Il netto successo ottenuto tra le mura amiche contro il Tuttocuoio ha lasciato in dote al Piacenza tre punti pesanti per il morale, ma non ha cancellato l'amarezza per un traguardo stagionale che sembra ormai sfumato. Al termine della sfida vinta per quattro a zero, il tecnico Arnaldo Franzini ha analizzato il momento della squadra, sottolineando come la prestazione odierna sia stata figlia della giusta mentalità.
«Abbiamo fatto esattamente quello che era necessario fare», ha esordito l'allenatore biancorosso commentando una gara che non è mai stata realmente in discussione. «La nota più lieta è l'approccio dei ragazzi: non abbiamo sottovalutato l'impegno, cercando di sbloccare il risultato nel minor tempo possibile per evitare che subentrasse un po' di ansia col passare dei minuti».
Il divario tecnico in campo è apparso evidente fin dalle prime battute, con un avversario apparso in netta difficoltà e imbottito di giovani. «Siamo stati abili a spingere con insistenza fino a realizzare le quattro reti, anche se il bottino finale sarebbe potuto essere decisamente più ampio, considerando il volume di gioco prodotto», ha aggiunto Franzini, apparso comunque soddisfatto della reazione del gruppo.
Tra le scelte di formazione hanno colpito gli inserimenti di alcuni giovani dal primo minuto, un segnale che molti hanno interpretato come un primo passo verso la programmazione della prossima stagione. «È innegabile che stiamo iniziando a volgere lo sguardo al futuro», ha ammesso il mister. «Vedere all'opera ragazzi che hanno dimostrato di poter fare bene quando chiamati in causa è fondamentale per noi».
Secondo Franzini, l'utilizzo degli under non rappresenta un limite ma una risorsa preziosa per dare freschezza alla manovra. «Se un giovane è bravo, deve giocare, non è assolutamente un problema per me. In questa fase stiamo cercando di far conciliare la ricerca del risultato con la necessità di testare alcuni elementi in vista di ciò che verrà dopo questa estate».
Tuttavia, il clima attorno alla squadra resta segnato dalla delusione per i punti persi nelle settimane precedenti, che hanno di fatto compromesso la corsa al vertice. «La settimana che ci lasciamo alle spalle è stata tutt'altro che semplice», ha confessato l'allenatore. «C'è una profonda amarezza in tutto lo spogliatoio perché siamo consapevoli di aver compromesso il nostro percorso».
Nonostante lo scoramento per gli obiettivi sfumati, Franzini ha lodato la professionalità dei suoi calciatori. «Definire questa settimana come triste sarebbe un eufemismo, eppure la squadra si è allenata con la consueta intensità. Nel nostro mestiere bisogna sempre guardare oltre e preparare ogni sfida come se fosse la più importante della stagione, proprio come abbiamo fatto oggi».
Il pensiero del tecnico torna però costantemente alle partite casalinghe che hanno segnato il destino del club in questa annata. «Il grande rammarico nasce dalle ultime due sfide interne. Sono quelle che ci sono costate il campionato», ha dichiarato con fermezza. «I nostri sbagli, uniti a una scarsa precisione sotto porta nonostante le innumerevoli occasioni create, hanno fatto la differenza».
Franzini ha ribadito quanto pesi non aver capitalizzato il gioco espresso. «Saremmo qui a commentare un torneo totalmente diverso se avessimo raccolto quanto seminato. Fa male perché abbiamo costruito tantissimo, ma se alla fine non riesci a vincere per demeriti tuoi, significa che il risultato è giusto, anche se il campo diceva altro dal punto di vista della manovra».
Incalzato sulle sensazioni personali e su un possibile distacco emotivo dal progetto piacentino, il mister ha voluto fare chiarezza. «Domenica ero visibilmente abbattuto perché vedevo scappare via un sogno, ma nulla è cambiato nel mio impegno. Per lunghi tratti abbiamo dimostrato di poter stare davanti a tutti e veder sfumare tutto così lascia l'amaro in bocca».
Il legame con la piazza resta comunque solido, nonostante le turbolenze tipiche di una piazza esigente. «A Piacenza sono ormai abituato a vivere certe dinamiche e certe pressioni», ha spiegato Franzini. «Adesso dobbiamo solo pensare a finire nel migliore dei modi e a inseguire gli obiettivi che restano ancora alla nostra portata, anche se diversi da quelli iniziali».
Infine, un passaggio fondamentale sul suo futuro e sulla possibilità di un rinnovo contrattuale immediato. «Se la società dovesse chiamarmi per parlare di programmi e di continuità, io sono assolutamente disponibile», ha concluso il tecnico. «Non ho alcun problema a sedermi a un tavolo per confrontarmi e capire come muoverci per il bene del club».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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