La vigilia della delicata trasferta del Padova a Castellammare di Stabia è segnata dalle parole forti e dirette di mister Matteo Andreoletti. Il tecnico dei biancoscudati ha voluto sgomberare il campo da ogni possibile alibi, nonostante un'emergenza offensiva che priverà la squadra di pedine fondamentali in un momento cruciale della stagione. La parola d'ordine nello spogliatoio patavino sembra essere pragmatismo, unito alla necessità impellente di muovere la classifica per distanziarsi ulteriormente dalle sabbie mobili della zona playout.
«Le chiacchiere stanno a zero, ora servono i fatti» ha esordito l'allenatore, sottolineando come l'avversario di turno rappresenti uno dei test più probanti dell'intero campionato. La Juve Stabia, infatti, viene descritta da Andreoletti come la compagine capace di esprimere il calcio più armonioso della categoria, forte di una striscia di sette risultati utili consecutivi e di un fortino casalingo che vanta la miglior difesa interna del torneo. Per contrastare i campani, il Padova dovrà puntare tutto sull'identità e sulla capacità di soffrire.
Un tema centrale della sfida sarà l'adattamento al terreno sintetico del Menti, una superficie che promette di rendere il gioco estremamente rapido, specialmente in caso di pioggia. Il mister ha spiegato che la preparazione settimanale si è svolta proprio su un fondo simile per non farsi trovare impreparati a una partita che si preannuncia ad altissima intensità. «Dobbiamo fare la gara che sappiamo fare, senza proclami, giocando con le nostre caratteristiche» ha ribadito, evidenziando la necessità di competere sul piano del possesso palla.
Le brutte notizie, però, arrivano dall'infermeria, che costringe Andreoletti a ridisegnare il proprio scacchiere offensivo. La squadra dovrà infatti fare a meno del talento e dell'esperienza del Papu Gomez, ancora alle prese con un fastidioso dolore alla caviglia, e di Caprari, fermato da un'infiammazione al ginocchio. Il tecnico ha ammesso che il recupero di entrambi appare difficile anche per la successiva sfida contro la Carrarese, ma ha assicurato che il gruppo ha le qualità tecniche e caratteriali per sopperire a queste defezioni pesanti.
«Non ci sarà il Papu per il solito dolore alla caviglia, così come Caprari con un’infiammazione al ginocchio» ha confermato con rammarico, spiegando che l'assenza dei due fantasisti porterà la squadra a proseguire nel solco tattico del 3-5-2. Nonostante i cambiamenti obbligati, l'allenatore ha manifestato grande fiducia nei confronti di chi scenderà in campo, menzionando in particolare il giovane Di Maggio, che sarà titolare a Castellammare grazie alle sue energie positive e a un entusiasmo contagioso mostrato negli ultimi allenamenti.
Un altro profilo che sta scalando le gerarchie è quello di Giunti, definito da Andreoletti addirittura superiore alle aspettative iniziali. Il giocatore sarà convocato e rappresenta una risorsa preziosa per un centrocampo che dovrà essere aggressivo e capace di gestire i diversi momenti di una gara che si preannuncia mutevole. L'obiettivo sarà quello di mantenere la palla il più possibile, cercando di neutralizzare la capacità della Juve Stabia di difendersi proprio attraverso il controllo del gioco.
Il morale della truppa è ancora segnato dall'amarezza per la recente sfida contro il Monza, un match che ha lasciato la squadra "distrutta" per il mancato risultato positivo nonostante una prestazione di alto livello. Proprio dai tifosi, però, è arrivato lo stimolo più forte: la richiesta di mettere in campo la stessa ferocia agonistica vista domenica scorsa. «I tifosi ci hanno chiesto di mettere in campo lo spirito di domenica scorsa e ci hanno dato lo spunto più interessante di tutti» ha confessato il mister, convinto che con quell'energia sarà difficile perdere altre partite.
Andreoletti ha poi fatto il punto sulle scelte tecniche e sul mercato, spiegando l'esclusione di Pastina per motivi legati a valutazioni attuali, pur considerandolo un elemento utile per il futuro prossimo. Sul fronte dei nuovi acquisti, il tecnico ha ribadito il rispetto dei ruoli, pur confermando che l'idea della società era quella di aggiungere qualità nel reparto avanzato. In questo contesto, giocatori come Buonaiuto, pur partendo spesso dalla panchina, stanno dimostrando una maturità determinante per gli equilibri del gruppo.
«Vedo la squadra lavorare sempre con la testa giusta, senza depressioni. Siamo pimpanti e vogliosi» ha concluso il tecnico, scacciando i fantasmi di una possibile crisi di nervi dopo i recenti stop. Il Padova si presenta dunque in Campania con la consapevolezza di chi deve lottare per ogni pallone, cercando di aumentare il gap sulla zona pericolosa e di ritrovare quella solidità che l'ha contraddistinto per lunghi tratti della stagione. La sfida al Menti sarà, nelle parole del suo condottiero, una battaglia gagliarda da affrontare a viso aperto.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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