Il massimo esponente della compagine arancione ha recentemente condiviso le tappe fondamentali di un percorso di rinascita che sta restituendo vigore e prospettive concrete a tutto l'ambiente pistoiese.
Intervenendo ai microfoni della stampa nazionale, Sergio Iorio ha ricordato come l'avventura sia cominciata in condizioni di totale precarietà, sottolineando che al momento del suo insediamento non erano disponibili nemmeno le chiavi dei locali operativi dell'impianto sportivo.
Nonostante le premesse complesse, i traguardi raggiunti in breve tempo, come l'affermazione ottenuta sul campo di Ancona, sono andati oltre ogni più rosea aspettativa della dirigenza, segnando l'inizio di una scalata fondata sulla serietà.
Un passaggio cruciale di questa evoluzione è stato rappresentato dall'innesto di figure di alto profilo professionale, tra cui spicca il nome del direttore sportivo Massimo Taibi, ringraziato pubblicamente dal patron per la sua scelta di campo.
«Desidero ringraziare il direttore sportivo Taibi, perché è stato il primo a sposare il progetto nonostante avesse proposte rilevanti dalla Serie C» ha ammesso il presidente, evidenziando come la sua presenza sia garanzia di continuità per il futuro.
La spinta che muove l'azione di Iorio affonda le radici in un sentimento profondo e familiare, ereditato dal padre e coltivato anche durante i lunghi periodi trascorsi per motivi professionali lontano dall'Italia, negli Stati Uniti.
Il legame con i colori arancioni non è mai venuto meno, nemmeno con il fuso orario americano che lo costringeva a svegliarsi alle prime luci del mattino pur di non perdere le gesta della squadra del cuore in streaming.
Oggi quella passione si è trasformata in un piano strategico articolato su tre cardini essenziali, il primo dei quali è il ritorno immediato nel calcio che conta, con un orizzonte temporale ben definito per il salto di categoria.
L'ambizione dichiarata è quella di raggiungere la cadetteria nel giro di un triennio, riportando la Pistoiese in una dimensione consona alla sua storia e alla dignità di una piazza che ha sofferto troppo negli ultimi anni.
Il secondo pilastro del programma riguarda la ricostruzione del vivaio, un settore che era stato quasi smantellato e che oggi, grazie a professionisti come Carobbi, Pagotto e Colombo, vanta oltre quattrocento giovani tesserati.
Parallelamente alla crescita tecnica, la società sta investendo pesantemente sul fronte delle infrastrutture, avendo ottenuto dal Comune la gestione dello stadio, dei campi di allenamento e del polo sportivo di Pistoia Ovest.
Proprio in quest'area prenderà vita la visione più innovativa della proprietà, identificata con il nome di «Orange City», un centro polifunzionale che mira a diventare un punto di riferimento non solo sportivo, ma anche sociale per la cittadinanza.
Il progetto prevede la creazione di nuove strutture d'eccellenza, tra cui una palestra moderna, aree dedicate ai convegni, servizi di ristorazione e spazi multimediali che saranno fruibili dalla comunità durante l'intero arco della giornata.
Questa trasformazione sarà sostenuta da un consorzio che vede uniti il club e diverse realtà imprenditoriali della zona, a dimostrazione di come la credibilità recuperata stia attirando nuove energie attorno alla causa della Pistoiese.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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