Una stagione semplicemente monstre. Basterebbe questo aggettivo per descrivere l'annata sportiva di Davide Lorusso, esterno d'attacco classe '95 in forza al Trastevere. Numeri da capogiro che lo hanno incoronato miglior cannoniere dell'intera Serie D (considerando tutti e nove i gironi) con 25 reti in campionato, che salgono a 27 stagionali, condite da 7 assist e dal superamento del traguardo storico dei 100 gol in maglia amaranto.
Ai microfoni di NotiziarioCalcio.com, Lorusso si è raccontato a cuore aperto, ripercorrendo i momenti salienti di una cavalcata straordinaria, il suo rapporto speciale con la piazza laziale e, inevitabilmente, le sirene di mercato che lo vorrebbero finalmente pronto per il salto nel professionismo.
Lorusso è un'ala, non una prima punta classica, eppure quest'anno ha tenuto medie da centravanti implacabile. Un exploit che ha sorpreso, in parte, anche lui: «Non mi aspettavo di fare questi numeri così importanti, essendo anche un esterno d'attacco e non un attaccante puro non me l'aspettavo. Però sicuramente mi aspettavo e volevo fare meglio dell'anno scorso, in cui avevo fatto 17 gol. Era il mio obiettivo superarmi. Addirittura fare il mio record personale (21 gol nella stagione 2017-2018) spingendomi a 25 mi sembrava un po' troppo, ma sono super contento. È stata una stagione stupenda anche per i sette assist forniti».
Tra i tanti acuti, due reti portano la copertina di questa annata: «Il gol più bello è stato sicuramente quello in rovesciata contro il Costa Orientale Sarda Sarrabus Ogliastra. Il più importante, invece, direi a Nocera alla prima giornata: eravamo in dieci, perdevamo 1-0 e ho fatto il gol dell'1-1 al novantaquattresimo. È stato l'avvio di un percorso stupendo».
Il Trastevere ha chiuso al secondo posto, mettendosi alle spalle corazzate importanti e rivelandosi l'unica vera spina nel fianco per la corazzata Scafatese: «Noi eravamo partiti per fare meglio dell'ottavo posto dell'anno scorso, l'obiettivo per la rosa che avevamo era arrivare ai playoff. Abbiamo fatto un campionato importante che forse è passato un po' in secondo piano perché la Scafatese è stata infallibile, le ha vinte praticamente tutte. Noi ci aspettavamo che la Nocerina, che aveva una rosa forse quasi ai livelli della Scafatese, desse un senso in più al campionato, ma è mancata. Comunque, siamo stati noi del Trastevere a dare più fastidio a chi ha vinto, e ci siamo tolti la soddisfazione di essere stati l'unica squadra a battere la Scafatese, contro cui non abbiamo mai perso (una vittoria ed un pareggio, ndr)».
Ma qual è il segreto di Lorusso? L'attaccante confessa di affidarsi molto alle sue sensazioni in campo: «Avendo 29 anni capisci alcune dinamiche, sai quando spingere di più o di meno. Sono un giocatore molto istintivo, le mie giocate nascono dal nulla. Può essere che per 30-40 minuti non la prendo mai, poi mi capitano due palloni e faccio due gol. Sicuramente il lavoro dello staff mi ha messo in condizione di far bene, mi hanno lasciato molto libero di osare. Abbiamo avuto inoltre un gioco molto offensivo, aggressivo, e questo mi ha senza dubbio aiutato».
A Trastevere, Lorusso è un'istituzione. Un legame profondo che va oltre il rettangolo verde: «Il Trastevere è veramente una famiglia, mi hanno cresciuto da quando ero bambino. Avere un ambiente sano e forte è la loro vera forza societaria, ti tira fuori il meglio. C'è una programmazione bellissima, dal settore giovanile alla prima squadra, ed è un ambiente che sta un passo sopra agli altri».
Ma a 29 anni, dopo una stagione del genere, il salto nei professionisti è più di una suggestione. Lorusso riflette con lucidità sul suo percorso: «In passato, per la giovane età, ho preso anche scelte sbagliate. Per me il calcio rimane sempre un divertimento, è la mia forza. Fare i professionisti è sempre bello, non mi è mai successo. Se capita sono contento, se lo merito lo dirà chi giudica. Io non ci sto a pensare troppo, se arriva l'opportunità mi farò trovare pronto, ma punto sempre a migliorarmi e sono felice a prescindere».
Inevitabile toccare il tasto del calciomercato. Negli ultimi giorni si è parlato con insistenza di un forte interesse della Lucchese, che sarà guidata da Marco Bernardini, proprio il tecnico che nelle ultime due stagioni ha guidato il Trastevere e che, quindi, conosce bene le doti dell'esterno. Lorusso non si nasconde all'accenno della squadra toscana: «Sì, certo, me ne sono accorto che se ne parla! (ride, ndr). Uscire dalla mia comfort zone per una piazza del genere mi stuzzica. Sicuramente voglio valutare le cose che possono arrivare, dipende da quante cose si uniscono. Io al Trastevere ci rimarrei tutta la vita, ma ci sono determinati momenti in cui uno può osare. Mi farebbe piacere confrontarmi in altre realtà. Avendo 29 anni devo gestire anche la mia vita. Se il mister (Bernardini, ndr) mi ha già chiamato? Sinceramente no! (ride ancora, ndr). È ancora molto presto, le società si stanno muovendo ora con allenatori e direttori. Vediamo cosa esce».
In chiusura, da icona e punto di riferimento del massimo campionato dilettantistico nazionale, Lorusso lancia un messaggio ai tanti giovani che uscendo dal settore giovanile sognano di emulare i suoi numeri in un'epoca calcistica spesso velata di pessimismo sui talenti italiani: «Sono d'accordo sulla negatività generale, ma in Italia ci sono tanti giocatori forti e ci saranno sempre, il talento c'è. Ai ragazzi dico di dare tutto e di essere sempre se stessi. La cosa che ti rende felice è il divertimento: affrontate questo sport col sorriso, con felicità e determinazione. Serve fare sacrifici, ma il divertimento ti porta a fare cose fantastiche».
Autore: Marco Pompeo / Twitter: @Marco_Pompeo
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