Il debutto di Alessandro Parisi con la casacca biancoscudata del Messina non è coinciso con il risultato sperato, lasciando spazio a una sconfitta contro il Gela che scotta per come è maturata sul rettangolo di gioco. L'ex difensore della Nazionale, oggi alla guida tecnica, ha analizzato con estrema lucidità una sfida che ha vissuto due fasi diametralmente opposte, sottolineando come l'equilibrio della prima frazione avesse lasciato presagire un esito ben diverso. Durante i primi quarantacinque minuti, infatti, le due compagini si sono affrontate in un duello prettamente tattico, dove le occasioni da rete sono state rari bagliori in una partita bloccata.
Parisi ha evidenziato con favore il lavoro svolto dalla sua linea difensiva nella prima parte di gara, capace di disinnescare le principali fonti di gioco degli avversari. Secondo l'allenatore, la squadra era riuscita nell'intento di togliere spazio alle punte del Gela, impedendo loro di sfruttare la velocità negli spazi aperti. «Il primo tempo è stato molto equilibrato, con pochissime occasioni, una partita più tattica che tecnica, noi siamo stati bravi a limitare la loro profondità», ha spiegato il tecnico, evidenziando una solidità che purtroppo non è bastata a garantire punti preziosi per la classifica.
Nella ripresa, l'inerzia del match sembrava poter girare a favore dei messinesi, specialmente dopo che gli avversari sono rimasti in inferiorità numerica. L'approccio dei biancoscudati dopo l'intervallo è stato lodato da Parisi, che ha visto nei suoi uomini lo spirito giusto per provare a portare a casa l'intera posta in palio. Nonostante la superiorità, però, la squadra ha mostrato il fianco a qualche ripartenza di troppo, soffrendo proprio nei momenti in cui il Gela cercava di scavalcare la difesa con lanci lunghi. Il tecnico ha riconosciuto che, pur avendo creato situazioni di superiorità numerica sulle fasce e cercato spesso il cross, è mancato l'istinto killer sotto porta.
Il punto dolente dell'intera prestazione risiede, secondo il mister, in una cronica mancanza di incisività nella zona rossa del campo. Nonostante i numerosi palloni recapitati nell'area di rigore avversaria e i costanti duelli vinti nell'uno contro uno, la punta di diamante del gioco non ha mai scalfito la difesa ospite. «Abbiamo sfruttato l'uno contro uno, mettendo tanti palloni in area, ma senza cattiveria negli ultimi metri, un altro nostro difetto», ha ammesso Parisi, puntando il dito su una lacuna che continua a penalizzare il percorso della squadra e che richiede un intervento immediato sul fronte dell'intensità agonistica.
Il verdetto finale, arrivato a causa di una singola disattenzione difensiva, è il boccone più amaro da mandare giù per l'ex nazionale. La sconfitta viene letta come una punizione eccessiva per quanto visto complessivamente, ma il calcio non perdona le leggerezze, specialmente in sfide così equilibrate dove un episodio può ribaltare il mondo. «Poi, c'è stata quella ingenuità che abbiamo pagato con il gol subito, forse non meritavamo la sconfitta, ma nel calcio, quando commetti questi errori, la paghi», ha commentato amaramente il tecnico, conscio che la strada verso la salvezza o il rilancio passa necessariamente dalla riduzione drastica di queste sbavature.
In vista delle prossime uscite, il messaggio lanciato da Alessandro Parisi è chiaro e non ammette repliche: serve un cambio di passo dal punto di vista caratteriale. Per l'allenatore, non è più tempo di tatticismi fini a se stessi, ma occorre riscoprire la voglia di lottare su ogni centimetro di campo per strappare il risultato con le unghie e con i denti. «Dobbiamo lavorare per andare più in profondità, lottare su ogni pallone, metterci la massima determinazione, perché solo così otterremo il risultato», ha concluso il mister, fissando i cardini su cui dovrà basarsi la preparazione settimanale per riscattare immediatamente questo passo falso casalingo.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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