Francesco Maglione è un nome che nel calcio meridionale evoca decenni di esperienza sul campo. Una carriera dirigenziale lunga e articolata, costruita passando per club campani di ogni livello: dalla Juve Stabia alla Nocerina, dal Savoia al Giugliano, dall'Avellino fino al Benevento, dove nell'annata 2007/08 assemblò la rosa che conquistò il campionato di C2, regalando al presidente Oreste Vigorito la sua prima promozione. Dal dicembre 2015 all'ottobre 2018 ha ricoperto anche il ruolo di vicepresidente della Lega Pro, sotto la guida di Gabriele Gravina.
Oggi Maglione osserva con soddisfazione il ritorno dei sanniti in cadetteria, un traguardo che definisce non solo meritato, ma in qualche misura atteso.
Il cammino del Benevento verso la Serie B ha avuto i tratti di una dominazione, con la promozione conquistata con largo anticipo rispetto alla conclusione del torneo. Un primato che, secondo Maglione, non era facile da prevedere in anticipo, ma che lasciava presagire segnali chiari. «Non era semplice fare pronostici, dico sempre che se uno dice che ha capito tutto del calcio, vuol dire che non ha capito nulla», premette il dirigente in una intervista concessa al quotidiano "Il Mattino". «La promozione dei sanniti me la auguravo e me la sentivo; mi aveva stupito la non vittoria dello scorso anno. Mi ha fatto particolarmente piacere vedere il Benevento tornare in cadetteria. È una vittoria simile a quella del 2008 con Simonelli, anche in quel caso un campionato vinto con larghissimo anticipo. È stata una bella cavalcata come quella della Juve Stabia di due anni fa, che culminò con quel pari al Vigorito».
Il paragone con la Juve Stabia non è casuale: Maglione ha un legame profondo anche con il club castellammarese, avendo svolto il ruolo di consulente strategico dell'ex patron Langella dal 2023 al 2025 e già in precedenza nel 1993/94.
Centrale nel dibattito sulla prossima stagione è la figura di Floro Flores, il tecnico giallorosso già confermato per la Serie B. La scelta di Vigorito di puntare su di lui viene letta da Maglione come un atto di coraggio imprenditoriale, in linea con una filosofia che ha già prodotto risultati altrove. «Vigorito ha avuto il coraggio di puntare su un allenatore giovane, emergente e affamato. Anche in questo, c'è un'analogia con quella Juve Stabia guidata da Pagliuca. Il Benevento ha sciorinato un bel calcio, qualitativo e offensivo. Certamente Floro ha messo le sue idee. Può essere il nuovo Pagliuca».
Un elogio che pesa, considerando che Pagliuca con la Juve Stabia ha saputo costruire un percorso solido e duraturo nel campionato cadetto.
Al centro della rinascita giallorossa c'è inevitabilmente la figura del presidente Vigorito, che ha saputo reggere il peso di anni difficili — retrocessioni comprese — senza mai abbandonare l'obiettivo di riportare il club in Serie B. Per Maglione, questo traguardo premia anzitutto la tenuta caratteriale di un patron che non ha mai smesso di crederci. «È una vittoria che premia la sua ostinazione, la sua resilienza, la sua tenacia e la sua tempra di voler riportare il Benevento in B, una categoria che sognava già diciotto anni fa. Ha grandissimi meriti. Non era semplice adattarsi di nuovo alla Serie C, dopo essere stato addirittura in Serie A e aver vissuto retrocessioni cocenti. Il salto all'indietro è sempre un contraccolpo duro per un club, ci sono gli esempi della Salernitana e dell'Empoli. Ma Vigorito è sempre stato convinto di tornare in cadetteria, lo capii quando parlammo dopo Juve Stabia-Benevento di tre anni fa».
Sul fronte dirigenziale, Maglione è categorico: il direttore sportivo Carli, in scadenza di contratto, va confermato senza esitazioni. «Il direttore ha operato benissimo e ovviamente deve restare. La B è la sua dimensione e la conosce in tutte le sue sfaccettature. Credo che Vigorito voglia e debba proseguire nel solco della continuità».
La parola "continuità" torna con insistenza nel ragionamento dell'ex dirigente, e non a caso: è il filo rosso attorno al quale costruisce la sua visione per il Benevento del futuro.
Anche sul mercato, la linea di Maglione è chiara: niente rivoluzioni, ma conferme ragionate e qualche innesto mirato per abbassare l'età media. Il modello di riferimento è ancora una volta la Juve Stabia. «Proprio la Juve Stabia ha dimostrato che in B si può fare bene seguendo la via già tracciata. I gialloblu sono da due anni di fila nei playoff, con in rosa ancora qualche calciatore che ha vinto il campionato tre anni fa. Con buona parte dei calciatori, con lo stesso allenatore, la stessa filosofia di gioco e magari ringiovanendo ulteriormente la rosa, il Benevento può fare un ottimo campionato. Con le mosse giuste, la Strega potrà essere davvero la favorita per la A».
Un'ambizione dichiarata, quella della promozione in massima serie, che Maglione non esita a mettere sul tavolo come obiettivo concretamente perseguibile.
Un capitolo a parte merita l'attenzione che il club riserva al vivaio, considerata da Maglione una delle poche realtà virtuose nel panorama meridionale. «La società va elogiata perché è una delle poche al Sud che crede e investe nel settore giovanile, come altre, anche blasonate, non fanno. Il presidente ha realizzato il sogno del fratello Ciro».
L'ultima riflessione di Maglione allarga lo sguardo al sistema nel suo complesso. Il dirigente ritiene che il calcio italiano abbia bisogno di riforme strutturali profonde, che partano dalla base e dal rapporto con le nuove generazioni. «È il nostro calcio ad averne bisogno. Sono due le basi da cui ripartire. Bisogna ripensare il calcio, che deve andare incontro alle nuove generazioni. È impensabile che i giovani non abbiano mai vissuto il fascino di una nazionale ai Mondiali. Se il calcio è lo sport nazionale, allora va considerata disciplina sportiva nelle scuole. A livello normativo, bisogna cercare di far sì che i giovani giochino già nelle categorie inferiori. Serve l'obbligo di un Under 19 sicuramente in C, ma anche in B».
Una visione di sistema, quella di Maglione, che parte dall'entusiasmo per la promozione del Benevento ma arriva a interrogarsi sulle fondamenta di tutto il movimento calcistico nazionale.
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