La vittoria autorevole ottenuta contro la Casertana ha confermato la solidità del progetto tecnico del Potenza, ma è nel post-partita che l'allenatore Pietro De Giorgio ha voluto fare chiarezza sulle scelte coraggiose effettuate alla vigilia. Nonostante un ampio turnover che poteva apparire come un azzardo calcolato, il mister ha rivendicato con forza la bontà della sua strategia, basata su un'analisi meticolosa delle condizioni atletiche dei suoi uomini.
Per De Giorgio, la gestione delle risorse non è stata un vezzo, ma una necessità dettata dal calendario fitto e dall'importanza del momento. "I dati fisici dei giocatori mi indicavano chiaramente la necessità di cambiare. Abbiamo tante partite ravvicinate e siamo in una fase decisiva della stagione", ha spiegato il tecnico, sottolineando come la profondità della rosa gli permetta di assumersi responsabilità importanti con estrema serenità.
La rotazione ha coinvolto pilastri della squadra come Felippe, D’Auria e Murano, oltre ad alcuni interpreti del reparto arretrato, ma questo non ha scalfito l'identità tattica dei lucani. Al contrario, il Potenza ha mostrato una personalità straripante nel palleggio, riuscendo a mettere alle corde la compagine di Coppitelli specialmente durante la prima frazione di gioco. In questo contesto, un ruolo fondamentale è stato giocato dai cosiddetti "giovani", che però l'allenatore si rifiuta ormai di etichettare come tali. Per il mister, elementi come De Marco, Ghisolfi e il rientrante Anatriello hanno raggiunto una maturità tale da poter essere considerati pedine inamovibili. "Non li reputo più under, sono giocatori forti", ha dichiarato con orgoglio, lodando la professionalità e la personalità mostrata da ragazzi che lavorano quotidianamente con l'abnegazione dei veterani.
Un momento chiave della sfida è stato senza dubbio il calcio di rigore che ha deciso le sorti dell'incontro. In molti sono rimasti sorpresi nel vedere Adjapong sfilare il pallone dalle mani di Anatriello per presentarsi sul dischetto, ma De Giorgio ha prontamente spento ogni possibile polemica, chiarendo che non si è trattato di un'iniziativa estemporanea. "Era tutto deciso già dal giorno prima. Adjapong calcia molto bene, è stato freddo e ha segnato. Sono felice per lui, se lo meritava", ha commentato il tecnico, evidenziando la gerarchia prestabilita che ha permesso di gestire il momento di massima tensione con estrema freddezza.
Al di là degli aspetti puramente tecnici, l'allenatore ha voluto porre l'accento sulla straordinaria cultura del lavoro che si respira all'interno dello spogliatoio. Il confronto con il passato recente della società serve a evidenziare il salto di qualità umano compiuto dal gruppo: se tre anni fa l'ambiente era minato da problematiche extracalcistiche, oggi il Potenza può contare su atleti esemplari che sanno fare gruppo dentro e fuori dal campo. Questa coesione si riflette in una capacità quasi magica di accendere l'interruttore della concentrazione non appena si varca la soglia del terreno di gioco, trasformando un apparente clima di distrazione pre-gara in una ferocia agonistica invidiabile. "È la loro forza", ha chiosato De Giorgio, celebrando anche il legame profondo che unisce la squadra allo staff tecnico.
Il tecnico ha poi dedicato una riflessione al confronto diretto con il collega Coppitelli, smorzando i toni di una sfida che vedeva di fronte due dei profili più interessanti e ambiziosi della nuova generazione di allenatori. Per De Giorgio, il merito del successo va interamente ai suoi calciatori, capaci di creare una mole di gioco importante contro un'avversaria cinica e pericolosa nelle situazioni di palla inattiva. L'unico piccolo neo, in una serata quasi perfetta, è stato il non aver chiuso definitivamente la contesa prima del fischio finale, nonostante le numerose occasioni prodotte.
Tuttavia, il tono dell'intervista si è fatto decisamente più cupo quando il discorso è scivolato sulle vicende giudiziarie che stanno scuotendo il girone, con particolare riferimento al caso Trapani. De Giorgio non ha usato mezzi termini per definire lo scenario che potrebbe profilarsi qualora venissero presi provvedimenti drastici a campionato in corso. Secondo l'allenatore rossoblù, un'eventuale esclusione dei siciliani finirebbe per penalizzare ingiustamente le società che hanno programmato la stagione con serietà. "Così il campionato è falsato. Se dovessero escludere il Trapani, saremmo tra le società più penalizzate. Togliere punti a febbraio significa stravolgere obiettivi, mercato e programmazione. È un sistema che va corretto", ha denunciato, invocando una riforma che tuteli la regolarità delle competizioni e il lavoro svolto sui campi.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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