Dimenticate la matematica da ragionieri che leggete altrove. A cinque giornate dalla fine, il girone di Serie D si è trasformato nella sceneggiatura perfetta per un western d'autore. Tre squadre appaiate in vetta a quota 63 punti: Pistoiese, Desenzano e Lentigione. Tre regioni diverse (Toscana, Lombardia ed Emilia), tre modi opposti di intendere il calcio, ma una sola, minuscola porta per il paradiso del professionismo.
Sul selciato, intanto, giace la carcassa delle ambizioni del Piacenza: la nobile decaduta, trafitta domenica scorsa proprio dal Lentigione, è scivolata a -9. Sipario. Il campionato, ora, è un affare a tre. Ma in questo weekend, il calendario ha deciso di giocare a dadi con la psiche dei protagonisti.
Oggi alle 15:00, l'Italia del calcio dilettantistico tratterrà il fiato. Desenzano e Lentigione scendono in campo in trasferta. I bresciani faranno visita a una Roveto Vertovese (ottava) che ha dimostrato di poter far male a chiunque; gli emiliani andranno nella tana di un Sasso Marconi (tredicesimo) disperato, affamato di punti salvezza.
La Pistoiese di Cristiano Lucarelli, invece, si siederà in poltrona. L'Olandesina scenderà in campo al "Melani" solo domani alle 18:00, contro il Crema. I colleghi di altre redazioni definiscono questo posticipo un "vantaggio". Ma chi ha mai allacciato un paio di scarpini sa che scendere in campo conoscendo già i risultati delle dirette rivali è una roulette russa psicologica. Se Desenzano e Lentigione dovessero frenare, gli orange avrebbero il match point sulla racchetta, spinti dall'entusiasmo. Ma se le rivali dovessero vincere? A quel punto la pressione si taglierà col coltello, e alle 18:00 di domani il pallone, tra i piedi dei giocatori toscani, peserà cento chili. L'obbligo di vittoria non è un vantaggio, è un esame di maturità.
Se c'è un uomo capace di gestire questa tensione, quello è Cristiano Lucarelli. Il tecnico livornese ha trasmesso alla sua Pistoiese un'anima guerriera, ma anche un cinismo spietato. Se gli arancioni guardano tutti dall'alto verso il basso (virtualmente primi), non è solo per il blasone, ma per i numeri da schiacciasassi: la mostruosa differenza reti di +33.
E qui bisogna smontare un mito. Si parla tanto (e giustamente) del miglior attacco del girone e delle magie di Federico Russo, vicecapocannoniere letale e anima offensiva della squadra. Ma i campionati, si sa, si vincono in difesa. La vera forza di questa Pistoiese, il vero capolavoro di Lucarelli, sta in quel numero che terrorizza gli avversari: 15 "clean sheet" su 28 partite. Più della metà delle volte che affronti la Pistoiese, non segni. È un muro di gomma su cui le speranze avversarie rimbalzano e muoiono.
Le prossime cinque giornate non si giocheranno sui campi in erba o in sintetico, ma nella testa dei giocatori. Desenzano e Lentigione proveranno oggi pomeriggio la prima fuga. Domani alle 18:00 toccherà a Lucarelli e i suoi ragazzi rispondere al fuoco. Il Crema è avvisato: a Pistoia troverà una squadra con gli occhi della tigre.
Allacciate le cinture, signori. La volata finale è appena cominciata, e per chi soffre di cuore, il consiglio è di guardare da un'altra parte.
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