Se odiate gli 0-0 e amate le sceneggiature impazzite, fatevi un favore: iniziate a seguire il Girone H di Serie D. I numeri diffusi dalla Lega Nazionale Dilettanti dopo dieci giornate non sono un semplice bollettino di metà autunno, ma il copione di un film thriller in cui nessuno è al sicuro e le gerarchie vengono ribaltate alla velocità della luce.

In un raggruppamento dove il pareggio a reti bianche è stato bandito (non se ne vede uno dalla terza giornata) e il fattore campo è una sentenza, si stanno consumando storie di miracoli sportivi, bunker invalicabili e crolli verticali che meritano di essere raccontate.

C'è un dato che, letto ad alta voce, fa venire i brividi a qualsiasi allenatore: sei vittorie consecutive, undici gol fatti e zero subiti. È il capolavoro assoluto del Brindisi.
Dimenticate la squadra balbettante delle prime quattro giornate (solo 3 punticini e tanta paura). Dalla quinta giornata in poi, i messapici hanno abbassato la saracinesca e buttato le chiavi. Un filotto di 18 punti su 18 che li ha proiettati dai bassifondi fino al terzo posto. In un girone in cui segnano tutti (quasi 3 gol di media a partita), il Brindisi ha costruito un muro d'acciaio contro cui si schiantano le speranze avversarie. Difesa imperforabile e cinismo puro: la ricetta perfetta per sognare.

Ma se il Brindisi ha svoltato, la Fidelis Andria ha fatto qualcosa che va contro le leggi della logica calcistica. Le prime cinque partite dei pugliesi sono state un incubo a occhi aperti: un solo punto raccolto, fantasmi aleggianti e uno sprofondo fino al 16° posto. Sembrava l'inizio di una via crucis.
Poi, l'interruttore si è improvvisamente girato. L'Andria ha infilato cinque vittorie di fila nelle successive cinque gare, segnando 10 reti e subendone appena 3. Una metamorfosi violenta, spietata, culminata con lo scalpo della capolista Virtus Francavilla. Dal baratro ai piani alti in un mese: la Fidelis Andria è viva, ed è arrabbiata.

A guardare tutti dall'alto in basso, però, c'è la Virtus Francavilla (24 punti). La capolista non fa sconti, specialmente in casa, dove ha un ruolino di marcia dittatoriale: 5 partite, 5 vittorie. Guidano dalla prima giornata, segnano sempre e hanno appena tolto l'etichetta di "imbattuta" alla Turris. Insieme al Martina (miglior attacco e vero rullo compressore con il suo +11 di differenza reti), formano un tridente di testa racchiuso in soli 3 punti che promette scintille fino a maggio.

E poi c'è lui, il Gladiator. La squadra di Santa Maria Capua Vetere merita un premio speciale per l'intrattenimento. Il loro dato è un unicum meraviglioso: in 10 partite hanno sempre segnato e sempre subito almeno un gol. È la "tassa Gladiator": se compri il biglietto per vederli giocare, sai già che i portieri dovranno raccogliere il pallone in fondo al sacco da ambo le parti. Una fragilità difensiva compensata da un attacco frizzante, che li tiene incredibilmente a galla a metà classifica.

Ma il calcio, si sa, sa essere crudele. E il Girone H non fa eccezione. Mentre c'è chi vola, piazze storiche e blasonate stanno vivendo un dramma sportivo.
Fa rumore il tonfo della Nocerina: i molossi, che alla sesta giornata veleggiavano al secondo posto e sognavano in grande, sono entrati in una spirale di terrore. Quattro sconfitte consecutive, un attacco inaridito (2 gol fatti) e una difesa bucata 7 volte li hanno fatti precipitare all'11° posto.
Non va meglio al Bisceglie, che ha dilapidato l'ottimo avvio perdendo 4 delle ultime 5 gare, scivolando nell'anonimato.

In questo Girone H non c'è tempo per respirare. O alzi un muro d'acciaio come il Brindisi, o vieni risucchiato sul fondo. E domenica si torna in campo: preparate i pallottolieri.

Sezione: Serie D / Data: Gio 05 novembre 2026 alle 09:00
Autore: Cristo Ludovico Papa
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