La marcia della Reggiana verso la cruciale trasferta del Ceravolo è segnata da un cauto ma deciso ottimismo nelle parole del suo tecnico, Davide Dionigi. Dopo essere riusciti a interrompere una preoccupante emorragia di sei sconfitte di fila grazie al pareggio ottenuto contro la Juve Stabia, i granata si preparano ad affrontare il Catanzaro con la consapevolezza di chi non può più permettersi passi falsi. La vittoria manca ormai da troppo tempo e l'allenatore ha voluto fare il punto della situazione analizzando pregi e difetti del prossimo avversario.
L'analisi di Dionigi parte proprio dalla caratura dei giallorossi guidati da Aquilani, una formazione che, nonostante una recente flessione nei risultati, continua a esprimere un calcio di alto livello. Secondo il tecnico emiliano, la forza del Catanzaro risiede in una filosofia di gioco estremamente moderna, fatta di possesso palla e dinamismo, caratteristiche che rendono la squadra calabrese una delle più difficili da interpretare tatticamente nell'intero panorama della serie cadetta.
«È una squadra che viene da un periodo non positivo, ma che ha sempre offerto prestazioni importanti» ha spiegato Dionisi, evidenziando come l'identità dei calabresi rimanga un punto di forza assoluto. «Ha una precisa identità, giocatori di qualità, un gioco ben delineato e molto palleggiato con interscambiabilità di ruoli, e due o tre individualità che in Serie B spostano gli equilibri» ha proseguito il mister, riconoscendo il talento dei singoli che compongono la rosa avversaria.
Nonostante il valore del Catanzaro, Dionigi guarda con orgoglio a quanto prodotto dai suoi uomini negli ultimi impegni, specialmente per la capacità di tenere testa alle corazzate del campionato. La Reggiana ha dimostrato di poter soffrire senza crollare, un aspetto caratteriale che il tecnico vuole vedere riproposto con ancora più convinzione in una piazza calda e difficile come quella del Ceravolo, dove l'atmosfera può diventare un fattore determinante.
«Noi dobbiamo continuare la striscia di prestazioni fatte finora: abbiamo incontrato le prime tre o quattro della classe e abbiamo retto con tutte» ha rivendicato l'allenatore, tornando anche sull'ultima gara casalinga. Per Dionigi, al di là dell'approccio iniziale deficitario, la squadra ha saputo riprendere in mano le redini del gioco, mostrando una resilienza che avrebbe potuto e dovuto portare a un bottino pieno se la fortuna fosse stata più benevola.
L'obiettivo dichiarato per la spedizione in Calabria è quello di dare una scossa definitiva alla classifica, che attualmente vede la Reggiana in una posizione poco rassicurante. «La squadra ha sempre lottato per 90 minuti. Questo mi fa ben sperare per la trasferta di Catanzaro dove la media punti va rialzata e per farlo servirà una partita importante» ha sottolineato il tecnico, richiamando i suoi a una prestazione di sostanza e di grande attenzione difensiva.
Sul piano tattico, l'assenza forzata di Portanova apre scenari nuovi per quanto riguarda la disposizione in campo del centrocampo. Dionigi sta valutando diverse soluzioni, tra cui il passaggio a una mediana più solida e fisica, che possa garantire maggiore protezione alla difesa senza però snaturare la propensione offensiva mostrata dalla squadra in questa fase della stagione, dove i gol non sono mai mancati.
«Un centrocampo più muscolare è una possibilità, ma non vorrei intaccare una fase offensiva che, pur migliorabile, ci ha portato a segnare un numero importante di gol» ha ammesso l'allenatore, che sembra intenzionato a non rinunciare alle proprie armi migliori. La valorizzazione del potenziale offensivo resta un punto fermo del credo calcistico di Dionigi, che può contare su innesti di valore per scardinare le difese avversarie.
La Reggiana ha inserito nel motore pedine come Bozhanaj, Fumagalli e Lambourde, elementi che permettono al mister di variare il numero di attaccanti a seconda dell'andamento del match o delle caratteristiche dell'avversario. Per Dionigi, la capacità di essere pericolosi negli ultimi trenta metri è un patrimonio da salvaguardare, pur sapendo che contro il palleggio del Catanzaro servirà un equilibrio perfetto tra le linee.
«Abbiamo sfruttato abbastanza bene il potenziale offensivo, forse potevamo fare ancora di più in termini di occasioni. Abbiamo sempre giocato con due, tre o quattro attaccanti» ha concluso il tecnico, lasciando intendere che, a prescindere dal modulo di partenza, la Reggiana non andrà in Calabria per fare barricate, ma per giocarsi le proprie carte con coraggio e con la ferma intenzione di tornare finalmente a conquistare i tre punti.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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