Nel corso del campionato si affrontano spesso momenti di riflessione profonda, legati non soltanto al risultato del campo ma soprattutto all'atteggiamento mostrato dai calciatori durante i novanta minuti.

Al termine della sfida disputata sul terreno di gioco del «Paolo Mazza», l'allenatore della SPAL, Carmine Parlato, ha analizzato con grande franchezza il pareggio a reti inviolate contro la capolista del girone.

«È stata una partita in cui giocavamo contro la prima della classe e abbiamo ottenuto un pareggio importante. Questo singolo risultato comunque non cambia il nostro percorso» ha esordito il tecnico biancazzurro.

«Il Brescello è una buonissima squadra: più che altro mi dispiace di non averla giocata come avrei voluto. I primi 45 minuti non mi sono piaciuti e questo ha condizionato un po’ l’andamento» ha aggiunto con evidente rammarico.

«Questo ha permesso al Brescello di farci male. Dovevamo giocare in undici e invece la sensazione è che abbiamo giocato in tre o quattro» ha rincarato la dose l'allenatore della formazione ferrarese.

Nel corso della ripresa la situazione tattica è parsa leggermente differente, grazie anche ad alcune correzioni operate direttamente dalla panchina nel corso dell'intervallo.

«Nel secondo tempo abbiamo sistemato qualcosa e siamo migliorati: ho forzato con un nuovo modulo per mettere in difficoltà gli avversari» ha spiegato il mister.

Nonostante il punto conquistato contro la prima della classe, l'amarezza per un'occasione non sfruttata appieno è rimasta il tema dominante del commento postpartita.

«Sono un po’ arrabbiato perché mi sa di occasione persa: queste partite sono le più belle e dovrebbero spingere i giocatori a dare il 100%. Sono delle vetrine importanti che non possono essere sprecate cosi» ha dichiarato senza filtri.

Le difficoltà incontrate nel corso del confronto hanno costretto lo staff tecnico a intervenire rapidamente attraverso i cambi a disposizione per invertire la rotta.

«Cerco sempre di leggere la partita e inserire dei nuovi volti per ribaltare il risultato, ma non mi è piaciuto per niente dover effettuare questa scelta» ha ammesso il tecnico.

«Avrei voluto giocarmela come al solito, ma la squadra oggi non è riuscita a tenere il suo ritmo» ha proseguito analizzando la prestazione collettiva.

I problemi si sono manifestati soprattutto nella gestione della sfera e nell'interpretazione dei momenti chiave del match giocato davanti al proprio pubblico.

«Nella gestione palla, nelle marcature preventive e negli ultimi metri ci sono stati fin troppi errori: può capitare un pomeriggio storto, ma ho dovuto intervenire nel collettivo e negli singoli per riuscire a dare una scossa alla partita. Ora guardiamo avanti» ha concluso il mister.

Un passaggio della disamina è stato dedicato anche ad alcuni singoli protagonisti della rosa, chiamati a offrire risposte immediate nelle prossime uscite stagionali.

«Sicuramente Mazzali ha una gamba molto importante e il suo chilometraggio appartiene alle prime posizioni in classifica. Può darsi che per questioni mentali non abbia reso come avrebbe dovuto» ha osservato l'allenatore.

«Se la catena laterale non si trova in sintonia, succedono queste cose. Ora bisogna reagire e cambiare rotta per migliorarsi giorno dopo giorno» ha aggiunto.

Infine, una precisazione di carattere puramente tecnico ha riguardato le scelte di formazione operate in vista della delicata sfida casalinga.

«De Grazia? Una mia scelta tecnica: ho preferito Monza per le sue doti da incursore per bucare la linea difensiva avversaria» ha concluso il tecnico della SPAL.

Sezione: Eccellenza / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 08:30
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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