Cattiveria agonistica, indiscussa personalità e un’immensa voglia di vincere. Un filo conduttore lungo 307 giorni, dalla firma sul contratto del 27 giugno 2022 al gol decisivo contro la Cavese della scorsa domenica: un patto lungo dieci mesi quello costruito, mattone dopo mattone, da Alex Sirri con Brindisi. E Brindisi inteso come città. Come può finire nel dimenticatoio quel video pubblicato dalla società con il calciatore, appena tesserato, sul monumento al Marinaio d’Italia? «Questa è una città magica. In ogni suo angolo si respira la storia e la sua bellezza ti lascia senza fiato. Il mare, poi, è l’anima dei brindisini, è immenso come il loro cuore e il loro calore. Brindisi, ti ho detto subito sì; Brindisi, ora ci sono io a difenderti», è stato il messaggio forte e chiaro lanciato dal punto più alto della città dal difensore in estate.
È stato il primo acquisto della “nuova era” (quella vincente, a prescindere da come finirà...), il primo volto nuovo di una campagna rafforzamento studiata meticolosamente dalla dirigenza biancazzurra: l’uomo giusto a cui affidare le chiavi della retroguardia e per alzare il livello di personalità e leadership in uno spogliatoio che, rispetto al passato, ha cambiato faccia. Il gol alla Cavese, da bomber di razza più che da centrale difensivo, sembra quasi chiudere un cerchio. Come fosse scritto nel destino. Piede educato, capace anche di segnare attraverso calci piazzati da fuori area. E soprattutto un jolly dai gol pesantissimi: quattro in questa stagione e tutti decisivi. Ha firmato i successi di misura con Nocerina e Cavese, ha segnato il momentaneo vantaggio nel 2-1 rifilato alla Puteolana e soprattutto ha evitato la sconfitta a Casarano (1-1) realizzando il definitivo pareggio proprio su punizione. In tutto sono 27 le sue presenze stagionali in campionato, Danucci non ci ha mai rinunciato se non strettamente costretto (tre turni di squalifica dopo Brindisi-Casarano, out contro il Bitonto e in casa dell’Afragolese): a testimonianza di come incarni alla perfezione il ruolo di totem. E tornando alla scelta della società di investire sulla personalità del numero 23 biancazzurro, incide la sua carriera… vincente. Lo scorso anno, ad esempio, è stato uno dei grandi trascinatori del Cerignola che poi, a fine anno, concluse con i festeggiamenti per la Serie C e, corsi e ricorsi, con 4 gol segnati nella stagione regolare. Vuole riprendersi a tutti i costi quella categoria “persa” nel gennaio 2020 dopo un infortunio al ginocchio e punta a farlo con il Brindisi, che quasi certamente in caso di salto di categoria confermerà il proprio highlander.
In Lega Pro un curriculum di tutto rispetto: 51 presenze nel girone A, 17 in quello B e48 in quello che il prossimo anno potrebbe essere il campionato dei biancazzurri (girone C) se dovesse battere il Gladiator e aggiudicarsi un eventuale spareggio con la Cavese. Discorsi che, comunque, verranno trattati al momento opportuno. Oggi Alex, da buon condottiero (ed è stato il primo a invitare la città, sui social, a crederci, già prima dello scontro diretto di domenica scorsa), sa che non possono esserci fonti di distrazioni: troppo importante saltare l’ultimo ostacolo per poi fare eventualmente conti, tabelle, programmi e sogni. E lui, che ama i tatuaggi e li sfoggia senza pensarci due volte, vuole aggiungerne un altro: magari quel monumento da dove tutto è cominciato, chissà. Perché Brindisi, Sirri, ce l’ha nel cuore e adesso, insieme al resto dei compagni, punta a regalare una gioia immensa a una città che lo ha incoronato come leader assoluto.
Autore: Nicolas Lopez
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