lo stadio Nereo Rocco, è clamorosamente saltato a causa dell'assenza dei vertici societari.
Né Marco Margiotta né i rappresentanti del gruppo facente capo a Olivier Centner si sono presentati agli uffici comunali, lasciando cadere nel vuoto ogni tentativo di conciliazione. Questo silenzio aggrava una posizione debitoria che ha ormai superato i limiti di guardia, con scadenze contrattuali ignorate da mesi e penali che continuano a crescere quotidianamente.
Secondo quanto emerge dai documenti contabili, la società avrebbe dovuto versare entro la fine dello scorso luglio una somma superiore ai 233 mila euro per la concessione dell'impianto. Ad oggi, a causa di una mora di 50 euro per ogni giorno di ritardo, il debito ha abbondantemente superato la soglia dei 243 mila euro, triplicando i tempi previsti per la risoluzione del contratto.
Oltre ai canoni d'affitto, il contenzioso riguarda anche la gestione delle utenze fondamentali come luce, gas e acqua, che risultano ancora intestate al Municipio. Il Comune si sta facendo carico di costi vivi per circa 200 mila euro, somme che per contratto spetterebbero interamente alla Triestina, la quale starebbe usufruendo della struttura senza sostenerne le spese ordinarie.
Sulla vicenda è intervenuto con fermezza il sindaco Roberto Dipiazza, sottolineando l'impossibilità di mediare con soggetti attualmente coinvolti in vicende giudiziarie. Il primo cittadino ha espresso piena fiducia nell'operato della Procura e della Guardia di Finanza, mentre l'ombra di un'inchiesta amministrativa e penale si allunga pesantemente sul futuro della società.
Un altro capitolo critico riguarda la cura del terreno di gioco, oggetto di investimenti pubblici massicci che superano il milione e mezzo di euro tra fondi regionali e comunali. La manutenzione ordinaria, che dovrebbe essere garantita dal club, è stata finora anticipata dall'ente pubblico per evitare il deterioramento del manto erboso, ma i pagamenti sono stati sospesi dall'inizio dell'anno.
La ditta incaricata dei lavori sta portando avanti il servizio con enormi difficoltà, ricevendo dalla società solo il minimo necessario per assicurare la presenza del personale durante le giornate di gara. Nel frattempo, la città lamenta anche la perdita di introiti derivanti da grandi eventi e concerti, sacrificati per garantire la priorità d'uso alla squadra.
Il quadro complessivo delinea una crisi che non è più solo sportiva, ma investe l'intera gestione patrimoniale e i rapporti con la comunità triestina. Con il superamento dei termini di "grave ritardo" previsti dal capitolato, la permanenza della società all'interno dello stadio cittadino appare oggi più incerta che mai, tra debiti crescenti e una totale assenza di risposte.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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