Il tecnico della Sampdoria ha presentato la delicatissima trasferta in terra virgiliana con toni che non lasciano spazio a interpretazioni superficiali. Secondo mister Angelo Gregucci, il confronto con il Mantova rappresenta un passaggio cruciale in un cammino che, sebbene abbia mostrato segnali incoraggianti nelle ultime settimane, resta estremamente insidioso. La squadra è chiamata a rispondere con un'intensità agonistica fuori dal comune, approcciando il match come se non ci fossero appelli successivi.
L'analisi dell'avversario condotta dal mister evidenzia il valore di una compagine che, a suo dire, avrebbe meritato una classifica decisamente più generosa per i contenuti espressi finora. Gregucci ha sottolineato come il Mantova sia una squadra capace di correre molto e di sviluppare trame di gioco ben definite, ricordando anche l'amarezza della sfida d'andata decisa da un episodio balistico magistrale. Per questo motivo, la Sampdoria dovrà scendere in campo con la consapevolezza che «ci aspetta una battaglia, un incontro quasi decisivo dove dovremmo affrontare la gara con la massima determinazione».
Il concetto di resilienza e di assenza di alibi è stato il fulcro dell'intervento del tecnico, il quale ha ribadito con forza che «ogni partita è senza ritorno, dovremmo rispondere presente sotto il profilo dell'intensità e del valore agonistico». Un pensiero speciale è stato dedicato anche al ricordo di Sinisa Mihajlovic, in occasione del suo compleanno, definendolo un amico caro sia a lui personalmente che a tutto l'ambiente blucerchiato, un momento di commozione che però non ha distolto l'attenzione dalle necessità impellenti del campo.
La gestione del gruppo resta condizionata da una serie di defezioni che hanno impedito, finora, di schierare la stessa formazione per più domeniche consecutive. Gregucci ha spiegato che le difficoltà fisiche di alcuni elementi, specialmente tra i nuovi arrivati del mercato di gennaio, sono frutto di una logica sportiva precisa: spesso si tratta di giocatori che non avevano i novanta minuti nelle gambe e il cui inserimento comporta rischi calcolati. In tal senso, la collaborazione con lo staff medico diventa fondamentale per evitare ricadute, come accaduto in passato con altri elementi della rosa.
Parlando del rientro di pedine importanti come De Paoli ed Esposito, il mister ha confermato la loro convocazione pur avvertendo che la loro gestione sarà oculata. Nonostante si siano allenati regolarmente negli ultimi giorni senza manifestare fastidi, il lungo periodo di inattività impone riflessioni profonde. Gregucci è stato chiaro su questo punto: «Non c'è il nome o il cognome, c'è la squadra; se vuoi fare qualcosa devi essere un collettivo», ribadendo che la priorità assoluta è rappresentare al meglio la maglia della Sampdoria oltre ogni individualismo.
L'allenatore ha poi bollato come pura follia ogni discorso relativo a un possibile cambio di obiettivi stagionali o a una presunta tranquillità derivante dai recenti risultati positivi. Per Gregucci, il calcio è un maestro severo che non perdona i cali di tensione: «Quando tiri su le piume, gli eventi ti spazzolano; il mio obiettivo è solo il prossimo avversario». Questa filosofia di vita sportiva impone di restare con i piedi ben saldi a terra, evitando voli pindarici che potrebbero compromettere quanto di buono costruito finora.
In una fase di evoluzione costante, con un organico profondamente rinnovato dopo la sessione invernale, la ricerca di un'identità definitiva passa attraverso il lavoro quotidiano e la capacità di limitare gli errori. Il tecnico ha ammesso che la squadra sta ancora esplorando il proprio potenziale massimo, un processo reso più lento dagli infortuni ma sostenuto da una logica ferrea nelle scelte. La sfida di Mantova, dunque, non è solo una questione di punti, ma di mentalità: «Se lasci la partita sei morto, se la prendi continui il tuo percorso».
Il campionato attuale non permette distrazioni, poiché una serie di risultati negativi può risucchiare chiunque nelle zone calde della classifica in pochissimo tempo. Gregucci ha concluso ribadendo che la Sampdoria non deve guardare a ciò che è stato fatto, ma concentrarsi esclusivamente sulla sfida imminente. L'approccio deve essere quello di chi sa di giocarsi tutto in ogni singolo contrasto, poiché «ogni avversario è l'ultimo per noi» e solo attraverso questa ferocia agonistica si potrà uscire indenni da una piazza difficile come quella mantovana.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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