Al termine della rocambolesca sconfitta interna subita per mano del Sora, il tecnico de L'Aquila, Mauro Chianese, si è presentato in sala stampa con un volto visibilmente segnato dalla delusione. L'analisi del mister è partita immediatamente dall'approccio shock della sua squadra, capace di subire tre reti nei primissimi minuti di gioco, un handicap che ha di fatto compromesso l'intero andamento della sfida del Gran Sasso.
«Pensavo in un approccio diverso, purtroppo la squadra ha avuto un approccio sbagliato e non puoi partire 0-3 in casa. Questo mi è dispiaciuto» ha dichiarato Chianese, sottolineando come durante la settimana si fosse lavorato intensamente proprio per evitare i fantasmi della gara d'andata. L'allenatore ha ribadito che, nonostante i presupposti sembrassero incoraggianti durante gli allenamenti, la risposta sul campo è stata deficitaria sotto il profilo dell'atteggiamento.
Il tecnico non ha usato giri di parole per descrivere la prestazione dei suoi uomini, richiamandoli a un maggiore senso di responsabilità verso i colori che rappresentano. «Io sono dell’idea che bisogna dare di più, molto di più, se si vuole indossare questa casacca. Sono frasi fatte, ma purtroppo questa è una squadra che appena abbassa un po' l'attenzione fa fatica» ha aggiunto, evidenziando una fragilità mentale che preoccupa non poco lo staff tecnico.
I continui cali di concentrazione, definiti veri e propri blackout, sembrano essere il marchio di fabbrica negativo di questo periodo, come già accaduto nella precedente trasferta di Giulianova. «Non si possono regalare sei o sette minuti agli avversari. Per me è inaccettabile, per lo spessore dei giocatori che abbiamo a disposizione non è giusto fare una figura pessima davanti ai nostri tifosi» ha proseguito il mister, prendendosi comunque il carico delle colpe in quanto guida della squadra.
Nonostante le difficoltà oggettive legate a un organico che presenta alcune lacune strutturali, specialmente nel reparto arretrato, Chianese ha rifiutato categoricamente di cercare alibi legati al mercato o alla gestione precedente. «Sarebbe molto semplice dire che la squadra non l'ho fatta io, ma se ho accettato questo incarico è perché credo fortemente in questo gruppo. Sto cercando in tutti i modi di far uscire quella scintilla che manca da tempo» ha spiegato con fermezza.
I tentativi tattici di arginare le problematiche difensive, passando dalla difesa a tre a quella a quattro e sperimentando diverse soluzioni ibride, finora non hanno sortito gli effetti sperati a causa di una tenuta mentale ancora troppo precaria. «Bisogna lavorare nel rispetto di una società e di questa gente che viene ad incitarci pur sapendo che siamo abbastanza distanti dalla vetta» ha ricordato l'allenatore, conscio del credito quasi esaurito verso la tifoseria.
La sosta di campionato che incombe viene vista come un'opportunità provvidenziale per cercare di resettare l'ambiente e lavorare sugli errori macroscopici visti nelle ultime uscite. «L'unico viatico che abbiamo è il lavoro, non conosco altra medicina. Dobbiamo pedalare e cercare di onorare ogni domenica questa maglia che pesa ed è importante» ha rimarcato Chianese, fissando l'obiettivo sul recupero della solidità perduta.
Il compito del mister nelle prossime settimane sarà quello di limare quei blackout che stanno vanificando gli sforzi di un'intera settimana di preparazione, cercando di restituire dignità e competitività a una squadra che sembra aver perso la bussola. «Dobbiamo cercare di limare queste assenze durante la partita» ha concluso il tecnico, pronto a sfruttare ogni minuto del prossimo stop per rimettere in carreggiata il progetto tecnico de L'Aquila.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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