Ci sono addii che pesano più di altri. Non per le circostanze in cui arrivano, ma per ciò che lasciano dietro di sé. Quello tra Andrea Saccenti e la Zenith Prato appartiene a questa categoria: una separazione che il club pratese ha voluto celebrare con parole capaci di andare oltre la semplice comunicazione ufficiale, riconoscendo in lui qualcosa che i numeri, da soli, non riescono a contenere.

Duecentoventi presenze ufficiali. Quasi ventimila minuti trascorsi a difendere quei colori. Una carriera intera spesa in una sola maglia, con la fascia da capitano al braccio e un attaccamento alla causa che ha attraversato stagioni, categorie e momenti difficili. Saccenti lascia la Zenith Prato come uno dei suoi interpreti più longevi e rappresentativi, uno di quei giocatori capaci di diventare parte del tessuto identitario di una società.

Il club ha voluto ricordarlo con un messaggio che tratteggia la distinzione tra chi indossa una maglia di passaggio e chi, invece, finisce per incarnarla. Saccenti appartiene alla seconda categoria: cresciuto con la Zenith, ne ha assorbito i valori fino a trasformarsi in uno dei suoi simboli più genuini.

Tra i momenti che resteranno incisi nella memoria collettiva, due su tutti emergono con nitidezza: il gol segnato in Serie D contro l'Imolese e la rete realizzata contro il Fucecchio nell'ultima stagione. Due episodi distanti nel tempo, accomunati dalla capacità di sintetizzare in un singolo istante l'essenza di un calciatore che ha fatto del contributo silenzioso e costante la propria firma.

La Zenith Prato ha salutato il suo capitano con un semplice, sentito riconoscimento: "Grazie di tutto, Capitano. Grazie di tutto, Sacce!"

Sezione: Eccellenza / Data: Dom 14 giugno 2026 alle 12:45
Autore: Mariachiara Amabile
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