La vigilia della sfida contro l'Arezzo vede un Gubbio estremamente motivato e pronto a recitare il ruolo di guastafeste nei confronti della capolista. Il tecnico Domenico Di Carlo ha aperto la conferenza stampa rendendo onore al percorso compiuto finora dalla squadra di Cristian Bucchi, definendo meritato il primato in classifica degli amaranto, ma ha immediatamente alzato i toni per quanto riguarda lo spirito che i suoi ragazzi dovranno mettere in campo.

«Arriva la capolista e facciamo i complimenti a Bucchi per quello che hanno fatto fino a oggi, ma ogni partita può nascondere una trappola e spero che questa a Gubbio lo sia per loro» ha esordito l'allenatore, sottolineando come il campionato sia ancora lungo e ricco di insidie. Per Di Carlo, affrontare la prima della classe non deve essere un motivo di timore, ma una spinta a superare i propri limiti, portando la sfida su binari di aggressività e coraggio.

Nonostante l'Arezzo possa vantare una rosa profonda, quasi due squadre titolari, anche il Gubbio sta ritrovando pezzi importanti del proprio mosaico. Il mister si è detto abituato a gestire le defezioni, ma ha accolto con grande soddisfazione i recuperi di Saber, rientrato dalla squalifica, e di Di Massimo. Quest'ultimo, in particolare, è stato lodato per il duro lavoro svolto con lo staff medico ed è seriamente candidato a una maglia da titolare nel reparto avanzato.

«Sono molto contento di avere un'alternativa in più, anzi un titolare come Di Massimo, perché averlo dall'inizio è per noi fondamentale» ha spiegato Di Carlo, aggiungendo che anche Carraro sarà della partita partendo dalla panchina, pronto a offrire il suo contributo a gara in corso. Mancherà invece La Mantia, ma la batteria di giocatori a disposizione permette al tecnico di guardare alla sfida con rinnovata fiducia.

Il trend del girone di ritorno parla di un Gubbio che ha finalmente cambiato marcia, soprattutto tra le mura amiche, dove i risultati positivi contro formazioni come Forlì, Campobasso e Vis Pesaro hanno riportato entusiasmo tra i tifosi. Con sette punti conquistati nelle ultime tre uscite, la mentalità della squadra sembra essersi evoluta verso una maggiore consapevolezza dei propri mezzi tecnici e strutturali.

«Nel girone di ritorno abbiamo acquisito sicurezze e qualità, ma non dobbiamo accontentarci perché non basta fare una grande partita per portare a casa punti» ha avvertito il mister, richiamando i suoi a metterci qualcosa in più in termini di cuore e cattiveria nei duelli individuali. Secondo Di Carlo, la chiave del match risiederà proprio nella fame agonistica e nella capacità di non abbassare mai l'intensità della pressione.

Tornando sulla recente sfida di Pontedera, il tecnico ha ammesso di essersi aspettato una maggiore spietatezza dopo il vantaggio iniziale. Il rischio di adeguarsi al ritmo dell'avversario è una lezione che il gruppo deve interiorizzare in vista della capolista: per battere l'Arezzo sarà necessario andare forte dall'inizio alla fine, sfruttando ogni minima occasione per chiudere l'incontro senza concedere spazi di manovra.

Dal punto di vista tattico, il Gubbio rimane una squadra flessibile, capace di oscillare tra la difesa a tre e quella a quattro a seconda delle esigenze. Di Carlo ha confermato di aver provato diverse soluzioni, tra cui il 4-3-1-2 e il 3-5-2, moduli che si adattano bene alle caratteristiche degli uomini attualmente disponibili. La capacità di variare l'assetto anche durante i novanta minuti sarà un'arma in più per contrastare l'imprevedibilità dell'Arezzo.

L'analisi dei rivali descrive una squadra costruita per vincere, capace di soffrire nei momenti di pressione e di ripartire con estrema pericolosità. Di Carlo teme in particolare le transizioni offensive degli amaranto e la loro capacità di chiudersi e raddoppiare quando necessario. «È una partita aperta e difficile per tutti e due, l’Arezzo è una squadra che non muore mai» ha ammesso il tecnico, elogiando la resilienza della capolista.

Tuttavia, il dogma di Di Carlo resta quello di guardare prima di tutto in casa propria. Il piano partita prevede di limitare il gioco sulle fasce degli avversari e impedire gli inserimenti centrali dei loro centrocampisti, ma soprattutto di imporre il proprio ritmo. Con Di Massimo ad agire tra le linee, il Gubbio cercherà di mettere in crisi la solidità difensiva aretina sfruttando la qualità dei propri attaccanti.

«Pensiamo a noi, cerchiamo di giocare a ritmi alti e di mettere in difficoltà l’Arezzo con le nostre qualità» ha ribadito l'allenatore, ricordando che davanti al pubblico del "Barbetti" la squadra ha sempre offerto prestazioni di alto livello contro i top club. La motivazione è ai massimi livelli e la cornice di pubblico prevista non farà che alimentare il fuoco agonistico dei calciatori rossoblù.

In chiusura, un pensiero alla classifica e agli obiettivi stagionali. Nonostante il momento positivo, Di Carlo predica prudenza, mantenendo il focus sulla salvezza come primo traguardo da mettere in sicurezza. In un girone di ritorno dove nessuna partita è scontata e ogni squadra lotta per punti vitali, mantenere l'umiltà è fondamentale per continuare a sognare traguardi più ambiziosi senza perdere di vista la realtà.

Sezione: Serie C / Data: Ven 20 febbraio 2026 alle 21:00
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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