Il mondo del calcio dilettantistico è scosso da una vicenda di cronaca nera che affonda le radici nei festeggiamenti per un traguardo sportivo storico. Il 30 maggio dello scorso anno, mentre il Bra celebrava il salto di categoria, si consumava un episodio drammatico che oggi vede tre giovani atleti sul banco degli imputati.

Al centro dell'inchiesta condotta dalla Procura di Asti c'è la denuncia di una ragazza di vent'anni, residente a Torino, la cui vita è stata stravolta quella notte. Il dolore per quanto accaduto è stato così profondo da spingere la giovane, in un momento di totale sconforto, a tentare persino il suicidio dopo l'aggressione subita.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la studentessa avrebbe incontrato uno dei calciatori durante i brindisi per la vittoria, decidendo poi di accompagnarlo nell'abitazione che l'uomo divideva con alcuni compagni di squadra. In quel contesto sarebbe scattata la trappola: di fronte a un netto rifiuto di partecipare a un rapporto collettivo, la giovane sarebbe stata costretta a subire atti sessuali di gruppo.

Il quadro accusatorio si complica ulteriormente a causa della diffusione di materiale digitale. Foto e filmati realizzati durante quelle ore sarebbero infatti finiti in una chat condivisa tra i membri della squadra, portando la magistratura a contestare anche il reato di revenge porn a carico di uno dei coinvolti.

Dopo la presunta violenza, la ventenne ha cercato immediato aiuto presso le strutture specializzate dell'ospedale Sant’Anna di Torino, dando il via alle indagini che hanno portato all'identificazione dei tre indagati. Si tratta di Fausto Perseu, Alessio Rosa e Christ Jesus Mawete, tutti giovani tra i 21 e i 24 anni che nel frattempo hanno cambiato club.

La giustizia sta facendo il suo corso e nell'udienza preliminare svoltasi ieri di fronte al giudice Victoria Dunn, i legali dei tre ragazzi hanno optato per la strategia del rito abbreviato. Gli avvocati difensori sostengono con forza l'innocenza dei loro assistiti, parlando di evidenti contraddizioni nella versione dell'accusa emerse durante le indagini difensive.

Mentre si attende il verdetto delle aule di tribunale, le società attuali prendono le distanze. Il Livorno, club dove milita uno dei tre giovani, sembra orientato a escludere il giocatore dalla rosa fino al termine della stagione, richiamando alla memoria collettiva altri precedenti simili che hanno recentemente macchiato l'immagine del calcio italiano.

È un momento di riflessione necessario per tutto il movimento sportivo locale, costretto a confrontarsi con una realtà che nulla ha a che fare con i valori del campo. Il processo dovrà fare luce su una notte in cui la gioia per una promozione si è trasformata, secondo la denuncia, in una tragedia umana indelebile.

Sezione: Serie D / Data: Ven 10 aprile 2026 alle 20:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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