Gravina, Abete, Bedin, Marani, Zappi, Calcagno e Ulivieri insieme per rilanciare il ruolo sociale del calcio dilettantistico. Innovazione, formazione e responsabilità al centro dei lavori inaugurali. Ferrara, 23 ottobre 2025 - Con il taglio del nastro alla presenza dell'Assessore allo Sport Francesco Carità e del Prefetto Massimo Marchesiello, si è aperta a Ferrara Expo la tre giorni di LND Quarto Tempo - L'Innovazione del Calcio Dilettantistico, l'evento promosso dalla Lega Nazionale Dilettanti per mettere in dialogo dirigenti, tecnici, istituzioni e partner del movimento. Un laboratorio di idee e progetti che, per tre giorni, trasforma Ferrara nella capitale del calcio di base italiano, affrontando temi di sostenibilità, formazione, innovazione e responsabilità sociale. “Opportunità e problemi del calcio dilettantistico”: le componenti federali a confronto Il primo panel della giornata inaugurale ha visto riuniti nella Sala dei Trofei i vertici del sistema calcistico nazionale:
Gabriele Gravina (Presidente FIGC), Giancarlo Abete (Presidente LND), Paolo Bedin (Lega B), Matteo Marani (Lega Pro), Antonio Zappi (AIA), Umberto Calcagno (AIC) e Renzo Ulivieri (AIAC), moderati dal giornalista Marco Bellinazzo. Un confronto intenso e approfondito che ha posto al centro il valore sociale e formativo del dilettantismo, cuore pulsante dell'intero sistema calcistico italiano.
«Coinvolgere i gruppi dirigenziali dei territori al fine di creare coesione ed unità - ha spiegato il Presidente della LND Giancarlo Abete - continuare a fare squadra all'interno della dirigenza federale, mantenendo ognuno le proprie specificità, e dare il nostro punto di vista sulle criticità derivanti dal Decreto 36 sul lavoro sportivo. Quarto Tempo non è immagine, ma un momento per crescere e confrontarsi. Il nostro mondo non potrà mai competere sulla comunicazione, ma compete sui valori ed il nostro potere è continuare a portarli avanti».
A seguire, il Presidente della FIGC Gabriele Gravina ha ribadito la centralità del calcio dilettantistico nel sistema sportivo nazionale: «Spesso il nostro mondo viene rappresentato come una piramide, e il vertice potrà essere forte solo se la base sarà solida, partecipata e capace di generare energie e idee. Il calcio dilettantistico dimostra ogni giorno questa vitalità, grazie al lavoro di migliaia di dirigenti, tecnici, arbitri e volontari che, con passione e sacrificio, alimentano la crescita di oltre 800mila giovani tra i 5 e i 14 anni. Solo mantenendo l'equilibrio tra etica, economia e politica, il sistema potrà restare armonico e sostenibile». Il Presidente della Lega Serie B Paolo Bedin ha evidenziato la forza della filiera che unisce dilettantismo e professionismo: «I rapporti tra questi due mondi non solo sono inevitabili, ma rappresentano l'essenza stessa del nostro sistema. Il calcio vive di una filiera perfetta: dalle società dilettantistiche e giovanili, che operano ogni giorno con passione, fino ai club professionistici che attingono da questo lavoro la linfa per costruire il proprio futuro. Oggi percepisco una grande unità d'intenti: c'è la volontà concreta di affrontare insieme le complessità del nostro calcio».
Dello stesso avviso Matteo Marani, Presidente della Lega Pro: «La forza del movimento risiede nella sua base, in quelle migliaia di volontari che ogni giorno garantiscono salute, inclusione e coesione sociale nei territori. Senza il mondo dilettantistico, l'intero sistema non starebbe in piedi. Oggi la differenza non la fa chi ha più mezzi, ma chi sa essere più organizzato e capace di attrarre nuove competenze».
La seconda parte del confronto ha dato voce alle componenti tecniche e arbitrali. Il Presidente dell'AIA Antonio Zappi ha ribadito la piena appartenenza del mondo arbitrale al movimento dilettantistico: «L'AIA appartiene di fatto a questo mondo. Gli arbitri applicano le regole e le fanno rispettare, ma siamo sempre a disposizione per portare il nostro contributo e crescere insieme. Mi riferisco alla giustizia riparativa, al doppio tesseramento, ai dirigenti-arbitri. È l'occasione per rendere merito e ringraziare chi ci accoglie sempre con rispetto e grande senso di responsabilità». Il Presidente dell'AIC Umberto Calcagno ha posto l'accento sulla tutela del calciatore dilettante: «Il mondo dilettantistico rappresenta la radice della nostra identità calcistica. Dobbiamo lavorare insieme per assicurare condizioni di crescita sostenibili e percorsi formativi di qualità, perché la passione dei giocatori di base è la vera ricchezza del nostro movimento».
Infine, il Presidente dell'AIAC Renzo Ulivieri ha sottolineato la funzione sociale dell'allenatore come educatore: «Mi piacerebbe che il mondo dilettantistico ricevesse maggiore attenzione anche per la funzione sociale che può svolgere, soprattutto attraverso gli allenatori. L'allenatore non è solo colui che insegna a giocare, ma è un educatore che contribuisce a migliorare i ragazzi anche come persone. Noi, attraverso lo sport, possiamo aiutare i giovani a riscoprire il senso della comunità e della responsabilità civile». Missione, innovazione e responsabilità sociale: la LND disegna il futuro Nel pomeriggio, i riflettori si sono spostati sul panel Missione, ruolo e prospettive del calcio dilettantistico - Primo Consiglio Direttivo d'Italia, moderato dalla giornalista di Sky Sport Roberta Noè. Sul palco, accanto al Presidente Giancarlo Abete, sono intervenuti Christian Mossino, Roberto Desini, David Palumbo, Marco Morana ed Emanuele Lenzi, per un confronto sui temi chiave dell'impiantistica, della digitalizzazione e dell'innovazione gestionale. La giornata si è chiusa con il panel LND per il sociale, che ha visto protagonisti Emanuele Scafato (Istituto Superiore di Sanità - ONA) e Maria Vittoria Tozzi (Honda Italia), presentando rispettivamente la ricerca Fyfa su giovani e alcol e il progetto Campioni di Responsabilità, dedicato alla promozione di comportamenti consapevoli tra le nuove generazioni. Un doppio focus che ha confermato la visione della LND come organizzazione capace di unire sport, educazione e responsabilità sociale. La LND presenta la nuova identità visiva: un segno moderno per il futuro del calcio dilettantistico A concludere la giornata, nella Sala dei Trofei di Ferrara Expo, la presentazione della nuova identità visiva della Lega Nazionale Dilettanti, un progetto che segna l'avvio di una nuova fase comunicativa per il movimento. L'opera di restyling nasce dalla volontà di rinnovare la brand identity della LND, rendendola più moderna, riconoscibile e coerente con l'evoluzione dell'intero sistema federale. Particolare attenzione è stata dedicata alla Serie D, la massima categoria dilettantistica, che avrà un nuovo logo in continuità con il marchio federale e con un linguaggio grafico chiaro, diretto e contemporaneo.
A illustrare il progetto sono stati Enrico Zarelli, Responsabile dell'Identità Visiva LND, e Mattia Vesprini, designer e prima firma del restyling, che hanno presentato i principi guida del nuovo sistema visivo: coerenza istituzionale, leggibilità e impatto comunicativo. Il nuovo logo entrerà ufficialmente in vigore dal 1° luglio 2026, accompagnando la LND nel suo percorso di crescita e innovazione verso una nuova stagione di sviluppo per tutto il calcio di base italiano. Nel panel Identità, appartenenza, comunità: il Progetto Vivo Azzurro, è intervenuto Roberto Coramusi, Coordinatore Relazioni Esterne ed Ecosistema Digitale della Comunicazione FIGC. Il suo intervento ha offerto una riflessione profonda sul cambiamento del modo di comunicare il calcio negli ultimi vent'anni e sull'importanza di costruire una nuova forma di appartenenza nel mondo digitale.
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