Il mondo del calcio italiano si mobilita contro le pratiche professionali irregolari che da tempo affliggono il settore. A muovere il primo passo sono state le associazioni IAFA (Italian Association of Football Agents) e AIACS (Associazione Italiana Agenti di Calciatori e Società), che in un comunicato congiunto datato 30 luglio hanno acceso i riflettori sul crescente fenomeno dell'esercizio abusivo della professione di agente sportivo, denunciando come le segnalazioni giunte dai propri iscritti si siano moltiplicate negli ultimi tempi.

Nel documento, le due sigle si rivolgono direttamente ai vertici del calcio nazionale — Federazione Italiana Giuoco Calcio, Lega Serie A, Lega Nazionale Professionisti Serie B, Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti — oltre che all'Associazione Italiana Calciatori e alle associazioni dei direttori e segretari sportivi ADISE e ADICOSP, chiedendo un'azione di sensibilizzazione verso i rispettivi tesserati affinché venga rispettata la normativa professionale nazionale in materia di agenti sportivi. Le violazioni di tale disciplina, ricordano IAFA e AIACS, non sono una questione puramente interna al mondo sportivo: il D.P.C.M. n. 218/2025 attualmente in vigore prevede infatti sanzioni sia in ambito federale sia sul piano penale, richiamando l'articolo 348 del codice penale relativo all'esercizio abusivo di una professione, con la possibilità che nelle ipotesi di concorso vengano coinvolti anche club e calciatori.

Le due associazioni sottolineano un punto che ritengono spesso trascurato: l'attività di agente sportivo in Italia è riservata per legge esclusivamente a chi risulta iscritto al Registro Nazionale degli Agenti Sportivi, gestito dal CONI e consultabile online in tempo reale. Non esiste alcuna eccezione per figure come presunti "collaboratori", soci non abilitati o agenzie straniere prive di registrazione nel nostro Paese. Nonostante questo quadro normativo chiaro, secondo IAFA e AIACS il fenomeno delle condotte irregolari — talvolta persino pubblicizzate apertamente sui social media e su altri canali di comunicazione — ha raggiunto proporzioni ormai difficili da tollerare, con il rischio concreto di compromettere la credibilità delle istituzioni sportive e di vanificare anni di lavoro normativo. Per questo le due associazioni hanno annunciato che d'ora in avanti adotteranno un approccio di tolleranza zero, riservandosi di trasmettere alle autorità statali competenti tutte le segnalazioni comprovate che arriveranno dai propri associati.

A distanza di poche ore, l'ADICOSP (Associazione Direttori e Segretari Sportivi) ha risposto facendo eco alle preoccupazioni espresse da IAFA e AIACS, dichiarando piena condivisione della denuncia. L'associazione ha reso noto di essersi già attivata per richiamare i propri iscritti e i colleghi del settore a due impegni precisi: non sostituirsi mai alla figura dell'agente sportivo nello svolgimento delle proprie funzioni, e verificare sempre, prima di avviare una trattativa, che l'interlocutore risulti effettivamente iscritto al Registro CONI. ADICOSP ha inoltre ribadito che chiunque si presenti come agente senza la relativa abilitazione incorre anche in responsabilità di natura penale.

Il tema, secondo quanto riferito dalla stessa associazione, era già stato anticipato nella giornata odierna dal presidente ADICOSP Alfonso Morrone attraverso un video messaggio. In quella sede Morrone ha esteso la richiesta di vigilanza anche a un'altra figura professionale del calcio: quella del direttore sportivo. ADICOSP invita infatti tutte le componenti e le istituzioni del sistema calcistico a monitorare con attenzione anche l'esercizio abusivo di tale ruolo, sia nei club professionistici sia in quelli dilettantistici, segnalando di aver già presentato denunce alla Procura Federale per casi accertati di abusivismo in questo ambito.

L'associazione ha quindi rivolto un appello alle altre sigle di categoria affinché seguano il proprio esempio, sensibilizzando i rispettivi iscritti a non sconfinare nelle competenze riservate alla direzione sportiva dei club. Viene ricordato, a tale proposito, che la figura del direttore sportivo trova fondamento normativo sia nel Decreto Legislativo 36 del 2021 sia nella regolamentazione federale, ed è riconosciuta a tutti gli effetti indipendentemente dal fatto che operi in ambito professionistico o dilettantistico.

Guardando al futuro, ADICOSP ha annunciato l'intenzione di chiedere al nuovo presidente della FIGC, insieme a tutti i rappresentanti degli interessi del settore, la convocazione di un tavolo comune di confronto. L'obiettivo dichiarato è quello di offrire un contributo concreto allo sviluppo del calcio italiano, partendo proprio dalla soluzione di queste criticità professionali, in un momento che la stessa associazione descrive come una fase delicata per lo sport nazionale. Secondo ADICOSP, ogni componente del sistema calcio è chiamata a fare la propria parte, mettendo a disposizione le competenze specifiche di ciascun ruolo per il bene comune del settore.

Sezione: Attualità / Data: Ven 31 luglio 2026 alle 23:04
Autore: Chiara Motta
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