La vigilia della semifinale d'andata dei play-off tra Catanzaro e Palermo si accende con le parole cariche di determinazione del tecnico giallorosso Alberto Aquilani. L'allenatore della formazione calabrese ha analizzato i temi caldi di una sfida cruciale, che mette in palio un traguardo storico per la stagione delle due compagini. Tra gestione mentale, il recupero delle pedine chiave e la spinta incessante del pubblico del Ceravolo, la concentrazione in casa delle Aquile è ai massimi livelli.
«Ma innanzitutto io credo che arriviamo a giocarci questa partita meritatamente con grandissimo entusiasmo e quindi bisogna cavalcare questo entusiasmo, fare previsioni o dire se è meglio preparare in un modo o nell'altro non non lo so, io ti dico che ci stiamo preparando come ci siamo preparati le altre volte, abbiamo cercato di recuperare dopo una partita dispendiosa, abbiamo cercato di preparare al meglio questa partita» ha subito chiarito il tecnico tracciando la linea per il gruppo. «Sappiamo che sono due partite ma il nostro focus è solo su domani perché abbiamo una bella partita da giocare sotto tanti punti di vista e credo che sia quello il focus lì dai, noi dobbiamo essere consapevoli che domani ci giochiamo qualcosa di di importante, di importante non solo per noi, non solo per le nostre famiglie ma per un popolo intero e questo noi lo dobbiamo sapere perché poi se se lo riconosciamo e lo riconosciamo al cento per cento poi magari andiamo a mettere quel qualcosina in più, quel qualcosina di invisibile in più che ti permette di competere contro squadre molto forti, quindi questo è l'aspetto diciamo mentale, al contempo ti dico che noi siamo una squadra che non deve avere grosse ansia, non deve avere grosso peso sulle sulle spalle perché siamo una squadra che deve giocare con la mente libera, deve giocare a calcio meglio degli avversari e perché perché credo che che l'ha dimostrato fino ad oggi».
Sollecitato sulle dichiarazioni del tecnico avversario, che ha manifestato l'intenzione di chiudere la pratica qualificazione già nella gara d'andata, Aquilani ha risposto con grande lucidità e pragmatismo, aggiornando anche le condizioni del capitano e bomber Pietro Iemmello. «Ma è ovvio che ognuno tira tira l'acqua al proprio mulino e quindi io credo che le le partite si vincono dentro al campo non in conferenza e quindi io credo di essere in maniera molto lucida equilibrato dicendoti quello che penso ed è ovvio che anche noi ce lo auguriamo come se lo augura lui» ha ribattuto l'allenatore con fermezza. «Iemmello sta bene, sta meglio, abbiamo fatto sto programma di recupero secondo me che è andato alla perfezione perché i venti minuti di contro l'Avellino e il gol soprattutto che a volte il gol fa più delle medicine no delle medicine, l'hanno l'hanno recuperata al cento per cento quindi vediamo l'allenamento di oggi però è è un calciatore recuperato».
Il Catanzaro si presenta a questo appuntamento con una maturità strutturata, consapevole del proprio percorso e desideroso di non accontentarsi del traguardo fin qui raggiunto, cercando di superare la tensione emotiva iniziale che a volte può bloccare le gambe dei giocatori. «Sì sì no senza questo senza alcun dubbio noi noi crediamo di essere una scuola forte e questo lo diciamo e lo pensiamo e lo dimostriamo già da un po' quindi da questo tipo da questo punto di vista non non c'è dubbio, quando poi però ci sono questo tipo di partite che sono finali, perché questa può essere come se fosse una finale per noi, è ovvio che entrano in campo degli aspetti che sono poco allenabili che è un po' la gestione anche dell'emozione, la a volte può essere la paura che mi auguro di no» ha proseguito Aquilani analizzando la sfera psicologica dell'evento. «Io per questo voglio cercare di trasferire il messaggio di questa leggerezza perché la mia è una squadra che lo vedete anche i primi dieci minuti di Avellino no, un po' più sembrava un po' tutte ste corde de violine tese eccetera è una squadra che poi non gli fa bene e quindi dico ci giochiamo qualcosa di clamorosamente importante per tutti e questo va riconosciuto, detto questo noi se vogliamo competere dobbiamo giocare il nostro calcio, dobbiamo mostrare le nostre qualità che sono tantissime e abbinate alla maturità, alla malizia, al fatto che giochiamo in casa perché domani ci aspetta e gli aspetta sicuramente un qualcosa di caldo, sono tutte piccole componenti che che poi io posso racchiudere qui in conferenza poi ci saranno undici barra quattordici giocatori che scenderanno in campo, quanti sono quindici, che lo dovranno dimostrare, quello è sempre la cosa un po' più complessa».
Il confronto tattico proporrà due filosofie calcistiche distanti, con il Catanzaro fedele alla propria identità di manovra e il Palermo pronto a far valere lo spessore tecnico dei suoi singoli nei momenti chiave della partita. «Ci sta perché comunque credo siamo due due squadre che impostano la partita in maniera differente, poi non sto qui a a sindacare quale può essere meglio quale può essere peggio ma sicuramente differente, e noi che cosa abbiamo, che noi crediamo fortemente in quello che proponiamo, ce l'abbiamo ce l'abbiamo dentro al sangue e sappiamo che è un'arma che è un'arma importante, che è un'arma che che fa male e quindi per far questo ti ripeto bisogna bisogna giocare al calcio bene, bisogna giocare al calcio con coraggio abbinato al fatto che la corsa in più va fatta, il contrasto in più va fatto, se c'è da da da scoppiare un pallone va scoppiato, tutte queste tutte componenti che anche noi c'abbiamo magari pensiamo che abbinate al nostro modo di di lavorare possiamo competere anche con queste squadre che hanno sicuramente una rosa che che è più competitiva da a inizio anno» ha argomentato il tecnico giallorosso. «Noi immaginiamo che è un po' un segno del destino, noi vinciamo col Palermo in casa è stata un po' la partita della svolta per per me sicuro e domani la se io la guardavamo prima se pensavamo a quel giorno e ti dicevano guarda che ti andrai a giocare la semifinale play-off in questo modo, perché io aggiungo sempre in questo modo, saremmo stati tutti ultra contenti no, però come hai detto prima gli altri anni c'era questa percezione io vi vedevo da fuori eravate una squadra forte, sicuramente non dobbiamo pensare che ok abbiamo raggiunto il risultato, questa sarebbe la cosa più che mi dispiacerebbe di più perché secondo me dobbiamo crederci, possiamo crederci perché secondo me siamo una squadra forte».
Sui singoli avversari e sulle possibili assenze pesanti tra le file rosanero, l'allenatore preferisce mantenere l'attenzione focalizzata esclusivamente sulle risposte che dovrà dare la propria squadra sul terreno di gioco. «Non so se se se non ci sarà ti dico la verità, ho i miei dubbi, però Palumbo è un giocatore forte ok lo conosciamo tutti, un giocatore importante però come abbiamo detto da da inizio conferenza il Palermo è una squadra strutturata che ne ha diversi di giocatori forti quindi avranno avranno avranno altri giocatori sicuramente che che che lo sapranno sostituire, ma io non mi concentro troppo sul Palermo sono sincero perché il Palermo chiunque gioca è una squadra importante con valori eccetera, mi concentro tanto su noi stessi perché perché il nostro futuro dipende da noi» ha asserito con decisione, spostando poi il discorso sul valore complessivo del collettivo. «Sì ma la cosa più importante oltre a tutte le le gli aggettivi, le componenti che hai elencato tu, per me la base è che che conta il cuore che hanno questi giocatori, poi se hanno fatto x partite ne hanno fatte meno sicuramente chi ne ha di più avrà quell'esperienza in più, magari chi ne ha di meno ha quella leggerezza in più perché nel calcio serve anche quello, serve anche la leggerezza a volte, la io dico anche la la la follia, la presunzione quella corretta no di fare determinate cose, quindi io credo che nel nostro modo di ragionare ci vuole un mix di tutto questo, questa è una squadra che ha un mix di tutto ciò e quindi mi fido talmente tanto di loro e ho una stima così forte nei loro confronti che sono convinto che tutto quello che tu hai elencato verrà messo in campo».
L'intensità atletica e il ritmo forsennato messi in mostra nell'arco della stagione regolare rappresentano il vero marchio di fabbrica del Catanzaro, qualità ribadite anche nel precedente turno dei play-off. «Ma io credo che se tu arrivi a giocarti una semifinale di di di play-off appunto per andare in Serie A devi essere una squadra forte ok, devi essere una squadra organizzata, devi essere una squadra che ha delle qualità sicuramente tecniche, morali, quello, fisiche, quello che volete, quindi questa è una squadra che ha che ha meritato fortemente di giocarsi questa partita domani e di giocarsi anche questa partita con la con la possibilità di di pensare e di potercela fare» ha continuato a spiegare Aquilani. «Sono tutte le cose che hai elencato tu anche sono tutte componenti che fanno parte di di una squadra forte, di una squadra che vuole essere forte, di una squadra che vuole cercare di vincere le partite altrimenti senza ritmo le partite non le vinci, senza qualità le partite non le vinci, senza come dicevi andare più forte l'avversario non le non le vinci, quindi potresti giocar bene forse magari per me magari per qualcun altro no potresti giocar bene ma per vincerla poi oltre alla qualità individuale che è fondamentale del calciatore ci vuole quell'attitudine lì, ci vuole ci vuole il voler il voler non accontentarsi, ci vuole il voler sognare ma per sognare bisogna fare qualcosa in più e quindi noi oggi siamo nelle condizioni di poterlo fare ok, io non lo so come andrà questa partita non ho la la palla di vetro però però ti dico questa squadra ci proverà in tutti i modi ci ci crede, ci deve credere perché c'ha le qualità perché lo deve perché non noi non dobbiamo fare il campionato che non abbiamo rimorsi, poi come andrà andrà però noi oggi ci crediamo o perlomeno crediamo di fare una grande partita. Poi a Palermo pure secondo me abbiamo fatto una gran partita, abbiamo preso tre gol che il calcio poi è fatto di episodi e tre gol sono stati tre episodi, loro sono una squadra che sull'episodio è micidiale quindi dovremo essere molto attenti su quello».
L'identità tattica rimane il baluardo fondamentale della squadra calabrese, una certezza costruita attraverso il lavoro quotidiano e i momenti di difficoltà superati nella prima parte del torneo. «L'idea di calcio, l'identità che ha quando scende in campo è la nostra arma, è la nostra arma quindi noi dobbiamo fare in modo di di di mettere in campo quest'arma con concretezza, con equilibrio» ha ribadito l'ex centrocampista. «Noi abbiamo vinto una partita all'andata, poi poi i risultati nascondono tante cose, abbiamo vinto una partita all'andata anche di sofferenza, abbiamo fatto una partita diversa anche quella dopo col Venezia non so vi ricordavate, e perché in quel momento perché perché era giusto così, perché perché la squadra magari era più pronta a fare quella cosa, oggi è un'altra squadra però non deve neanche dimenticarsi di quei momenti lì perché all'interno della partita lì si era ancora alla ricerca di un'autostima sostanzialmente no in quelle partite là lo ricordiamo bene, era un momento iniziale difficoltà secondo me facevamo anche delle buone cose però non vinciamo le partite, ci pesava questa cosa e quindi però non m'ha dimenticato, noi dobbiamo dobbiamo ricordarci di quei momenti lì perché quei momenti ci hanno fatto poi arrivare oggi a mettere dentro anche quelle cose che servono per per che che è la sofferenza, bisogna soffrire per giocare a calcio, bisogna far fatica per giocare a calcio».
Nessun calcolo strategico a lungo termine dunque, ma una concentrazione feroce focalizzata esclusivamente sulla sfida casalinga che si preannuncia caldissima. «No io personalmente penso solo a domani sono sincero, non non non non sto pensando minimamente a quello che sarà, è ovvio che sappiamo che si giocherà su due partite ma farò scelte o impostazioni come la chiamate per la partita di domani perché domani giochiamo in casa, domani ci sarà un pubblico secondo me incredibile, domani abbiamo il vento in poppa e quindi la partita sarà domani» ha dichiarato Aquilani, soffermandosi poi sulla gestione del capitano. «È corretto da allenatore ti dico che è un discorso giusto, qual è la rotazione che fai tu poi è cerchi un po' sempre di capire chi chi hai davanti, che tipo di calciatore hai davanti, che tipo di partita c'hai davanti, che tipo di stadio ci sarà domani, quindi sono valutazioni che incidono un po' in questo tipo di momenti, è ovvio che la la garanzia deve essere che sta bene ok, che sta bene che può permettere di fare una partita seria e poi dopo si faranno le scelte, però con lui sai fai sempre un discorso un po' particolare perché è un giocatore diverso un po' no dagli altri no, anche per quello che rappresenta per anche per i compagni all'interno del campo in determinati momenti, quindi sono tutti i discorsi che io sto facendo, non ho ancora deciso, vediamo l'allenamento di oggi, vediamo mattina parlerò anche con lui per capire le sue sensazioni e poi decidiamo».
Il percorso di crescita professionale compiuto sulla panchina del Catanzaro ha regalato al tecnico nuove e importanti consapevolezze, maturate in un ambiente sinergico in cui ogni componente ha remato nella stessa direzione. «Ma sai io credo di essere cresciuto molto ok, senza alcun dubbio credo di di di avere acquisito più certezze, di avere limato alcune cose che probabilmente non andavano bene, credo che sia stato un anno, per come lo dico sempre per i ragazzi, è stato anche per me molto molto importante sotto tutti i punti di vista» ha confessato apertamente l'allenatore giallorosso. «È ovvio che poi c'è sempre c'è sempre risultato come dicevo prima che che ti aiuta perché perché neanche negli anni passati io credevo che comunque sia le cose venivano fatto bene, ma poi magari un gol al novantesimo potevano nascondere un po' la al luogo comune del calcio italiano un po' del della mentalità che si rifugiava sempre un po' sul risultato e non sulla prestazione, però vedevo sempre che c'era che c'era qualcosa di di dove dove c'erano dei dei mattoni che si stavano stavano mettendo uno sull'altro e stavi costruendo qualcosa, è ovvio che i risultati ti aiutano e amplificano tutto in maniera esponenziale, però se mi chiedi se se se è stato importante formativo, se sono cresciuto senza alcun dubbio, aiutato sicuramente dai calciatori in primis, dal direttore sportivo, dalla proprietà e perché quando funziona un po' tutto dopo diventa tutto un po' più semplice anche avere i risultati».
Un fattore determinante sarà senza dubbio l'apporto del pubblico del Ceravolo, pronto a far registrare il tutto esaurito per spingere la squadra verso l'impresa, in una cornice che tuttavia vedrà l'assenza delle due tifoserie in trasferta per motivi di sicurezza, spingendo il tecnico a un ultimo e sentito pensiero di solidarietà. «Sì, l'avevo detto che pure se non era sold-out si sentivano forte quindi domani è pieno e siamo siamo contenti perché noi sappiamo che che sono il dodicesimo uomo in campo, sono sono una un qualcosa che per gli altri può diventare un problema, per noi può diventare una forza, mi auguro che sia una festa e dobbiamo cercare in tutti i modi di dare soddisfazioni» ha concluso Aquilani, rivolgendo un caloroso messaggio alla piazza rivale. «Mi lego un attimo dai a questa che poi penso che non ci saranno i tifosi del Palermo e questo mi dispiace, come mi dispiace che non verranno i tifosi del Catanzaro a Palermo perché sarebbero venuti in tantissimi, sicuramente un pensiero però lo faccio ai tifosi del Palermo perché quello dai quello quello che è successo questa settimana non ha toccato solo loro, ha toccato tutti noi, abbiamo visto delle immagini che ci hanno stretto il cuore, questa bambina la storia di questa bambina è stata una cosa veramente veramente toccante vedere tutto il pubblico che che ha cercato di aiutarla in tutti i modi, la società, i tifosi, e quindi gli mandiamo un abbraccio alla famiglia perché so che hanno passato anche loro una settimana difficile ma vi assicuro che anche noi da qui abbiamo abbiamo vissuto questa storia in maniera in maniera delicata».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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