In vista della delicata trasferta che vedrà il Cittadella impegnato sul campo del Lumezzane, il tecnico Manuel Iori ha analizzato la situazione del gruppo in una conferenza stampa carica di realismo. L'allenatore granata ha tracciato un quadro piuttosto complesso per quanto riguarda la disponibilità della rosa, evidenziando una serie di defezioni che peseranno soprattutto nel reparto arretrato, costringendo lo staff tecnico a soluzioni d'emergenza.
«Più o meno siamo come eravamo rimasti, nel senso che Vita sta lavorando a parte e Cecchetto uguale. Poi abbiamo Bunino che sta ancora recuperando e abbiamo Angeli e Pavan che non ci saranno in questa partita» ha esordito Iori, elencando una lista di assenti che si è allungata ulteriormente. Il parziale recupero di Gatti, che ha svolto solo un paio di sessioni leggere, non basta a rassicurare l'ambiente, specialmente considerando lo stop forzato di Redolfi per squalifica e l'indisponibilità prolungata di Salvi.
La conta degli effettivi obbliga il mister a riflessioni profonde sulla formazione titolare, con il rischio concreto di dover adattare alcuni elementi in posizioni non naturali. «Siamo un po’ in emergenza, sicuramente nella parte difensiva. A livello difensivo troveremo la soluzione più idonea, sapendo che magari qualcuno sarà fuori ruolo» ha ammesso il tecnico, che però punta molto sull'apporto dei nuovi innesti arrivati dal mercato per dare una scossa emotiva a tutto l'ambiente.
L'integrazione dei nuovi arrivati dovrà essere immediata, anche perché il calendario non concede respiro: nei prossimi ventiquattro giorni il Cittadella sarà chiamato a scendere in campo per ben sei volte. Secondo Iori, la gestione delle energie fisiche sarà fondamentale per evitare di sovraccaricare sempre i soliti giocatori, un rischio che alla lunga potrebbe presentare un conto salatissimo in termini di prestazioni e ulteriori infortuni.
Oltre ai problemi fisici, l'allenatore ha voluto toccare il tasto della tenuta mentale, analizzando il calo di risultati dopo il periodo d'oro vissuto qualche settimana fa. Il sospetto è che alcune fragilità psicologiche siano riemerse non appena la spensieratezza del filotto positivo è venuta meno. «Sicuramente qualcosa a livello mentale lo lasciamo, perché se le cose si ripetono vuol dire che c’è un difetto» ha spiegato con estrema onestà intellettuale.
Per superare questa fase critica, la ricetta di Iori non prevede stravolgimenti tattici, bensì un ritorno alla solidità dei concetti base. L'intenzione è quella di non destabilizzare ulteriormente la squadra con cambi di modulo improvvisi, preferendo puntare sulla compattezza e sulla chiarezza delle poche indicazioni fornite ai giocatori durante gli allenamenti settimanali.
«Nessun cambio di modulo, assolutamente. In un momento così bisogna stare sulle cose che abbiamo preparato. Poche cose semplici e chiare» ha ribadito con fermezza il mister, ricordando come anche nell'ultima sfida contro l'AlbinoLeffe la squadra avesse tenuto bene il campo per larghi tratti. La capacità di reagire agli episodi contrari resta però il vero nodo da sciogliere per tornare a fare punti con continuità.
Il messaggio rivolto alla squadra per la trasferta di Lumezzane è stato tanto semplice quanto diretto: occorre trasformarsi in un muro invalicabile. «Ho chiesto solo di essere un blocco unico che va là e battaglia su ogni palla. Questo dobbiamo fare: battagliare su ogni pallone e rimanere uniti in tutte le situazioni» ha dichiarato Iori, esortando i suoi a mettere in campo una cattiveria agonistica superiore.
L'avversario che il Cittadella troverà sulla propria strada è una compagine temibile, capace di variare assetto tattico a gara in corso e dotata di ottime qualità nel palleggio e nelle ripartenze. Iori ha speso parole di stima per il Lumezzane, descrivendola come una squadra con valori importanti e una spiccata propensione offensiva, elementi che richiederanno una prova di grande sacrificio collettivo.
Inizia dunque un mese che dirà molto sulle reali ambizioni del Cittadella e sulla sua capacità di soffrire nelle difficoltà. La speranza del tecnico è che l'emergenza possa cementare ulteriormente il gruppo, portando ogni singolo calciatore a dare quel qualcosa in più necessario per superare gli ostacoli e resistere alle pressioni di un campionato che non fa sconti a nessuno.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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