Il Sorrento chiude una settimana da dimenticare incassando la terza sconfitta consecutiva, questa volta tra le mura amiche contro la capolista Benevento. Al termine del match, il tecnico dei rossoneri Cristian Serpini ha analizzato la prestazione dei suoi uomini senza cercare scuse, pur sottolineando come alcuni momenti chiave abbiano pesantemente influenzato l'andamento della sfida.
«Bisogna ammettere che il divario tecnico tra le due formazioni si è percepito chiaramente sul campo, tuttavia sono stati gli episodi specifici a far girare definitivamente il confronto a favore dei nostri avversari» ha esordito l'allenatore. Il mister ha espresso insoddisfazione soprattutto per l'approccio mostrato durante la prima frazione di gioco, ritenuta troppo passiva.
Secondo Serpini, la squadra deve mostrare una personalità differente fin dal fischio d'inizio, indipendentemente dal valore di chi ha di fronte. «Non mi è affatto piaciuto l'atteggiamento iniziale della squadra; siamo stati molto più propositivi nella ripresa, ma il nostro obiettivo deve essere quello di scendere in campo per imporre il gioco» ha precisato il tecnico con determinazione.
L'allenatore ha poi aggiunto una riflessione sulla mentalità che vuole dai suoi ragazzi, accettando la superiorità altrui solo dopo aver combattuto a viso aperto. «Se alla fine del match gli altri si dimostrano più forti, siamo i primi a stringere loro la mano, ma non possiamo permetterci di essere così remissivi come accaduto oggi per lunghi tratti» ha ammonito la guida del Sorrento.
Il bilancio degli ultimi sette giorni è inevitabilmente negativo, con tre stop che complicano il cammino dei costieri. Serpini ha ripercorso le tappe recenti evidenziando le differenze tra le varie gare: «È stata una settimana pessima se guardiamo esclusivamente ai punti raccolti. A Cosenza la prestazione era stata positiva, mentre contro il Latina siamo stati irriconoscibili sotto ogni punto di vista».
In merito alla sfida odierna, l'unica nota parzialmente lieta riguarda la reazione avuta nella seconda parte del match, che però non è bastata a raddrizzare le sorti dell'incontro. Da questo momento in poi, non sono più ammessi cali di tensione, dato che il calendario si fa stringente. «Adesso ci attendono sette finali di vitale importanza e non possiamo più sbagliare» ha dichiarato Serpini guardando al futuro.
L'analisi del tecnico si è poi spostata sulle decisioni arbitrali che hanno lasciato più di un dubbio nello spogliatoio rossonero. In particolare, il penalty che ha sbloccato la gara è finito sotto la lente d'ingrandimento. «Per quanto riguarda il rigore concesso al Benevento, c'è stato sicuramente un corpo a corpo vigoroso in area di rigore» ha osservato l'allenatore cercando di ricostruire l'azione.
La sensazione di Serpini è che la dinamica del fallo sia stata quantomeno insolita rispetto al tempo di gioco. «L'impressione dal campo è che la maglia del giocatore avversario fosse già stata visibilmente tirata via ancora prima che il calcio d'angolo venisse effettivamente battuto» ha spiegato, lasciando intendere una certa perplessità sulla scelta del direttore di gara.
Oltre al rigore, anche la rete che ha siglato il definitivo raddoppio per i giallorossi è stata oggetto di discussione nelle dichiarazioni post-partita. «In occasione dello 0-2, la posizione di Salvemini mi è sembrata alquanto dubbia e meriterebbe un'analisi più approfondita» ha concluso il mister, rammaricato per non aver potuto giocare la partita su binari di maggiore equilibrio fino alla fine.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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