Sette punti di vantaggio sulla seconda, dieci risultati utili consecutivi (sei vittorie e quattro pareggi): l’Hinterreggio è ufficialmente in fuga. I biancazzurri sono reduci dal perentorio successo per 4-0 conquistato lunedì ai danni della Valle Grecanica. Un’affermazione che ha consentito a Franceschini e compagni di aumentare il margine sulle rivali per la promozione in Seconda Divisione.
A smorzare gli entusiasmi, però, ci pensa il tecnico Gaetano Di Maria, intervenuto nel corso di “Rms Sport”, contenitore sportivo di Radio Messina Sud. “Al momento siamo molto soddisfatti, ma il campionato è ancora lungo, siamo soltanto alla terza giornata del girone di ritorno. Bisogna stare tranquilli, lavorare come abbiamo fatto finora e cercare di rafforzare questo primato. Date le sconfitte delle inseguitrici è stato un passaggio importante del torneo, ma non era facile imporsi contro una Valle Grecanica affamata di punti. Abbiamo disputato una buona gara, interpretando il match con il giusto piglio. E’ stata una vittoria ampiamente meritata”.
Piedi per terra, dunque. Ma anche la consapevolezza di essere vicini a centrare un risultato storico per il club calabrese. “Stiamo facendo un ottimo lavoro. In estate abbiamo cambiato moltissimo, sono rimasti soltanto due-tre calciatori della passata stagione. La nostra non è una squadra ammazza-campionato, ma possiamo giocarcela con tutti. I risultati ci stanno dando ragione e ora cercheremo di mantenere il primato. Da parte mia c’è sempre la voglia di dare un’identità alle formazioni che alleno”.
L’Hinterreggio nelle ultime settimane ha decisamente pigiato sull’acceleratore, ma Di Maria non intende sottovalutare le potenziali rivali per il salto di categoria. “Il Palazzolo è una squadra importante, con grande qualità nel reparto avanzato. Quindi ci sono Acri e Marsala, ma non tralascerei nemmeno Messina e Cosenza che hanno in rosa giocatori che possono consentire alle rispettive compagini di invertire in fretta la rotta, magari centrando dei filotti. E poi ci sono tanti scontri diretti ancora da giocare”.
L’ACR vola al “San Filippo”, ma stenta in trasferta. Il tecnico biancazzurro, che allenò i giallorossi in D nella stagione 2008-09, prova a fornire una spiegazione. "E’ sempre difficile fare delle valutazioni dall’esterno. Probabilmente il fatto di essere partiti in estate in ritardo rispetto alle altre ha inciso molto sull’andamento del torneo. Il Messina ha in organico alcuni elementi di grande esperienza, ma è davvero complicato calarsi a pieno nella mentalità della Serie D. La qualità a volte non basta, perché quando si gioca in trasferta si incontrano avversarie che puntano sull’agonismo ed il Messina, essendo una squadra tecnica, può trovare delle difficoltà. Con questo si potrebbe spiegare l’altalenanza nei risultati”.
Le strade di Di Maria e del Messina stavano per ricongiungersi nella scorsa estate. “Quando parlai con Ciccio La Rosa ancora non si sapeva quale potesse essere il destino dell’ACR. All’epoca avevo già dato la mia parola all’Hinterreggio che mi aveva contattato subito dopo la fine dello scorso campionato. Dopo aver conosciuto i loro programmi ho detto di sì e questo per me vale quanto un accordo scritto. I valori a volte nel calcio vengono meno, ma io credo ancora in certe cose. La professionalità e la serietà hanno prevalso sull’affetto per i colori giallorossi. Tre anni fa a Messina vivemmo una situazione drammatica ma riuscimmo a compiere un grande lavoro”.
I giocatori di spessore non mancano all’Hinterreggio che, oltre all'allenatore, ha più di un messinese in rosa. “Vicari e Franceschini hanno sempre dato prova di grande professionalità e la loro esperienza sta giovando davvero molto al gruppo. I messinesi ? Ancione è stato con me sia al Messina che alla Nissa, conosco bene le sue qualità. Arigò, invece, l’ho allenato nella Primavera giallorossa. Era fermo da otto mesi a causa di un brutto infortunio e speravamo si potesse riprendere dal punto di vista fisico. Ora sta crescendo di partita in partita. Tecnicamente non si discute, è un elemento in grado di fare la differenza in queste categorie, ma non è facile ritrovare la condizione quando si sta fermi così a lungo”.
Di Maria non è il solo tecnico messinese a lavorare dall’altra parte dello Stretto: con lui c’è anche Antonio Venuto, alla guida della "Primavera" della Reggina. “Con Antonio ci incontriamo spesso sugli aliscafi. E’ molto soddisfatto della sua esperienza, sta ottenendo dei grossi risultati. E’ una bella realtà, completamente diversa dalle altre, che io ho avuto modo di scoprire al Messina”.
Autore: Davide Guardabascio
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