Il Bari apre un nuovo e ambizioso capitolo della propria storia societaria inserendo nei quadri dirigenziali una figura di assoluto spessore e carisma. Il club biancorosso ha infatti annunciato ufficialmente l'ingresso in organico di Pierpaolo Marino, che assume l'incarico di direttore generale.

Il nuovo dirigente pugliese, nato nel millenovecentocinquantaquattro e originario di Avellino, mette a disposizione della piazza un patrimonio di competenze e di trionfi professionali davvero straordinario. La sua lunga parabola nel mondo del calcio lo ha visto protagonista di pagine indelebili e successi di livello internazionale.

I primi passi della sua gloriosa carriera da dirigente sportivo si sono consumati proprio nella sua terra natale, con l'Avellino, a partire dall'annata millenovecentosettantasette/settantotto. In quella circostanza diede un contributo decisivo per la storica promozione nella massima serie, categoria difesa poi per nove stagioni di fila.

Il nome del nuovo dg biancorosso è però legato a doppio filo all'epopea d'oro del Napoli, dove visse un'avventura destinata a rimanere nella leggenda del calcio italiano. Marino lavorò in prima linea per l'allestimento del gruppo capace di centrare l'accoppiata formata dal tricolore e dalla Coppa Italia.

La sua intuizione più celebre resta indubbiamente la conduzione della complessa trattativa diplomatica che permise il trasferimento di Diego Armando Maradona all'ombra del Vesuvio. Una mossa di mercato magistrale che cambiò per sempre i rapporti di forza della penisola calcistica.

Successivamente arrivò la chiamata della Roma, dove ricoprì il ruolo di direttore generale e consigliere personale del patron Viola, centrando un ottimo terzo posto al debutto. Dopo l'esperienza capitolina si registrò il ritorno ad Avellino, questa volta nelle vesti di presidente per conto del gruppo Parmalat.

L'efficacia e la lungimiranza nelle scelte di mercato hanno rappresentato il vero marchio di fabbrica del dirigente campano, come dimostrato anche nei primi anni Novanta. Durante l'esperienza alla guida del Pescara propiziò un'inaspettata promozione in massima serie, portando in Abruzzo profili di altissimo livello.

Sotto la sua gestione calcistica arrivarono infatti figure giovani come Massimiliano Allegri e Frederic Massara, oltre a un campione assoluto come il brasiliano Dunga. Il capolavoro manageriale si è poi ripetuto a Udine, dove ha strutturato un modello societario innovativo e invidiato da molti club.

In dodici annate complessive vissute in Friuli, Marino ha guidato i bianconeri verso una stabilità europea costante, centrando sei qualificazioni alle coppe. Tra i traguardi più prestigiosi spicca senza dubbio lo storico pass ottenuto per i gironi della UEFA Champions League.

La propensione ad accettare sfide calcistiche molto complesse lo ha spinto nel duemilaquattro a sposare la causa del Napoli, ripartito dalla terza serie dopo il fallimento. In sole tre stagioni ha coordinato la risalita verticale fino alla Serie A, centrando subito dopo l'accesso alla Coppa UEFA.

Durante quella seconda parentesi all'ombra del Vesuvio ha regalato al calcio italiano talenti cristallini del calibro di Ezequiel Lavezzi e Marek Hamsik. Lo stesso modello improntato alla crescita virtuosa è stato poi replicato a Bergamo, gettando le fondamenta per i successi dell'Atalanta moderna.

Dopo un'ultima esperienza che lo ha visto tornare a Udine, il dirigente ha deciso di sposare il progetto della compagine pugliese. Marino sbarca nel capoluogo per donare alla piazza la sua etica professionale, la sua visione strategica e una passione sconfinata per il rettangolo verde.

Sezione: Serie C / Data: Ven 26 giugno 2026 alle 13:10
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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