La UEFA ha reso noto l'esito delle valutazioni condotte dalla Prima Camera del Club Financial Control Body (CFCB) sui club ancora vincolati da accordi transattivi legati al fair play finanziario, con conseguenze rilevanti per due squadre italiane e per l'Olympique Marsiglia.
La notizia più positiva riguarda Milan e Inter, che secondo quanto comunicato dall'organismo con sede a Nyon hanno completato con successo il percorso previsto dal settlement agreement. Le due milanesi escono quindi dal regime di monitoraggio speciale al quale erano sottoposte, potendo tornare a una gestione finanziaria ordinaria nei rapporti con l'organo di controllo del calcio continentale.
Secondo la nota diffusa dalla UEFA, il traguardo è stato raggiunto anche da altri cinque club europei: AS Monaco, Beşiktaş, Paris Saint-Germain, Royal Antwerp e Trabzonspor. Tutte queste società hanno raggiunto l'obiettivo finale dell'accordo transattivo, conformandosi alla regola dei ricavi del calcio nella stagione 2025/26, coprendo i periodi di rendicontazione che si concluderanno nel 2023, 2024 e 2025, e sono quindi uscite dal regime di settlement.
Un aspetto interessante emerso dalla nota della UEFA riguarda il contesto economico che ha caratterizzato la valutazione dei club. L'organismo di controllo ha infatti specificato che, nel formulare il proprio giudizio, ha preso in considerazione le difficoltà attraversate dal mercato televisivo francese. Si legge nel comunicato di Nyon che la Prima Camera del CFCB ha tenuto conto del significativo e inatteso crollo dei ricavi derivanti dai diritti televisivi nazionali, che ha colpito i club francesi nella stagione 2025/26 e che continuerà a influenzarli anche nella stagione 2026/27.
Proprio questo elemento di contesto si è rivelato determinante anche per la situazione opposta, quella che ha visto l'Olympique Marsiglia mancare l'obiettivo del proprio percorso di risanamento. Il club francese, secondo quanto riportato dalla UEFA, non ha raggiunto l'obiettivo finale dell'accordo transattivo, non essendo riuscito a rispettare la normativa sugli utili nel settore calcistico per la stagione 2025/26, per i periodi di riferimento che si concluderanno nel 2023, 2024 e 2025.
Nonostante l'inadempienza, la UEFA ha scelto un approccio relativamente attenuato nel definire le conseguenze per il club marsigliese, proprio in virtù delle difficoltà di mercato sopra menzionate. Come precisato nella nota, tenuto conto della limitata portata dell'infrazione e del suddetto crollo dei ricavi derivanti dai diritti televisivi nazionali, la Prima Camera della CFCB ha imposto al club le seguenti misure disciplinari.
Le sanzioni inflitte all'OM risultano comunque consistenti e si articolano su più fronti. In primo luogo è stata disposta l'esclusione dalla prossima competizione UEFA per club alla quale il club si qualificherebbe nelle prossime tre stagioni, a meno che il club non rispetti l'obiettivo di ricavi derivanti dal calcio nella stagione 2026/27. A questo si aggiunge la limitazione della possibilità di tesserare nuovi giocatori nella Lista A delle competizioni UEFA per la stagione 2026/27, oltre a una multa di 6 milioni di euro.
Le criticità riscontrate dagli organi di controllo UEFA per il club transalpino non si sono però limitate alla questione dei ricavi. La Prima Camera ha infatti accertato anche una violazione distinta, relativa al tetto sulle spese per la rosa. Nel dettaglio, l'organismo ha, inoltre, constatato che l'Olympique de Marseille ha violato la regola relativa al costo della rosa, avendo registrato un rapporto tra costo della rosa e totale del club superiore al 70% per l'anno solare 2025. Per questa seconda infrazione, tenuto conto dell'eccesso di costo della rosa, al club è stata inflitta un'ulteriore multa di 4 milioni di euro. Il conto complessivo delle sanzioni economiche per il Marsiglia sale dunque a 10 milioni di euro, ai quali si sommano le restrizioni sportive sopra descritte.
Diversa, ma non priva di rilievi, la posizione della Roma, altro club ancora formalmente sottoposto a un accordo transattivo con la UEFA. Il comunicato dell'organismo di Nyon dedica un passaggio specifico alla situazione del club giallorosso, chiarendo che per quanto riguarda i club ancora soggetti a un accordo transattivo, l'AS Roma ha leggermente superato l'obiettivo intermedio fissato per l'esercizio finanziario concluso nel 2025 ed è stata multata di 2 milioni di euro.
Anche per la società capitolina, come già osservato per il Marsiglia, l'irregolarità non si è limitata al solo ambito dei ricavi. La UEFA ha infatti rilevato che la Roma avendo inoltre registrato un rapporto tra costi della rosa e totale del club superiore al 70% per l'anno solare 2025, al club è stata inflitta un'ulteriore sanzione di 4 milioni di euro. La multa complessiva per i giallorossi ammonta quindi a 6 milioni di euro, una cifra comunque distante dalle sanzioni sportive previste per i casi più gravi e che non compromette il percorso di rientro nei parametri economici fissato dall'accordo con l'organo di controllo finanziario europeo.
Il quadro complessivo che emerge dalle decisioni della Prima Camera del CFCB conferma quindi un percorso a doppia velocità per i club italiani coinvolti: da un lato l'uscita definitiva dal regime di settlement per Milan e Inter, segnale di un consolidamento dei rispettivi equilibri economico-finanziari; dall'altro la permanenza della Roma all'interno del meccanismo di monitoraggio, pur in presenza di uno scostamento giudicato dalla stessa UEFA di portata contenuta. Ben più severo l'esito per l'Olympique Marsiglia, che si trova ora a dover affrontare conseguenze sportive concrete, legate sia al fronte dei ricavi che a quello, sempre più centrale nelle valutazioni degli organismi di controllo, del rapporto tra costo della rosa e bilancio complessivo del club.
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