La vittoria del Palermo contro lo Spezia porta la firma di un gruppo che sta imparando a vincere anche le sfide più spigolose, ma non esenta la squadra da una disamina attenta e severa da parte del suo allenatore. Filippo Inzaghi, intervenuto nella sala stampa dello stadio Renzo Barbera al termine del match, ha espresso sentimenti contrastanti, alternando la naturale soddisfazione per il risultato alla necessità di correggere alcuni difetti di mentalità emersi durante i novanta minuti. Il successo contro i liguri permette ai rosanero di scalare posizioni preziose, ma il tecnico preferisce tenere i piedi ben saldi a terra, concentrandosi più sul processo di maturazione che sui numeri della graduatoria.
L'avvio folgorante dei siciliani, capaci di sbloccare il punteggio dopo una manciata di secondi grazie all'inserimento di Segre, ha rappresentato il momento chiave della serata. Sebbene in molti abbiano ipotizzato un lavoro specifico in allenamento dietro una rete così rapida, Inzaghi ha preferito dare il merito esclusivamente alla capacità di lettura dei suoi uomini in campo. «Gol preparato? Di solito buttiamo palla con Ranocchia e poi prepariamo con Augello, ma più che uno schema sono stati bravi loro», ha chiarito l'allenatore, sottolineando come l'intraprendenza dei singoli abbia fatto la differenza rispetto alle indicazioni tattiche prestabilite.
Tuttavia, proprio il vantaggio immediato sembra aver generato un effetto controproducente nella testa dei calciatori rosanero per il resto della prima frazione di gara. Inzaghi non ha nascosto il proprio disappunto per un certo rilassamento che ha permesso allo Spezia di restare in partita e di impensierire la retroguardia siciliana. Il tecnico ha confessato di aver usato toni decisi nello spogliatoio per scuotere la squadra, chiedendo maggiore ferocia e meno compiacimento. «Mi è piaciuto molto l’avvio, ma il gol ci ha un po’ accontentati e questo non deve succedere. A fine primo tempo mi sono arrabbiato, nel secondo tempo invece la squadra ha fatto quello che doveva fare», ha ammesso con sincerità il trainer dei padroni di casa.
L'analisi del mister si è poi allargata al valore complessivo dell'avversario incontrato, riconoscendo allo Spezia la capacità di aver lottato fino alla fine con interpreti di categoria superiore. Proprio per questo, la vittoria viene considerata un tesoro prezioso in vista dei prossimi impegni ravvicinati. «Sono molto soddisfatto, è stata una gara dura. Lo Spezia ha messo in campo giocatori importanti. Ci portiamo a casa un’altra vittoria e accorciamo in classifica. Sabato ci aspetta una partita altrettanto difficile», ha ribadito l'ex bomber della Nazionale, ricordando che in questo campionato non esistono sfide dal risultato scontato.
Guardando oltre il singolo episodio o il dato statistico, Inzaghi ha voluto tracciare una linea chiara sulla direzione che deve prendere il suo Palermo da qui fino al termine della stagione. Più che la caccia a primati personali o record di squadra, ciò che preme all'allenatore è la creazione di un'identità forte e duratura che possa permettere alla società di sognare in grande. Secondo il tecnico, le basi poste in questi mesi sono solide e il percorso di crescita è ormai sotto gli occhi di tutti, anche se la destinazione finale resta ancora un'incognita.
La chiosa finale di Filippo Inzaghi è un messaggio di fiducia rivolto all'intero ambiente, una dichiarazione d'intenti che punta a consolidare quanto di buono fatto finora senza però fissare limiti o obiettivi troppo distanti nel tempo. «Non voglio guardare i record, mi interessa la crescita della squadra. La strada è tracciata. Non so dove saremo a maggio, ma stiamo costruendo qualcosa di importante», ha concluso il mister, lasciando la pancia del Barbera con la consapevolezza di chi sa che il lavoro quotidiano è l'unica vera garanzia di successo.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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