Ripresa del campionato? I medici sociali pronti allo sciopero. Preoccupati e furibondi, i medici delle squadre di Serie C, in caso di reale ripresa del campionato minacciano di incrociare le braccia all'unanimità e non non scendere in campo, lasciando così le partite senza assistenza sanitaria. Ecco i principali motivi che spingerebbero l'intera categoria all'astensione:
1. Il fatto di non aver avuto, come categoria, il peso che la stessa federazione dei medici sportivi aveva auspicato sul tavolo della ripartenza. Il fatto che sia stata ignorata, dunque, la posizione dei dottori di C che era stata espressa in una conference call che aveva visto partecipare e decidere per lo “stop” 60 medici su 60, non è piaciuto;
2. La modifica del protocollo del comitato scientifico. Se le precauzioni erano di un certo tipo non ha senso cambiarle, secondo i medici, per consentire al campionato di ripartire;
3. Il costo economico della faccenda. Si calcola che per fare tutti i tamponi necessari, ordinari e straordinari, servano 300mila euro a club. Un costo non sostenibile da parte delle società.
4. I numeri: il personale sanitario, per organizzare tutte le strutture e le precauzioni del protocollo, vede già all’osso gli organici delle squadre di serie A, figurarsi quelli della serie C;
5. La responsabilità dei medici di fronte a quello che potrebbe succedere in campo in relazione agli strascichi del virus;
6. L’assenza di un strategia sul tema delle idoneità, il cui processo potrebbe dover cambiare in quanto a tipologia di esami da effettuare;
7. La mancanza di strategia riguardo il tema dell’ondata influenzale autunnale. Ancora nessuno ha parlato di come reagire in quel caso.
8. L’incertezza riguardo al trattamento dell’eventuale nuovo giocatore positivo e dei suoi compagni di squadra.
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