Chi ha vissuto la Serie D sa perfettamente che marzo è il mese in cui le gambe diventano di piombo e i palloni pesano come macigni. È il mese in cui i "bei campionati" si separano dalle "imprese storiche". La Leon di Vimercate si trova esattamente su questa faglia sismica. A otto giornate dal termine, il tonfo interno per 1-2 contro il Villa Valle ha lasciato scorie nell'anima, prima ancora che in classifica. Un corto circuito alla Leon Arena che poteva ammazzare un elefante. Ma sulla panchina arancionera siede uno che, di battaglie e cicatrici, se ne intende parecchio.

Ledian Memushaj, da giocatore, era un guerriero che sputava sangue su ogni zolla del centrocampo di Pescara. Oggi, da tecnico, ha forgiato una Leon a sua immagine e somiglianza: tignosa, verticale, orgogliosa. E a quei ragazzi, oggi a quota 39 punti, Memushaj sta chiedendo l'ultimo, disperato scatto di reni.


Guardate la classifica del Girone B: è una tonnara. A 42 punti c'è un tandem da far tremare i polsi, formato dal Milan Futuro e dal Brusaporto. Subito dietro premono corazzate e nobili decadute come Villa Valle, Casatese Merate e il redivivo Chievo Verona.
Ecco perché parlare di "scontro diretto" per la sfida di domenica 15 marzo sul campo del Brusaporto è un eufemismo da salotto. Sarà uno spareggio senza paracadute. I bergamaschi distano tre lunghezze: vincere in trasferta significherebbe agganciarli, azzerare le gerarchie e lanciare un segnale devastante a tutto il girone. Perdere, significherebbe veder scappare il treno playoff forse in modo irrimediabile. È il classico crocevia in cui misuri la temperatura degli attributi di una squadra.


Se c'è un motivo per cui mezza Vimercate crede nel miracolo, questo porta il nome e il cognome di Mattia Bonseri. Definirlo "attaccante" è riduttivo. Con 16 reti stagionali, il classe '95 è un centro di gravità permanente. È l'alfa e l'omega della manovra offensiva arancionera, un terminale implacabile che trasforma in oro la mole di lavoro prodotta dal centrocampo.

Ma attenzione a liquidare la Leon come una squadra "Bonseri-dipendente". Il vero capolavoro tattico di Memushaj si nasconde nelle retrovie e nei calci da fermo. Quando la palla si alza a campanile o piove da palla inattiva, la difesa brianzola si trasforma in un reparto d'assalto. Alberto Galimberti e Francesco Davighi (3 gol a testa) sono letali negli inserimenti aerei, testimonianza di ore e ore di lavagna tattica in allenamento. Se a questo aggiungiamo le rasoiate di Mascheroni (2), le geometrie di Palma (2) e la spinta costante sugli esterni di Gianluca Parodi (già a referto con 3 assist al bacio), otteniamo una squadra camaleontica, capace di farti male in mille modi diversi.


I playoff sono un orizzonte visibile, ma la strada per raggiungerli è minata. Da qui alla fine, la Leon non potrà permettersi amnesie contro le "piccole", per poter arrivare al doppio infernale incrocio conclusivo contro Chievo Verona e Casatese con il destino ancora tra le proprie mani.
Non servono calcolatrici, non serve guardare i risultati degli altri. A Brusaporto, domenica, Memushaj chiede ai suoi la partita della vita. Perché la maturità di una squadra non si giudica da quante volte cade, ma dalla ferocia con cui si rialza.

Sezione: Serie D / Data: Mar 10 marzo 2026 alle 23:30
Autore: Michele Caffarelli
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