La vigilia dei quarti di finale dei play-off nazionali mette di fronte il Casarano a una delle sfide più affascinanti e storiche della sua storia recente, l'incrocio contro il Brescia. In una fase del torneo in cui sono rimaste soltanto otto formazioni a contendersi il traguardo più prestigioso, i pugliesi rappresentano una splendida eccezione, una favola sportiva che sta catturando l'attenzione degli appassionati di tutta la penisola.
«Siamo l'unica ottava che è un dato secondo me straordinario, siamo l'unica squadra delle otto che è partita dal primo turno ed è bello, è bello essere lì» ha commentato con visibile orgoglio il tecnico Vito Di Bari alla vigilia del match di andata. «Siamo partiti con ventinove squadre per questo play-off ora ne siamo solo otto e sono entrate da questa domenica, da questa partita entrano le seconde quindi è un grande motivo d'orgoglio e forse per tutta Italia sta parlando anche per quello perché comunque fa innamorare la nostra storia, fa innamorare quello che stiamo facendo e cresce anche di più il senso di responsabilità di non voler deludere un popolo, di non voler deludere le aspettative».
L'entusiasmo travolgente che si respira attorno alla squadra ha richiamato alla memoria i fasti dei decenni passati, creando un clima di totale simbiosi tra il gruppo squadra, la dirigenza e la tifoseria. «Non direi solo la provincia ma direi proprio tutta tutta l'Italia, abbiamo fatto qualcosa di straordinario, è normale che ora si parla di noi e quello che si vive in paese è una cosa incredibile» ha spiegato l'allenatore rossozzurro, analizzando la spinta della piazza. «Noi l'anno scorso abbiamo vinto, abbiamo stravinto un campionato e si è vissuto tanto entusiasmo ma ora sento che ancora di più questo entusiasmo è diverso, questo entusiasmo è diverso, viene paragonato agli anni belli, agli anni ottanta novanta del Casarano, quindi è un motivo d'orgoglio perché questo anche questa sarà storia e noi siamo contenti di essere gli attori protagonisti e quindi è bello, è bello vedere tutta questa unione tra tifoso, società e squadra, non capita tutti i giorni».
L'ostacolo da superare nei prossimi centottanta minuti si chiama Union Brescia, una compagine che vanta la miglior difesa del proprio raggruppamento e una guida tecnica di assoluto spessore come Eugenio Corini. «Il nome Brescia fa venire i brividi, fa venire i brividi per la loro storia, per la loro storia anche recente perché comunque basta sentire, basta vedere i giocatori che sono passati negli ultimi vent'anni nel Brescia, quindi è motivo d'orgoglio, è normale che è una decaduta del calcio importante però ora hanno una società solida, hanno un allenatore che ha fatto sempre serie B, ha vinto un campionato a Brescia in B quindi per me è anche motivo d'orgoglio affrontarlo» ha sottolineato Di Bari.
La gestione tattica del doppio confronto richiederà intelligenza e nervi saldi, con l'obiettivo di sfruttare ogni minimo episodio favorevole sul terreno di gioco. «Sarà una partita nella partita perché comunque giochiamo nei centottanta minuti, bisogna avere, bisogna avere l'intelligenza, nervi saldi e sfruttare gli episodi, queste sono partite che l'episodio lo devi portare dalla tua parte come siamo stati bravi a Renate e sapevamo che poteva succedere l'episodio a nostro favore» ha rimarcato l'allenatore dei salentini. «Dobbiamo essere bravi in casa, in casa è paradossale, nelle ultime due partite veniamo da due sconfitte, anche se penso che noi abbiamo un grande nemico che è il campo perché poi alla fine non è un caso che fuori casa con un manto erboso perfetto facciamo grandi gare però, come ho sempre detto, la spinta del pubblico, vivere un'altra serata com'è stata quella con il Renate è anche motivo d'orgoglio».
La filosofia di gioco impressa dal tecnico dall'inizio della sua gestione continua a produrre numeri eccezionali sotto il profilo realizzativo, confermando una precisa identità coraggiosa e votata alla ricerca dello spettacolo. «Quest'anno non dico che abbiamo superato però abbiamo dato continuità a quella quell'empatia con la squadra, a quella connessione, a quel credere in quel calcio anche ora che viene riconosciuto a tutta Italia di un calcio coraggioso, perché poi alla fine tutti in Italia vogliamo il calcio spettacolare poi quando si prendono tanti gol uno dice "Eh ma si prende tanti gol secondo me", ma ne abbiamo segnati dieci in queste tre partite, ne abbiamo segnati centodiciotto, centodiciotto gol nell'era nostra» ha ricordato con fermezza il mister.
«Io penso che in un anno e mezzo non è da tutti, quindi questo se la squadra riconosce questo vuol dire che l'allenatore ha fatto bingo, poi è normale che quando concedi qualcosa, quando attacchi concedi qualcosa però è fondamentale riconoscersi» ha insistito Di Bari. «Io uso questa parola con i ragazzi e riconosci quello che è il nostro gioco, le nostre idee rischiando qualcosa però cercando anche di dare spettacolo, dieci gol nei play-off penso che nessuna squadra le ha fatte fuori casa in tre partite e quindi noi dobbiamo avere quel coraggio, quel coraggio spavaldo. Stiamo anche valorizzando ragazzi giovani, non dobbiamo dobbiamo dimenticarlo che sono un patrimonio della società, non sono ragazzi in prestito, sono ragazzi che sono patrimonio della società, Cerbone patrimonio della società, Caiazzo è patrimonio della società, Palumbo è patrimonio della società, quindi al di là di quello che è il valore di questa squadra e di quello che stiamo facendo stiamo valorizzando anche i giovani all'interno del del gruppo squadra».
Il cammino affrontato finora rappresenta un'esperienza umana e sportiva totalizzante, resa possibile anche dal costante supporto logistico e organizzativo fornito dai vertici societari. «Il presidente è generoso e il presidente secondo me siamo siamo andati anche oltre le aspettative di quello che è lui però in questo momento non ci sta facendo mancare niente, ci agevola nelle trasferte, ci agevola nei recupero, ci agevola nelle strutture e quindi questo per noi è tanto, è tanto e e ci fa star bene, quindi io ringrazio pubblicamente il presidente Filograna, la famiglia Filograna e tutti quelli che compongono anche questa società» ha dichiarato apertamente il tecnico rossozzurro. «Io lo definisco il nostro mondiale, stiamo vivendo il nostro mondiale perché comunque si gioca ogni tre giorni, si viaggia, si viaggia insieme, si è lontani dalle famiglie quindi quando si ha il piacere di stare insieme in una in un in una squadra, in una famiglia è tutto più piacevole, la stanchezza viene meno».
La preparazione alla sfida deve tuttavia fare i conti con alcune assenze pesanti, in particolare un grave infortunio che ha colpito uno dei pilastri dello spogliatoio. «Purtroppo abbiamo avuto questa brutta notizia ieri di Carlo Lulic che si è rotto il crociato e quindi pubblicamente gli faccio il mio in bocca al lupo, Carlo sa quanto gli voglio bene, sa quanto ho voluto lui fortemente in questa questa avventura qui a Casarano perché avevo già lavorato a Bari con lui» ha svelato con amarezza l'allenatore.
«Però Carlo è è un capoccione, un ragazzo duro, sicuramente ora sta vivendo un momento di difficoltà psicologica però sono certo che la supererà anche questo momento e perdiamo Versienti squalificato» ha concluso Di Bari. «Abbiamo due tre giocatori stanchi abbastanza affaticati che non si sono ancora allenati e però io dico sempre che questa squadra ha dimostrato che chi gioca gioca alla fine si fa trovare pronto perché è una squadra che si allena sempre a mille, la dimostrazione a Renate nei cambi, nel soffrire trenta minuti in dieci e quindi sono sereno, sono sereno perché comunque siamo tutti dentro al progetto, comunque vada sarà un successo».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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