Con la stagione sportiva 2025/2026 ormai in archivio, per le società di Serie D è tempo di bilanci. E mai come quest'anno, tra le voci che compongono le entrate dei club dilettantistici, ha pesato un elemento fino a poco tempo fa inedito: i ricavi derivanti dal "broadcasting fai-da-te".
Mentre i direttori sportivi programmano il mercato estivo, sulle scrivanie dei presidenti la domanda più pressante rivolta alla Lega Nazionale Dilettanti (LND) è una sola: la deroga per lo streaming sui social verrà rinnovata anche per il campionato 2026/2027?
Tutto è nato dalla storica delibera del Dipartimento Interregionale varata alla fine di luglio 2025. Per venire incontro alle società, spesso alle prese con costi di gestione asfissianti, la LND aveva sospeso i divieti precedenti, autorizzando i club a trasmettere in diretta streaming le proprie partite casalinghe.
La vera chiave di volta dell'iniziativa è stata la facoltà di monetizzare il servizio. Molte società, organizzandosi con telecronisti e operatori locali, hanno istituito veri e propri "ticket digitali", trasformando i propri canali social in piccole piattaforme pay-per-view. Un'opportunità di valorizzazione economica e comunicativa che ha dato ossigeno alle casse societarie, spingendo anche verso una maggiore professionalizzazione digitale degli staff.
Se il Consiglio direttivo della LND dovesse confermare la misura per l'annata sportiva alle porte, il perimetro d'azione rimarrebbe quello tracciato un anno fa. La trasmissione sarà consentita esclusivamente sui canali social ufficiali delle singole società (Facebook, YouTube, ecc.), vietando categoricamente la cessione dei diritti a piattaforme terze non autorizzate o emittenti locali non accreditate.
Resteranno valide, ovviamente, anche le limitazioni già testate in questi mesi: il "semaforo rosso" allo streaming autoprodotto scatterà in automatico nel caso in cui una partita rientri nei pacchetti audio-video venduti dalla LND a emittenti nazionali, o qualora venga trasmessa sui canali ufficiali della Federazione.
Un aspetto su cui la LND non farà passi indietro riguarda la giustizia sportiva. Durante l'ultima stagione il regolamento ha parlato chiaro: se il Giudice Sportivo decreta le "porte chiuse" per intemperanze dei tifosi, scatta l'immediato divieto di trasmettere il match in streaming. La tecnologia, insomma, non può e non deve diventare un escamotage per aggirare le sanzioni. I trasgressori rischiano la revoca immediata e definitiva della licenza di trasmissione.
Ora la palla passa agli uffici del Dipartimento Interregionale. L'esperimento della stagione 25/26 ha funzionato, garantendo un equilibrio tra i diritti della Lega e l'autonomia dei club. L'ufficialità della proroga è attesa nelle prossime settimane, per permettere alle piazze di Serie D di lanciare non solo le tradizionali campagne abbonamenti per lo stadio, ma anche quelle, ormai altrettanto vitali, per il tifo da divano.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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