Il direttore sportivo del Renate, Oscar Magoni, ha tracciato un bilancio estremamente lusinghiero dell'annata che sta vedendo i nerazzurri protagonisti assoluti nel proprio girone.
Attraverso una riflessione dettagliata sul cammino compiuto finora, il dirigente ha messo in luce la solidità di un progetto che continua a stupire per continuità e risultati.
«E' molto positivo perché abbiamo giocato una storica semifinale di Coppa Italia e la squadra sta rispettando i propri valori», ha esordito Magoni nell'analizzare quanto fatto dai suoi ragazzi.
Il dirigente ha poi sottolineato come la tranquillità del mantenimento della categoria sia stata la base per sognare in grande: «In campionato stiamo facendo bene, eravamo già salvi alla 25esima giornata e questo è per noi un pilastro fondamentale del percorso».
Con la salvezza in tasca da tempo, l'obiettivo si è spostato naturalmente verso i piani altissimi della classifica, dove il club brianzolo sta recitando un ruolo da protagonista.
«Ci aspettiamo di finire nella miglior possibile possibile, ci siamo guadagnati la terza posizione attuale e cercheremo di difenderla a tutti i costi», ha dichiarato con fermezza il direttore sportivo.
Nonostante l'ambizione, Magoni riconosce con sportività la superiorità di chi sta guidando il gruppo verso la promozione diretta, senza cercare alibi.
«Il campionato lo vincerà il Vicenza, che è stato in testa sin dal primo giorno. Meriti a loro, sono stati i migliori», ha ammesso con onestà parlando della volata per il primo posto.
Per una realtà come quella del Renate, la valorizzazione del vivaio non è solo una scelta romantica, ma una vera e propria necessità strategica per sopravvivere e competere.
«Per noi è fondamentale la crescita dei giovani, abbiamo bisogno che siano all'altezza della situazione. Anche chi gioca meno deve riuscire a stare sul pezzo», ha spiegato Magoni.
Il lavoro svolto con le categorie inferiori sta dando frutti concreti e visibili, portando linfa vitale direttamente nel calcio professionistico dei grandi.
«Mai come negli ultimi anni abbiamo portato giocatori dalla Primavera 2 alla Prima Squadra. Speriamo di averne altri, stiamo cercando di crescere anche con la Primavera», ha aggiunto il DS.
Tuttavia, il percorso di crescita deve scontrarsi con i limiti oggettivi di una società che non dispone dei mezzi dei colossi metropolitani.
«Non è facile perché la nostra società è piccola e ci sono anche delle difficoltà logistiche da affrontare», ha precisato, rimarcando il valore del lavoro svolto nonostante le complicazioni.
Durante il mercato e la gestione quotidiana, non sono mancate le situazioni spinose da risolvere, come nel caso di alcune partenze impreviste che hanno richiesto interventi rapidi.
«Forse abbiamo puntato molto su Kolaj ma poi lui ha voluto andare a fare un'esperienza in Albania. Abbiamo rimediato con l'acquisto di Ekuban, che ha impattato molto bene», ha rivelato Magoni.
Guardando al passato recente, il direttore non prova rimpianti per le strade intraprese, confermando la totale fiducia nelle persone scelte per guidare l'area tecnica.
«No, non cambierei nulla. Abbiamo fatto delle scelte precise e di continuità con Foschi e il resto dello staff», ha confermato con convinzione il dirigente nerazzurro.
La filosofia societaria rimane dunque il faro che guida ogni mossa, con l'obiettivo di mantenere un'identità precisa e un calcio che sappia divertire e produrre risultati.
«Cerchiamo di essere ambiziosi e di fare il meglio possibile tenendo a mente quella che è la nostra filosofia, mettendo in pratica un buon calcio», ha ribadito Magoni nelle battute finali.
La sfida per il finale di stagione è dunque lanciata: difendere il podio e, se possibile, insidiare chi sta davanti per chiudere in bellezza un'annata già memorabile.
«Cercheremo di migliorarla facendo riferimento su chi abbiamo davanti», ha concluso il direttore sportivo, sigillando un momento di grande ottimismo per tutto l'ambiente.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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