Il presidente dell'Avellino, Angelo Antonio D'Agostino, intervenuto ai microfoni di Telenostra, ha fatto il punto sul piano di riqualificazione e sul futuro impianto sportivo della società irpina.

«Avevamo preso l'impegno di consegnare il progetto entro il 31 ottobre e lo abbiamo fatto in anticipo» ha esordito il massimo dirigente dei lupi. «Ora dobbiamo capire come si può articolare col Comune questa iniziativa che abbiamo anticipato con una Pec ad agosto e ufficializzato oggi, attraverso l'iter che ci porterà alla costruzione del nuovo stadio, se il Comune vorrà».

Entrando nel dettaglio della struttura societaria e delle norme di riferimento, il presidente ha aggiunto: «La legge prevede la quota di maggioranza in favore del privato, faremo 51% e 49% al Comune, attraverso un partenariato».

«Il legislatore ha snellito le procedure sulla ristrutturazione dello stadio e su questo abbiamo fatto tutti i riferimenti normativi che l'amministrazione potrà verificare» ha proseguito D'Agostino, illustrando la capienza e la configurazione dell'area.

«Il progetto prevede uno stadio di oltre 21.000 posti come da capienza originaria, abbiamo tolto la parte commerciale e inserito quella economica a favore dell'ente».

Spiegando le scelte strutturali pensate per la collettività e per la sostenibilità dell'opera, il presidente ha sottolineato: «La costruzione di un asilo nido è legato al fatto di poter far vivere lo stadio sette giorni su sette, non solo durante il match».

«Anche perché è un progetto che costa tanto» ha continuato. «Abbiamo tolto la parte commerciale, ma ci saranno comunque ristorante, bar, un centro medico».

Rispondendo ad alcune questioni normative e fiscali dibattute nel dibattito pubblico locale, il numero uno del club biancoverde ha precisato: «Sessanta anni senza tasse? Faremo una conferenza stampa il prima possibile con il nostro legale che segue la faccenda, con cui illustreremo tutti i passaggi».

«Vogliamo fare cose a norma di legge, se invece ognuno vuole fare il suo e fare polemica, io sono la persona sbagliata» ha affermato con decisione. «Parliamo di cose concrete. La norma prevede quello che noi abbiamo scritto nel progetto, che a noi costa in misura maggiore».

Ribadendo la sostenibilità finanziaria dell'intervento privato, D'Agostino ha evidenziato: «Dobbiamo pure rientrare nei milioni di euro che ci metteremo di tasca. Mica facciamo beneficenza, dopo aver messo 60-70 milioni di euro».

«La norma prevede l'esenzione delle tasse, nulla di più» ha ribadito il presidente dell'Avellino.

Soffermandosi sui rapporti istituzionali e sulla portata strategica dell'opera per l'intera regione, il massimo dirigente ha aggiunto: «Il Comune sarebbe titolare dell'impianto di gioco, con un investimento dei privati. E c'è poco da commentare».

«Vedremo se ci sono le condizioni legislative e normative» ha concluso su questo punto. «Vogliamo risolvere questo problema, perché una struttura del genere da Roma in giù non esisterebbe».

«Parliamo di qualcosa di simile allo stadio della Juventus: uno stadio in cui fare tanto, in cui disputare campionati importanti» ha concluso il presidente, evidenziando l'impatto positivo dell'infrastruttura. «E darebbe un valore aggiunto alla città di Avellino e al club stesso».

In chiusura del proprio intervento, il presidente ha fissato la tabella di marcia temporale per l'apertura dei cantieri e la conclusione delle procedure burocratiche: «La data dell'inizio dei lavori? Agosto 2027, lo confermiamo».

«Entro 90 giorni si chiuderebbe la conferenza dei servizi, senza avere bisogno di procedere con la Regione» ha concluso Angelo Antonio D'Agostino. «Concluderebbe l'iter e in pochi giorni presenteremmo il progetto esecutivo».

Sezione: Serie B / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 16:00
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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