La vigilia della sfida contro il Giugliano ha visto un Antonio Buscè molto concentrato e attento ai minimi dettagli, consapevole che il campionato non concede pause e che ogni avversario nasconde insidie particolari. Il tecnico del Cosenza, intervenuto in conferenza stampa, ha voluto tracciare la rotta per i suoi uomini, sottolineando come il mercato abbia rimescolato le carte in tavola per entrambe le formazioni, rendendo il match di domani un test di maturità non indifferente per il gruppo rossoblù.
«Ci sono stati cambiamenti da parte nostra ma anche negli avversari. Il Giugliano ha fatto innesti importanti in attacco. Ci aspettiamo una partita difficile, del resto lo sono tutte e ognuna ha le sue particolarità» ha dichiarato l'allenatore, mettendo subito in guardia l'ambiente da facili entusiasmi. Secondo Buscè, la formazione campana si è rinforzata notevolmente nel reparto avanzato, motivo per cui servirà una prestazione difensiva di altissimo livello e una gestione della palla molto oculata.
Il tecnico si è poi soffermato sulle dinamiche interne allo spogliatoio silano, che ha visto l'ingresso di volti nuovi pronti a dare il proprio contributo alla causa. Tra questi spicca senza dubbio il ritorno di una vecchia conoscenza della tifoseria cosentina, un elemento che conosce bene l'ambiente e che può spostare gli equilibri tecnici della squadra. Tuttavia, il mister ha predicato calma riguardo al suo impiego immediato, puntando sulla necessità di una crescita fisica graduale.
«È arrivato Baez che è una vecchia conoscenza per Cosenza. È un calciatore importante, lo dobbiamo mettere in condizione di mettere minuti nelle gambe» ha spiegato Buscè, elogiando comunque l'impatto avuto dall'esterno uruguaiano sin dai primi allenamenti. Oltre alle doti tecniche indiscutibili, l'allenatore ha voluto rimarcare lo spessore umano del ragazzo: «Sta comunque già dimostrando la sua qualità, anche come persona è molto disponibile», segnale che l'integrazione nel gruppo sta procedendo nel migliore dei modi.
Il messaggio più forte lanciato da Buscè, però, riguarda la filosofia che deve animare ogni singolo componente della rosa. Il tecnico ha ribadito che per indossare la maglia del Cosenza non basta il curriculum o il prestigio personale, ma serve una fame agonistica costante e la voglia di sacrificarsi per i compagni. La mentalità del lavoro quotidiano resta il pilastro fondamentale su cui costruire i successi stagionali, lontano dalle luci della ribalta e dai titoli di giornale.
«A noi serve questo, ragazzi volenterosi che vogliono fare il bene del Cosenza. Il nome non serve» ha rimarcato con decisione l'allenatore, facendo capire chiaramente che le gerarchie verranno stabilite solo in base a quanto dimostrato sul campo. Per Buscè, la forza di una squadra risiede nell'umiltà e nella dedizione di chi, ogni giorno, spinge al massimo per migliorarsi e per onorare i colori sociali.
A supporto di questa tesi, il mister ha citato alcuni elementi che incarnano perfettamente lo spirito che vorrebbe vedere in tutti i suoi calciatori. Si tratta di profili che, pur non avendo ancora la fama dei veterani, stanno conquistando la fiducia dello staff tecnico grazie a un atteggiamento esemplare durante le sedute di allenamento. L'intensità è la chiave di volta per affrontare un campionato così livellato verso l'alto.
«Vedi Moretti, Pintus, sono ragazzi che fanno le cose in maniera intensa, che danno il massimo» ha concluso Buscè, portando ad esempio l'impegno di questi giovani come modello da seguire per l'intero collettivo. Il Cosenza si presenta dunque alla sfida con il Giugliano con le idee chiare: rispetto per l'avversario, consapevolezza dei propri mezzi e, soprattutto, la ferma volontà di mettere l'anima su ogni pallone per portare a casa un risultato positivo.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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