Adria è in fermento, e il futuro dell'Adriese appare sempre più incerto. La tensione è alle stelle e Massimiliano Onofri, l'ex presidente del club, sembra ormai prossimo a rassegnare le dimissioni, pronto a gettare la spugna dopo un confronto accesissimo con la tifoseria. Le prossime ore saranno decisive per capire gli sviluppi di una situazione che si è fatta critica, come testimoniato dall'incontro di ieri allo stadio Bettinazzi.
Il bollettino di ieri al Bettinazzi ha registrato un clima rovente, con un attesissimo e tesissimo incontro tra la tifoseria granata e Onofri. Sotto un sole cocente, e alla presenza delle autorità locali, tra cui il sindaco Massimo Barbujani e gli assessori Federico Crepaldi e Federico Simonini, è andato in scena un confronto diretto tra l'attuale presidente e una quarantina di supporter. Tra i tifosi presenti, figure storiche come l'ex presidente Olivo Frizzarin e lo storico tifoso Renzo Sartori, affiancati da ex allenatori, ex collaboratori della squadra ed ex giocatori.
I sostenitori granata hanno espresso senza mezzi termini tutte le loro preoccupazioni e critiche nei confronti di Onofri, a seguito di decisioni che non sono state affatto digerite. Le principali contestazioni hanno riguardato la scelta di tagliare drasticamente i costi di gestione, in palese contraddizione con la precedente promessa di mantenere l'ossatura della squadra. I tifosi, utilizzando anche un megafono, hanno urlato il loro disagio: "La squadra è sparita", hanno affermato, aggiungendo, "Nessuno si fida più di te e dei tuoi crediti".
Le critiche, aspre e a 360 gradi, non hanno risparmiato nessun aspetto della gestione di Onofri, inclusa la scarsa comunicazione attraverso il fratello Riccardo, il tutto per una cifra di 300mila euro. Le proteste, condite da espressioni colorite, si sono poi concentrate sul futuro stesso dell'Adriese e sulla sostenibilità del progetto sportivo. "Come si può sostenere un campionato di Serie D con una squadra di giovani e con un tecnico da neve?", hanno incalzato i tifosi, con un chiaro riferimento alla presunta inesperienza del futuro allenatore.
La protesta è continuata anche ieri sera, con i tifosi nuovamente allo stadio per un incontro con il sindaco Barbujani, al quale era presente anche l'ex sindaco Onofri. La contestazione ha toccato il culmine quando la tifoseria ha messo in dubbio le competenze e le disponibilità economiche del nuovo patron, gridando in coro: "Non hai né competenze né soldi. Non ti vogliamo". Il messaggio è stato chiaro: "Adria non ti vuole. Ci vuole rispetto per l'Adriese e la sua storia."
La tensione è salita alle stelle quando Onofri ha risposto che non vuole una "visione immediata della squadra". Questo ha scatenato la reazione dei tifosi, che hanno replicato: "Ci aspettavamo la squadra scritta. Siamo pronti anche a rilevare noi la società. L'iscrizione la facciamo noi. Non ti vogliamo". A rendere il clima ancor più teso, è stato uno slogan urlato ad alta voce da Onofri stesso.
La situazione è precipitata rapidamente, con Onofri visibilmente scosso che ha dichiarato: "Mi sono preso 24 ore di tempo per riflettere. Domani (oggi, ndr) alle 17 telefonerò a Stefano Andreotti, uno dei capi della tifoseria. Fino a quel momento non prenderò nessuna decisione". Alla presenza del sindaco, Barbujani ha ribadito concetti già espressi in passato, e nel frattempo, una lettera di dimissioni pronta per essere firmata, con l'indicazione di un nuovo presidente, è stata trovata in segreteria. Onofri ha commentato di non sapere come quella lettera fosse arrivata lì, ma l'evidenza suggerisce che una decisione fosse già stata presa.
L'era Onofri sembra ormai destinata a sciogliersi "come neve al sole", con la tifoseria che invoca a gran voce la sua partenza e il nome di Emanuele Mancin che circola come possibile successore. Il commento dell'assessore Simonini riassume perfettamente il clima surreale: "Mi sembra di assistere ad un film comico - ma non so se sia un film comico o un film dell'orrore".
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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