Il nuovo corso del Foggia riparte ufficialmente da Michele Pazienza, che si è presentato ai microfoni della stampa con un carico di umiltà e realismo necessario per affrontare il momento più buio della stagione. Il tecnico ha voluto innanzitutto esprimere la propria gratitudine verso i vertici societari per la fiducia accordata, definendo questa chiamata come un'occasione professionale di altissimo rilievo che intende onorare con il massimo impegno.
Analizzando lo stato di salute della truppa rossonera, l'allenatore ha riconosciuto il buon lavoro svolto sotto il profilo atletico dai suoi predecessori, pur segnalando la necessità di gestire con cautela diversi elementi ancora non al top della condizione. Oltre al fattore fisico, ciò che preoccupa maggiormente Pazienza è la tenuta emotiva del gruppo: «Ho trovato un gruppo non al meglio mentalmente. È anche vero che ci sono dei calciatori nel gruppo che sono pronti a prendere per mano la squadra per poter raggiungere l’obiettivo».
Un punto focale del suo intervento ha riguardato la fragilità difensiva mostrata finora, un difetto che non intende imputare esclusivamente ai difensori centrali. Per il nuovo mister, la protezione della porta deve essere un compito collettivo che parte dalla pressione degli attaccanti, i quali spesso sono mancati nella fase di transizione negativa. In vista dell'imminente scontro con il Crotone, Pazienza ha ribadito che «c’è un dato evidente e che mi preoccupa: sono i gol presi nella fase di non possesso».
Per quanto concerne l'autostima dei calciatori, il tecnico è convinto che solo il campo potrà restituire certezze a una rosa che sembra aver smarrito la bussola. Non conta lo stile, conta l'efficacia: secondo Pazienza, in certi momenti occorre saper giocare anche un «calcio sporco» pur di muovere la classifica, allontanandosi temporaneamente dall'estetica per privilegiare la sostanza. La sincerità è stata totale nel descrivere le proprie sensazioni: «Ho paura perché non è semplice ereditare un Foggia ultimo in classifica».
Guardando alla qualità complessiva dell'organico, l'allenatore ha lodato gli innesti effettuati durante la sessione invernale, ritenendo che il livello tecnico sia stato notevolmente incrementato. La presenza di figure carismatiche come Brosco rappresenta per lui un pilastro su cui poggiare la ricostruzione tattica, facilitando l'integrazione di uno staff che vanta un forte senso di appartenenza ai colori rossoneri, elemento che Pazienza giudica fondamentale per ricreare il legame con l'ambiente e la tifoseria.
La questione contrattuale è stata affrontata con estrema pragmatismo: la scelta di un accordo a breve termine è stata definita dal mister come una decisione sensata vista la particolarità della situazione. Pazienza non ha voluto focalizzarsi sugli aspetti burocratici o sulle garanzie future, preferendo concentrarsi sul dovere morale di risollevare la piazza. Ha ammesso che questa opportunità arriva dopo alcune esperienze post-Cerignola non del tutto esaltanti, motivo per cui la sua priorità resta il campo.
Sul fronte degli indisponibili, è stata confermata l'assenza di Buttaro per via di alcuni problemi di natura muscolare che lo terranno fermo ancora per qualche settimana. Segnali positivi giungono invece da Liguori, che ha mostrato grande disponibilità e potrebbe essere impiegato a partita in corso. Sul mercato degli svincolati, la società si sta muovendo con estrema cautela: «Biasiol potrebbe essere uno di quelli che può arrivare ma faremo valutazioni attente perché abbiamo una sola chance di inserimento».
Il primo ostacolo sulla strada della salvezza sarà il Crotone di Longo, un avversario che Pazienza conosce bene e di cui apprezza la capacità di adattamento tattico maturata nel tempo. Se un tempo le squadre di Longo puntavano tutto sul possesso palla estenuante, oggi appaiono molto più attente alle caratteristiche dell'avversario. Il Foggia, tuttavia, dovrà rispondere con la stessa fame di punti dei calabresi, puntando su una strategia che miri a blindare la difesa.
Infine, l'allenatore ha voluto lanciare un appello accorato a tutto il popolo foggiano, chiedendo supporto incondizionato e promettendo in cambio totale dedizione al lavoro. Per il tecnico, è giunto il tempo dei fatti e non più delle parole: «Basta con i proclami: da oggi bisognerà solo mettersi a lavorare, rimboccarci le maniche e stare compatti per raggiungere l’obiettivo», chiudendo così una conferenza all'insegna della responsabilità e della voglia di riscatto.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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