Nel calcio, come nella vita, le apparenze ingannano. Se date una rapida occhiata al calendario del Girone A e leggete "Sanremese-NovaRomentin", potreste pensare alla più classica delle passeggiate domenicali. I sogni di gloria contro il fanalino di coda. Ma chi mastica la polvere della Serie D sa benissimo che le sentenze scritte sulla carta vengono puntualmente stracciate dal campo.
Dopo la doccia gelata rimediata contro l'Asti, la truppa di Marco Banchini si trova di fronte a uno sliding doors decisivo. I play-off distano 8 lunghezze: un margine che spaventa i pavidi, ma che esalta chi ha fame. E a Sanremo, di alzare bandiera bianca, non se ne parla nemmeno.
Per capire l'anima di questa Sanremese non bisogna guardare quanti gol fa, ma quanti non ne prende. Le 23 reti subite sono un certificato di garanzia: stiamo parlando di una retroguardia blindata, che viaggia agli stessi ritmi delle schiacciasassi del girone come la capolista Ligorna (21) e le corazzate Sestri Levante, Chisola e Biellese (22).
Banchini ha costruito una vera e propria cooperativa operaia. Visto che l'attacco non viaggia a medie da capogiro (27 reti all'attivo), a togliere le castagne dal fuoco ci pensano i difensori e i centrocampisti. Sono già 10 i giocatori andati a referto in questa stagione: quando non arriva la punta, spunta il gregario.
Ma ogni classe operaia ha bisogno del suo artista, dell'uomo capace di accendere la luce nel buio. E a Sanremo l'interruttore risponde al nome di Oan Djorkaeff. Franco-armeno, un cognome pesante come il piombo che profuma di notti magiche e grande calcio europeo, e piedi capaci di inventare calcio. È dalla sua fantasia, dalle sue geometrie e dalle sue invenzioni che passa gran parte del destino offensivo della squadra. Quando Monsieur Oan si accende, la Sanremese vola.
Domenica, però, servirà l'elmetto. Il NovaRomentin è ultimo in classifica, è vero. Ma è un animale ferito che ha smesso di sanguinare e ha iniziato a mordere: 6 punti nelle ultime due partite sono un biglietto da visita che urla "pericolo" a caratteri cubitali. È la classica partita-trappola: se la sottovaluti, sei morto. Banchini ha passato la settimana a martellare i suoi su questo concetto. Non c'è spazio per la presunzione, c'è solo l'obbligo dei tre punti per tenere a bada Imperia e Valenzana (che ringhiano dietro a -3) e per mettere nel mirino chi sta davanti.
Perché questo turno di campionato è un incrocio di destini clamoroso. La classifica recita: Sanremese 35, Saluzzo 37, Varese 42, Biellese 43 (l'ultimo slot utile per i play-off).
Ma guardate il calendario: il Chisola si scontra con il Saluzzo, garantendo che almeno una delle due perda punti sanguinosi. La Valenzana ospita un Sestri Levante formato corazzata. E soprattutto, il Varese fa visita proprio a quell'Asti che ha appena sgambettato i matuziani, mentre la Biellese se la vedrà con un Celle Varazze con l'acqua alla gola e disperatamente affamato di punti salvezza.
Tradotto? È la domenica perfetta per l'Operazione Aggancio. Se il sabato del villaggio calcistico incastrerà i risultati giusti, la Sanremese potrebbe ritrovarsi a fare un balzo in avanti clamoroso. Ma tutto passa dal prato infido del NovaRomentin. Serve il cinismo della grande squadra, serve la magia di Djorkaeff, serve il muro invalicabile della difesa. Vietato sbagliare: il treno play-off sta fischiando, e la Sanremese ha il biglietto in mano. Bisogna solo avere il coraggio di saltarci su.
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